Il sottosegretario Freni promuove l’Opas di Intesa su Mps: «Operazione strutturata, importante e intelligente»
- 7 Settembre 2026
- Posted by: Tiziano
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Il Mef resta formalmente neutrale, ma dal Forum Ambrosetti di Cernobbio arriva un giudizio destinato a pesare nel risiko bancario italiano. Il sottosegretario all’Economia Federico Freni ha infatti espresso una valutazione nettamente positiva sull’Opas lanciata da Intesa Sanpaolo (nella foto, l’a. d. Carlo Messina) su Monte dei Paschi di Siena, definendola un’operazione «strutturata, importante e intelligente».
Freni: la proposta di Intesa è più strutturata
Il confronto tracciato dal sottosegretario è piuttosto netto. Da una parte c’è il progetto di Intesa Sanpaolo, costruito insieme a Unipol, dall’altra la risposta di Rocca Salimbeni, che punta sulle operazioni riguardanti Banco Bpm e Banca Generali.
Secondo Freni, la prima rappresenta una proposta industriale organica e articolata, mentre quella di Mps appare «difensiva e meno strutturata». Il sottosegretario ha comunque rimesso al mercato la valutazione definitiva, sottolineando che soltanto una delle strategie potrà alla fine concretizzarsi.
Il messaggio proveniente da Cernobbio sembra dunque andare oltre una semplice presa d’atto del confronto in corso. Pur senza trasformarsi in un sostegno ufficiale del governo all’offerta di Ca’ de Sass, le parole di Freni riconoscono all’operazione promossa da Intesa una maggiore solidità progettuale e industriale.
Il Mef resta neutrale e punta alla valorizzazione della quota Mps
Sul piano istituzionale, tuttavia, la posizione del Tesoro non cambia. Il Mef non intende utilizzare la propria partecipazione residua in Monte dei Paschi per determinare l’esito della partita. Freni ha spiegato che la quota sarà ceduta nel momento ritenuto economicamente più conveniente per lo Stato e quindi, nelle parole del sottosegretario, per i cittadini. La priorità resta dunque la massima valorizzazione dell’investimento pubblico, senza trasformare il Tesoro nell’arbitro del risiko bancario. Una linea che rafforza il principio già richiamato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani: sarà il mercato, e non la politica, a stabilire quale progetto riuscirà ad affermarsi.