Allarme sportelli: desertificazione bancaria in Liguria, Uilca e cittadini chiedono interventi

La desertificazione bancaria continua a preoccupare i residenti della Liguria e il mondo sindacale: i dati regionali emergono dal Rapporto Uilca 2025, elaborati dal segretario ligure della Uilca, Silvio Trucco.

Secondo il rapporto, il 75,8% dei liguri utilizza esclusivamente la banca per gestire il proprio denaro, risultato che colloca la regione al quinto posto a livello nazionale e indica una forte dipendenza dal sistema bancario tradizionale.

Silvio Trucco ha dichiarato:

“È un segno di un rapporto ancora molto saldo con il sistema bancario tradizionale.”

La chiusura delle filiali è percepita come un problema diffuso: il 76% dei cittadini liguri dichiara di aver risentito in maniera significativa della riduzione degli sportelli. Inoltre, il 97,1% ritiene che la presenza di servizi bancari nel proprio comune sia molto o abbastanza importante, mentre il 95,4% si dichiara poco o per nulla soddisfatto delle chiusure, un valore tra i più alti del Paese.

Silvio Trucco ha sottolineato:

“Il livello di insoddisfazione è tra i più elevati registrati in Italia.”

«Un bancomat non può sostituire una filiale»

Per la maggioranza dei liguri uno sportello automatico non è equivalente a una sede con personale: il 91,3% ritiene che la presenza di consulenza e operatori costituisca un valore imprescindibile. Inoltre, se la propria filiale dovesse chiudere, il 50,9% degli intervistati preferirebbe spostarsi verso un’altra filiale piuttosto che affidarsi esclusivamente ai canali digitali.

Il rapporto segnala anche un legame tra presenza bancaria e qualità della vita: il 75,4% dei liguri ritiene che l’assenza di una banca possa influenzare la scelta di rimanere o lasciare il proprio comune, dato che posiziona la regione tra le più sensibili al tema.

Silvio Trucco ha spiegato:

“Il Rapporto Uilca 2025 restituisce l’immagine di una Liguria che considera la banca molto più di un luogo per operazioni finanziarie: è un presidio di inclusione, sicurezza e sviluppo locale. In un contesto caratterizzato da invecchiamento demografico, aree interne e piccoli comuni, la progressiva riduzione delle filiali rischia di accentuare fenomeni di marginalizzazione territoriale e di impoverimento dei servizi di prossimità. È necessario individuare nuovi modelli organizzativi che mantengano una presenza bancaria fisica sul territorio, affiancando innovazione digitale e relazione umana, per evitare che la transizione tecnologica si traduca in un arretramento dei servizi per cittadini e imprese.”

Contesto e conseguenze per il territorio

La Uilca è il sindacato che rappresenta i lavoratori del settore bancario e finanziario: il suo monitoraggio evidenzia come la chiusura delle filiali non riguardi solo la sfera dei servizi individuali ma abbia ricadute più ampie sull’economia locale. Nei piccoli comuni e nelle aree meno servite, la perdita di sportelli può ridurre l’accesso al credito per le piccole e medie imprese, complicare la gestione dei pagamenti e aumentare il rischio di esclusione finanziaria per fasce vulnerabili della popolazione, in particolare anziani e persone con scarsa alfabetizzazione digitale.

Dal punto di vista occupazionale, la riorganizzazione delle reti potrebbe comportare diminuzioni di personale o il ricorso a forme di back office centralizzate, con effetti sul mercato del lavoro locale e sulla capacità delle banche di offrire consulenza personalizzata. Sul fronte dei servizi, la sostituzione delle filiali con canali digitali richiede investimenti in infrastrutture e formazione per evitare di ampliare il divario digitale tra territori.

Possibili risposte politiche e organizzative

Per contenere gli effetti della desertificazione bancaria, le istituzioni e gli operatori potrebbero valutare misure articolate: incentivi regolatori per mantenere sportelli in aree fragili, accordi tra più banche per gestire sportelli condivisi, sviluppo di unità mobili per servizi bancari e collaborazione con soggetti pubblici come uffici postali o municipi. Parallelamente, è necessario sostenere progetti di alfabetizzazione digitale e potenziare servizi di consulenza telefonica e in presenza rivolti a categorie a rischio di esclusione.

Una strategia integrata dovrebbe bilanciare l’efficienza tecnologica con la necessità di tutela dell’accesso ai servizi finanziari, per preservare coesione sociale e capacità produttiva dei territori colpiti.

In sintesi

  • La riduzione delle filiali in Liguria amplifica il rischio di esclusione finanziaria per anziani e per le piccole imprese locali, con possibili ripercussioni sulla domanda interna nei comuni più colpiti.
  • Per gli investitori, la riorganizzazione delle reti bancarie indica opportunità in servizi digitali e formazione tecnologica, ma anche rischi reputazionali e di mercato legati alla perdita di relazioni locali.
  • Le politiche pubbliche potrebbero influenzare significativamente l’esito: incentivi alla presenza fisica e soluzioni ibride (sportelli condivisi, unità mobili) possono contenere l’impatto socio-economico e sostenere la resilienza dei territori.


Author: Tony
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