Orionx sostenuta da Tether chiude i battenti dopo un buco di custodia da 7 milioni di dollari

Orionx, exchange crypto cileno sostenuto dall’emittente della stablecoin USDT Tether, ha annunciato la chiusura definitiva dopo aver scoperto un problema multimilionario legato alla custodia degli asset.

Nelun comunicato condiviso su X, l’azienda ha affermato:

“La nostra unica priorità ora è restituire il più possibile gli asset dei nostri clienti.”

“Al momento i prelievi sono sospesi temporaneamente.”

Scoperta e audit forense

Secondo la denuncia penale presentata dalla stessa società, un audit forense ha rilevato che oltre 7 milioni di dollari in asset custoditi risultavano trasferiti verso indirizzi che non erano sotto il controllo di Orionx.

La discrepanza emerse durante una revisione interna avviata nel 2025 per adempiere agli obblighi imposti dalla Legge Fintech cilena, che richiede maggiore trasparenza e controlli sulle attività degli operatori digitali. L’analisi ha poi richiesto l’intervento di consulenti esterni per confrontare i registri interni con i dati onchain.

Il reclamo indica che, il 27 agosto, il direttore operativo Thomas Mac Millan individuò un “disallineamento significativo” tra i saldi registrati nei sistemi interni e gli asset effettivamente detenuti in custodia. L’audit esterno ha confermato che i saldi contabilizzati superavano le giacenze agli indirizzi di custodia per Bitcoin (BTC), Ether (ETH), XRP e Polygon (POL).

Accuse, tempistiche e responsabilità

La denuncia penale presentata da Orionx accusa due ex dirigenti, i cofondatori Roberto Zibert e Joaquín Díaz, di aver avuto accesso ai sistemi di custodia e di essere coinvolti nei trasferimenti. Tra le transazioni contestate figurano oltre 14 trasferimenti verso un conto associato a Díaz per più di 1,5 milioni di dollari e movimentazioni che includerebbero 187 Ether, oltre 4,1 milioni di USDT e 200.000 USDC.

Zibert e Díaz hanno respinto le accuse, affermando di non aver mai agito contro gli interessi dei clienti e sostenendo che la causa della carenza di asset non è al momento chiarita.

Contesto e legami con Tether

Fondata in Cile nel 2017, Orionx si era evoluta da exchange per il dettaglio a piattaforma di servizi di pagamento e finanziari in paesi come Perù, Colombia e Messico. Nell’estate del 2025 Tether aveva guidato in esclusiva un round di Serie A in supporto all’espansione dell’exchange in America Latina.

Il legame con un grande emittente di stablecoin aveva rafforzato la percezione di solidità dell’azienda, ma la vicenda mette in evidenza come la presenza di investitori strategici non elimini il rischio operativo legato alla custodia degli asset digitali.

Implicazioni regolamentari e di mercato

La chiusura di Orionx solleva interrogativi sulla tenuta dei controlli interni negli exchange regionali e sulla capacità delle normative locali di prevenire perdite legate alla custodia. Per i regolatori, il caso sottolinea la necessità di rafforzare le procedure di audit esterno e i requisiti di segregazione degli asset.

Per gli investitori e i depositanti, l’episodio evidenzia il rischio operativo associato alla custodia centralizzata: anche aziende con sostegno finanziario esterno possono essere vulnerabili a discrepanze contabili, frodi interne o mancate riconciliazioni onchain.

Sul piano del mercato latinoamericano, la vicenda potrebbe rallentare la fiducia degli utenti verso operatori locali e spingere parte della domanda verso piattaforme con procedure più consolidate di custodia o verso servizi di self-custody, con ricadute sul volume di intermediazione e sull’adozione istituzionale.

Prospettive e prossimi sviluppi

La priorità annunciata da Orionx è il recupero e la restituzione degli asset ai clienti. Procedimenti penali e verifiche forensi proseguiranno, così come le indagini su eventuali trasferimenti verso altre piattaforme crypto tra il 2018 e il 2021, periodo indicato nella denuncia come potenzialmente rilevante.

Le autorità competenti potrebbero utilizzare questo caso per aggiornare regolamenti e pratiche di supervisione sui custodi crypto, imponendo standard più stringenti per la riconciliazione onchain e per la segregazione degli attivi dei clienti.

In sintesi

  • La crisi di custodia in Orionx mette in luce il rischio operativo che può erodere fiducia e liquidità nei mercati crypto regionali, con potenziali ripercussioni sui prezzi degli asset più scambiati nella regione.
  • Per gli investitori italiani interessati all’esposizione in asset digitali, il caso rafforza l’importanza di valutare la solidità delle pratiche di custodia e di preferire controparti con audit onchain trasparenti o soluzioni di self-custody.
  • Dal punto di vista regolamentare, ci si può attendere una maggiore attenzione su requisiti di audit esterni e di segregazione patrimoniale, elementi che influenzeranno i costi operativi degli exchange e la struttura dei servizi offerti agli utenti.


Author: Tony
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