Il rally di Bitcoin rilancia i miner: Strategy e Strive comprano più btc

L’impetuoso rally di agosto delle criptovalute ha messo alla prova la convinzione aziendale: i miner di Bitcoin che durante il calo avevano corteggiato investitori legati all’AI tornano a comportarsi come scommesse a leva su Bitcoin, mentre le società Strive e Strategy hanno incrementato notevolmente i loro bilanci in BTC. Contestualmente, si osserva una forte concentrazione anche su Ether, con Bitmine vicino al 5% dell’offerta circolante, mentre un gruppo di grandi istituzioni finanziarie prepara stablecoin sui cui puntare per i pagamenti e la regolazione delle transazioni.

Il rally di Bitcoin riporta i miner sotto i riflettori

Il recupero di Bitcoin di fine agosto ha fatto risalire titoli minerari penalizzati fino al 67%, invertendo la tendenza che aveva premiato i miner con pivot verso l’AI. Tale dinamica evidenzia la persistenza della sensibilità del settore alle oscillazioni del prezzo di BTC e la difficoltà di trasformare operazioni minerarie in business diversificati.

Alcune società del comparto infrastrutturale legato all’AI hanno registrato recuperi più contenuti rispetto ai miner focalizzati su Bitcoin, mentre imprese con esposizione all’high-performance computing sono rimaste sostanzialmente stabili o hanno segnato ribassi. Tre fattori principali hanno alimentato il rally: il potenziamento della liquidità legato ad alcune operazioni di riacquisto del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, un rinnovato ottimismo regolamentare dopo un incontro alla Casa Bianca sul tema crypto e un forte short squeeze che ha liquidato posizioni per oltre 1,6 miliardi di dollari.

Questi elementi suggeriscono che il mercato potrebbe aver rivalutato l’esposizione diretta a Bitcoin, benché permangano rischi legati ai costi elevati per sviluppare infrastrutture dati destinate all’AI e alla capacità di tali attività di generare ricavi stabili nel lungo periodo.

Strive e Strategy aumentano le riserve di Bitcoin

Nell’ultima settimana di agosto le società Strive e Strategy hanno riportato acquisizioni significative di Bitcoin da destinare alle casse aziendali: Strive ha comprato 1.800 BTC per circa 143 milioni di dollari, mentre Strategy ha aggiunto altri 4.603 BTC.

Con gli acquisti tra il 24 e il 28 agosto, le riserve di Strive sono salite a 23.156 BTC, posizionando la società tra i maggiori detentori quotati pubblicamente: il prezzo medio pagato è stato intorno a 79.431 dollari per BTC, comprensivo di commissioni. Strategy, invece, ha ripreso gli acquisti dopo alcune cessioni e ha migliorato la propria posizione con un prezzo medio di 80.318 dollari per BTC, portando il totale delle sue riserve al di sopra di 845.000 BTC.

Queste operazioni coincidono con una ripresa più ampia delle attività digitali, innescata a metà agosto dall’annuncio di potenziali operazioni di riacquisto su titoli di lungo periodo da parte del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, che hanno innalzato la liquidità e la propensione al rischio sui mercati digitali.

21 istituzioni finanziare progettano una stablecoin G7 per il 2027

Un consorzio composto da 21 grandi istituzioni finanziarie — tra cui Bank of America, Goldman Sachs e Citi — ha annunciato l’intenzione di costituire una società per sviluppare e emettere stablecoin ancorate al dollaro statunitense, con obiettivo di lancio nella prima metà del 2027.

Il progetto prevede di espandersi successivamente ad altre valute dei paesi del G7, con l’introduzione di una versione in euro come passo successivo. La stablecoin sarà pensata per mercati all’ingrosso, istituzionali e retail, con casi d’uso che includono i pagamenti cross-border e la regolazione di asset digitali.

Questa iniziativa riflette la spinta della finanza tradizionale verso monete digitali regolamentate e rappresenta una risposta diretta alle sfide normative attese in Nord America ed Europa. I promotori intendono conformarsi alla normativa statunitense nota come GENIUS Act e al quadro regolatorio europeo MiCA, cercando di conciliare innovazione, compliance e interoperabilità tra sistemi finanziari esistenti e infrastrutture blockchain.

Bitmine vicino al 5% dell’offerta di Ether dopo 65 settimane di acquisti

Bitmine ha prolungato a 65 settimane consecutive la sua serie di acquisti di Ether, aggiungendo 53.501 ETH nell’ultima settimana mentre la ripresa del mercato ha incrementato il valore del suo portafoglio digitale.

L’ultima operazione ha portato le riserve di Bitmine a oltre 5,9 milioni di ETH, con una valorizzazione approssimativa di 14,8 miliardi di dollari calcolata su un prezzo di 2.511 dollari per ETH, collocando la società al 4,9% dell’offerta circolante di Ethereum, stimata intorno a 120,7 milioni di unità. L’obiettivo dichiarato dell’azienda è raggiungere il 5%.

Tom Lee ha dichiarato:

“Riteniamo che questo crei le condizioni per le istituzioni di incrementare le loro partecipazioni in criptovalute, dato il significativo sovraperformance rispetto ad altri asset macro.”

Nonostante l’accumulo, i dati di mercato indicano che Bitmine sta registrando perdite non realizzate rilevanti sulle sue partecipazioni in Ether, stimate attorno ai 5,1 miliardi di dollari: un promemoria che l’acquisizione prolungata durante fasi negative del mercato può comportare esposizioni finanziarie significative se il prezzo non si recupera in modo sostenuto.

L’elevata concentrazione di supply nelle mani di grandi detentori solleva questioni sulla liquidità a lungo termine e sull’impatto che movimenti di portafoglio possono avere sui prezzi di riferimento, aspetto di particolare interesse per operatori e regolatori.

In sintesi

  • La ripresa dei miner di Bitcoin mette in evidenza la persistenza della leva di mercato: per gli investitori istituzionali italiani è essenziale valutare la correlazione tra attivi crypto e portafogli tradizionali prima di aumentare l’esposizione.
  • L’ingresso di grandi banche nello sviluppo di stablecoin suggerisce un’anticipazione normativa e offre un potenziale canale regolamentato per i pagamenti digitali; ciò potrebbe favorire l’interoperabilità con il sistema bancario europeo se conformità e governance saranno solide.
  • La forte accumulazione di Ether da parte di pochi attori aumenta il rischio di volatilità nel caso di disimpegni su larga scala; gli investitori retail italiani dovrebbero considerare la rischiosità di mercato e la liquidità quando ponderano allocazioni in ETH.
  • Per gli asset manager e gli investitori istituzionali, l’attuale fase di mercato richiede strategie di gestione del rischio più sofisticate, inclusi stress test di portafoglio e valutazioni su come le politiche monetarie e le operazioni di buyback del Tesoro statunitense possono influenzare la propensione al rischio globale.


Author: Tony
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