Forze dell’ordine Usa adottano una posizione neutrale sulla Clarity Act

La National Sheriffs’ Association (NSA) ha ritirato l’opposizione al disegno di legge sulla struttura del mercato delle criptovalute noto come Digital Asset Market Clarity (CLARITY) Act, che dovrebbe essere messo al voto quando il Senato degli Stati Uniti tornerà in sessione più avanti nel mese.

Con una lettera inviata al leader della maggioranza del Senato, John Thune, e al leader della minoranza, Chuck Schumer, l’associazione delle forze dell’ordine ha comunicato il mutamento della propria posizione, portandola a “neutra”. La decisione è motivata dal lavoro svolto dal Congresso, dall’amministrazione e dai portatori di interesse per affrontare i complessi aspetti legali, regolamentari e operativi legati alla materia.

Troy Wellman e Justin Smith hanno dichiarato:

“Al momento riteniamo che la cosa più opportuna sia fare un passo indietro e lasciare che il processo legislativo segua il suo corso per stabilire un quadro normativo chiaro, efficace e tanto necessario.”

In precedenza la NSA aveva manifestato forti riserve su alcune disposizioni del testo, in particolare su emendamenti che avrebbero esentato i cosiddetti crypto mixers da molti obblighi di registrazione. L’associazione aveva sostenuto che tali eccezioni potrebbero ostacolare la capacità degli organi investigativi di ricostruire le transazioni e recuperare i fondi delle vittime.

Jim Skinner ha dichiarato:

“Il CLARITY Act tutela l’industria delle criptovalute, non il pubblico.”

Iter legislativo e fasi chiave

Il disegno di legge è stato approvato dalla Camera dei Rappresentanti nel luglio 2025 e da allora ha incontrato vari ostacoli nel suo percorso al Senato. Versioni del testo sono state approvate dalle commissioni competenti del Senato nel 2026, ma permangono opposizioni da parte di gruppi d’interesse e di alcuni legislatori su punti come le ricompense in stablecoin, le azioni tokenizzate e possibili conflitti di interesse collegati alla famiglia del presidente Donald Trump.

Prima della pausa estiva, il leader John Thune aveva presentato una mozione per tenere un voto di chiusura su questo provvedimento nella sessione successiva, fissando una possibile data per quando i senatori avrebbero fatto ritorno dai periodi di lavoro nei singoli stati.

Ruolo dei regolatori federali

Ad agosto il presidente Donald Trump si è schierato pubblicamente a fianco dei vertici della SEC e della CFTC e di alcune società del settore digitale per sostenere l’approvazione del CLARITY Act. I presidenti della SEC e della CFTC, rispettivamente Paul Atkins e Michael Selig — entrambi indicati dall’attuale amministrazione — hanno indicato che le loro agenzie sono pronte a intervenire per colmare eventuali vuoti regolatori qualora il Congresso non approvasse una normativa organica.

Questa disponibilità a un intervento regolatorio indipendente solleva questioni di competenza e coordinamento tra organi legislativi e agenzie amministrative, con potenziali impatti su enforcement, requisiti di trasparenza e strumenti di tutela dei consumatori e degli investitori.

Implicazioni pratiche per indagini e antiriciclaggio

Il dibattito attorno alle esenzioni per i mixer evidenzia un nodo cruciale: il bilanciamento tra innovazione tecnologica e capacità delle forze dell’ordine di ricostruire flussi illeciti. Un regime che riducesse gli obblighi di registrazione e tracciabilità aumenterebbe la complessità delle indagini transfrontaliere e potrebbe alleggerire gli standard di compliance richiesti agli operatori del settore.

Per i mercati, la definizione normativa del trattamento dei token — incluse stablecoin e asset tokenizzati — determinerà le condizioni operative per exchange, custodi e intermediari, incidendo su liquidità, costo del capitale e fiducia degli investitori istituzionali.

Contesto internazionale e riflessi per l’Europa

Se negli Stati Uniti dovesse prevalere un approccio che limita obblighi di registrazione per alcune attività, ciò potrebbe accelerare arbitrati regolatori tra giurisdizioni e spostamenti di attività verso mercati con regimi meno stringenti. Per l’Europa e per l’Italia, questo scenario impone attenzione: la coerenza tra normative transatlantiche influenzerà le strategie delle imprese fintech e la competitività degli operatori locali.

Le autorità italiane ed europee monitorano l’evoluzione normativa USA proprio per valutare misure di protezione, standard di compliance e possibili adattamenti legislativi che tutelino consumatori e mercati finanziari domestici.

Prospettive per gli investitori

Dal punto di vista degli investimenti, l’approvazione o il respingimento del CLARITY Act produrrà segnali chiari sulla direzione regolatoria statunitense e, di conseguenza, sulla valutazione del rischio operativo degli asset digitali. Una cornice regolatoria definita favorirebbe l’ingresso di capitale istituzionale; una normativa più permissiva e meno tracciabile potrebbe aumentare i premi di rischio richiesti dagli investitori più attenti alla governance e alla compliance.

Gli operatori italiani del settore dovranno valutare sia gli aspetti di adeguamento normativo sia le ricadute competitive in termini di accesso al mercato e costi di conformità.

In sintesi

  • La neutralità della NSA facilita il percorso legislativo ma non risolve i punti critici: ciò manterrà elevata l’incertezza normativa sul mercato crypto, influenzando volatilità e percezione del rischio.
  • Una regolamentazione chiara negli Stati Uniti potrebbe attrarre capitale istituzionale, mentre regole più permissive potrebbero aumentare il rischio operativo per investitori orientati alla compliance.
  • Per l’Italia e l’Europa, la direzione normativa americana determinerà pressioni competitive e necessità di adeguamenti regolatori per proteggere consumatori e stabilità dei mercati finanziari.


Author: Tony
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