Liquid Network sospende i servizi dopo il prelievo di 320 milioni di dollari in Bitcoin
- 7 Settembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Liquid, sidechain collegata a Bitcoin, ha sospeso le operazioni dopo che soggetti che si definiscono white hat hanno ritirato circa 4.000 BTC, pari a circa 320 milioni di dollari, dal portafoglio di federazione della rete.
Nel fine settimana Liquid ha comunicato che i nodi del bridge sono stati disattivati, impedendo nuove transazioni, mentre diversi exchange hanno bloccato o si sono preparati a bloccare depositi e prelievi in L-BTC.
Interventi e comunicazioni tecniche
Blockstream, fornitore della tecnologia su cui si basa Liquid, ha iniziato a contattare gli autori dell’operazione tramite messaggi firmati sulla chain. Secondo le comunicazioni pubbliche on‑chain, i soggetti hanno richiesto che venisse applicata una correzione e che tutti i nodi fossero aggiornati prima di restituire i fondi.
Fonti tecniche citano inoltre che gli attori hanno inviato dettagli cifrati relativi alla vulnerabilità a Blockstream. Alex Thorn, responsabile della ricerca presso Galaxy Digital, ha riferito tale scambio di informazioni tecniche.
Origine del prelievo e ruolo di SideSwap
SideSwap ha spiegato che il prelievo è passato attraverso il suo servizio di peg‑out come ordine cliente, utilizzando la chiave di autorizzazione del peg‑out nota come PAK. L’azienda ha precisato che la PAK non risultava compromessa e che l’L-BTC impiegato nell’operazione è derivato da un bug nel codice di Elements, il software open source su cui si fonda Liquid, e non da una violazione diretta dei sistemi di SideSwap.
I circa 4.000 BTC sottratti corrispondevano a circa il 95% del saldo del portafoglio di federazione, che prima dell’incidente conteneva approssimativamente 4.200 BTC. Liquid ha altresì dichiarato che altri asset emessi sulla rete, come USDT, DePix e alcuni asset legati al mondo reale, non risultano coinvolti.
Che cos’è una federazione e come funziona il peg‑out
Per contestualizzare, la rete Liquid è una sidechain che utilizza una federazione di nodi per consentire il trasferimento di valore tra la mainnet di Bitcoin e l’asset rappresentato sulla sidechain, L-BTC. Il processo di uscita dalla sidechain verso la mainnet, il cosiddetto peg‑out, richiede la collaborazione dei membri della federazione e l’autorizzazione attraverso chiavi specifiche (PAK) per sbloccare i fondi su Bitcoin.
Un problema nel software che coordina queste operazioni può quindi consentire movimenti non previsti se sfruttato: è ciò che l’analisi tecnica attribuisce al bug in Elements.
Impatto operativo e sul mercato
La sospensione delle operazioni su Liquid e il blocco temporaneo di depositi e prelievi in L-BTC hanno generato una reazione immediata da parte degli exchange e dei gestori di servizi custodi, che hanno privilegiato la prudenza per limitare esposizioni potenzialmente a rischio.
Dal punto di vista di mercato, l’evento mette in luce rischi specifici delle soluzioni layer‑2 e sidechain: pur offrendo funzioni come transazioni più rapide e emissione di token, introducono dipendenze critiche dal software di infrastruttura e dai processi di governance della federazione.
Per gli investitori e gli operatori italiani, la vicenda sottolinea l’importanza di valutare non solo la natura dell’asset digitale ma anche l’architettura tecnica e i meccanismi di custodia. Società e exchange che offrono servizi connessi a sidechain devono dimostrare controlli robusti e piani di risposta agli incidenti.
Al momento non risultano restituzioni dei fondi; la rete rimane in pausa mentre i membri della federazione lavorano a una soluzione correttiva. La situazione è in evoluzione e richiederà controlli approfonditi prima di permettere la ripresa delle normali operazioni.
Prospettive regolamentari e best practice
Incidenti come questo potrebbero richiamare l’attenzione delle autorità di vigilanza sui rischi operativi associati alle infrastrutture decentralizzate e ai servizi di custodia. A livello pratico, è prevedibile una maggiore richiesta di standard di audit del codice, procedure di disclosure e meccanismi di escalation condivisi tra operatori di mercato.
Per gli operatori italiani interessati all’ecosistema cripto, è consigliabile rafforzare le verifiche tecniche sui partner tecnologici, implementare segmentazioni di rischio e predisporre piani di contingenza per la segregazione e il recupero dei fondi.
In sintesi
- La vulnerabilità tecnica in Elements evidenzia come le sidechain possano concentrare rischi operativi rilevanti, influenzando fiducia e liquidità degli asset emessi su queste reti.
- Per gli investitori, la priorità è valutare la solidità infrastrutturale e le pratiche di custodia dei fornitori di servizi cripto, più che limitarsi alla performance degli asset sottostanti.
- Il settore potrebbe vedere un’accelerazione delle richieste regolamentari su audit del codice e piani di risposta agli incidenti, con impatti sui costi operativi degli operatori europei e italiani.