Porti, dalla digitalizzazione agli investimenti zes: che bilancio a fine pnrr?
- 5 Settembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Il>Pnrr e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti hanno concentrato l’azione amministrativa della Direzione generale per i porti, la logistica e l’intermodalità su tre direttrici principali: l’elettrificazione delle banchine, gli investimenti infrastrutturali nelle Zone economiche speciali e la digitalizzazione della filiera logistica. Il bilancio ministeriale evidenzia che, nel complesso, i risultati hanno superato gli obiettivi fissati dal Piano.
Cold ironing: elettrificazione delle banchine
Il programma di cold ironing — l’alimentazione elettrica a terra delle navi in banchina, finalizzata alla riduzione delle emissioni nei porti — prevedeva il completamento e l’accettazione delle connessioni per almeno 15 impianti in 10 porti entro la scadenza del Piano. I dati ministeriali riportano invece 22 impianti attivati in 17 porti, su 23 interventi finanziati in 18 scali, per una potenza complessiva superiore a 220 MW.
Alla misura sono state assegnate risorse per 317,6 milioni dei 400 milioni stanziati, con circa 195 milioni destinati a nuovi progetti: una dotazione che ha permesso di accelerare installazioni e connessioni, coinvolgendo direttamente le Autorità di sistema portuale nella fase di collaudo e messa in esercizio.
Investimenti nelle Zone economiche speciali (Zes)
Gli interventi infrastrutturali nelle Zes hanno riguardato i collegamenti di ultimo miglio con porti e aree industriali, la digitalizzazione della logistica, opere di urbanizzazione, l’efficientamento energetico e il rafforzamento della resilienza delle infrastrutture portuali. L’obiettivo era completare almeno 46 interventi entro la stessa soglia temporale: sono stati ultimati 50 lavori su 52 progetti finanziati, con una spesa complessiva di 888,8 milioni.
La ripartizione delle risorse vede 625,5 milioni assegnati alle Autorità di sistema portuale, 193,6 milioni al Dipartimento per il Sud della Presidenza del Consiglio — che ha ereditato le funzioni degli ex commissari straordinari delle Zes — e 69,7 milioni a Rfi. Questi fondi hanno sostenuto sia interventi fisici che misure di sistema volte a migliorare l’accessibilità e l’attrattività degli ambiti produttivi legati al porto.
Dal punto di vista territoriale, il completamento delle opere nelle Zes può contribuire a ridurre i divari infrastrutturali tra Nord e Sud, favorendo insediamenti produttivi, logistica integrata e progetti di investimento privato nelle aree a vocazione export-oriented.
Digitalizzazione della catena logistica
La componente digitale del piano ha beneficiato di 176 milioni suddivisi in tre linee: trentamilioni hanno finanziato la Piattaforma logistica nazionale, oggi operativa e concepita come hub per l’interscambio dati sulla movimentazione delle merci; quarantacinque milioni sono stati investiti nella digitalizzazione delle Autorità di sistema portuale e degli interporti, con lo sviluppo dei Port Community System in tutte le 16 AdSP.
Per gli interporti il target richiedeva l’implementazione del sistema per villaggio merci (Freight Village System) in almeno 12 strutture: il risultato raggiunto è di 15 realtà con il sistema attivato. Infine, 101 milioni hanno finanziato il bando Login Business, che ha erogato incentivi a 850 imprese del trasporto e della logistica per un valore complessivo di 83,3 milioni, con l’obiettivo di promuovere sistemi gestionali interoperabili con la piattaforma nazionale e con i Port Community System.
L’adozione di standard condivisi e l’interoperabilità dei sistemi informativi sono elementi chiave per snellire le procedure doganali, ridurre i tempi di attesa e abbattere i costi operativi, rendendo più competitivi i porti italiani nella catena del valore europea.
Nel complesso, la combinazione di infrastrutture verdi, progetti Zes e strumenti digitali delinea una strategia integrata volta a decarbonizzare il traffico marittimo, attrarre investimenti industriali e modernizzare la logistica nazionale. Tuttavia, il mantenimento dei risultati richiederà un coordinamento stabile tra amministrazioni centrali, Autorità di sistema portuale, operatori privati e gestori delle reti, oltre a monitoraggi continuativi sugli impatti ambientali e occupazionali.
In sintesi
- Il superamento dei target di elettrificazione e digitalizzazione rafforza la competitività dei porti italiani, ma per consolidare i benefici servono risorse per manutenzione e interconnessione a rete.
- La concentrazione di investimenti nelle Zes può stimolare attrazione di capitali privati e creazione di filiere industriali locali, con ricadute positive sul mercato del lavoro nelle aree meridionali.
- L’interoperabilità dei sistemi informativi rappresenta un elemento critico per abbattere i costi logistici: gli incentivi mirati a software e formazione aziendale favoriranno l’adozione su larga scala.
- Per gli investitori, i progetti completati segnalano opportunità in asset legati alla transizione green e alla logistica digitale, benché sia necessario valutare i rischi legati alla governance locale e alla continuità dei finanziamenti.