Cinema in flessione nel 2025: calano i costi di film e produzioni tv e web

La notizia più positiva arriva dal cinema: i ricavi dei film italiani hanno raggiunto circa 180 milioni di euro, riportando il valore del botteghino ai livelli registrati prima della pandemia del 2019, pur senza però recuperare del tutto il pubblico precedente.

Nel 2025 sono stati distribuiti più titoli rispetto agli anni immediatamente precedenti e il numero complessivo degli spettatori è stato di 24,6 milioni, rispetto ai 28,1 milioni del 2019. Questo indica un ritorno della capacità di generare incassi ma anche cambiamenti nella composizione della domanda — prezzi dei biglietti, offerta in formati premium, abitudini di fruizione e concorrenza delle piattaforme digitali contribuiscono alla discrepanza tra fatturato e platea.

Piattaforma produttiva internazionale

Italia si conferma attrattiva per produzioni straniere: le richieste per il Tax Credit Internazionale nel settore cinema sono salite a 36 nel 2025, più che raddoppiando rispetto alle 13 del 2024, per un valore complessivo di circa 198 milioni di euro. Per televisione e prodotti web le istanze sono state 26, per quasi 105 milioni.

Sul territorio sono state avviate 235 produzioni, rispetto alle 215 dell’anno precedente, con quasi 1.600 settimane di ripresa e circa 18.000 addetti coinvolti — circa 2.000 in più sul 2024. I numeri evidenziano la crescente domanda di servizi tecnici, hospitality e infrastrutture locali collegati alle produzioni audiovisive.

Impatto degli incentivi e investimenti attivati

Nel corso di un convegno collegato alla Mostra di Venezia, promosso dall’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, dal Dipartimento per le Attività Culturali e dalla DGCA del MIC, è stato messo in evidenza che gli investimenti generati dal Tax Credit Internazionale tra il 2016 e il 2025 hanno sfiorato i 2 miliardi di euro per il cinema e i 1,3 miliardi per l’audiovisivo.

Queste cifre testimoniano non solo l’attrattività fiscale dell’Italia per produzioni estere, ma anche l’effetto moltiplicatore sul tessuto produttivo nazionale: indotto per le imprese tecniche, opportunità per i territori meno centrali e ricadute occupazionali su figure specializzate.

Lucia Borgonzoni ha dichiarato:

“I dati del 2026 parlano chiaro, le risorse complessivamente sbloccate quest’anno a sostegno del cinema e dell’audiovisivo hanno raggiunto circa 750,3 milioni di euro, tra tax credit e ulteriori strumenti di sostegno.”

Il riferimento ai 750,3 milioni di euro include sia misure fiscale‑incentivanti sia altri strumenti di supporto: contributi diretti, garanzie e strumenti di ingegneria finanziaria che mirano a stabilizzare la filiera e a rendere più facilmente accessibile il credito per le imprese culturali.

Lucia Borgonzoni ha aggiunto:

“Stiamo lavorando con il Credito Sportivo e Culturale per affiancare agli strumenti già esistenti altri innovativi, nell’ottica di supportare le imprese culturali.”

La dichiarazione del sottosegretario sottolinea l’intenzione di combinare strumenti pubblici tradizionali con soluzioni finanziarie strutturate — ad esempio prestiti agevolati, co‑finanziamenti e fondi rotativi — per facilitare investimenti in infrastrutture, studi di produzione e tecnologie digitali. Queste misure possono accelerare la trasformazione del settore e rendere l’ecosistema audiovisivo italiano più competitivo a livello internazionale.

Dal punto di vista normativo e di politica industriale, le scelte future riguarderanno il dimensionamento delle soglie di incentivo, la semplificazione delle procedure per l’accesso ai tax credit e la capacità di monitorare il ritorno economico e occupazionale degli interventi pubblici.

Prospettive per imprese e territori

Per le imprese italiane del settore audiovisivo l’aumento delle produzioni internazionali rappresenta un’opportunità per consolidare competenze tecniche, esportare servizi e attrarre investimenti in infrastrutture. Per i territori, invece, le produzioni possono diventare leve di sviluppo locale, con effetti su turismo, ristorazione e artigianato legato alle scenografie.

È quindi fondamentale accompagnare gli incentivi fiscali con politiche di formazione specialistica, semplificazioni amministrative e piani per infrastrutture permanenti (studi, magazzini, centri post‑produzione) che possano trasformare gli shock temporanei in crescita sostenibile.

In sintesi

  • L’incrocio tra incassi tornati ai livelli pre‑pandemici e un pubblico ancora ridotto suggerisce una maggiore redditività media per spettatore, con implicazioni su strategie di prezzo e posizionamento dei titoli nel mercato italiano.
  • L’aumento delle produzioni internazionali e dei Tax Credit Internazionali crea opportunità per l’export di servizi audiovisivi e per investimenti in infrastrutture tecniche a lungo termine.
  • La mobilitazione di risorse pubbliche per oltre 750 milioni indica un impegno rilevante dello Stato: investitori privati e operatori del credito dovrebbero valutare strumenti di co‑finanziamento mirati al settore culturale.
  • Per gli operatori locali, puntare su formazione specializzata e capacità produttiva stabile rappresenta la via più efficace per trasformare l’attuale domanda in crescita strutturale dell’economia creativa italiana.


Author: Tony
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