Vicenza, capitale dei preziosi: fiera e congresso mondiale
- 4 Settembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Vicenza diventa la capitale internazionale dei preziosi dal 4 all’8 settembre 2026, con un’edizione straordinaria di Vicenzaoro, tra le fiere più rilevanti a livello europeo e mondiale per la gioielleria. L’appuntamento inaugura anche un nuovo padiglione firmato dall’archistar Vokwin Marg dello Studio Gmp di Amburgo, realizzato grazie a un investimento di 60 milioni da parte di Italian Exhibition Group (Ieg).
In contemporanea prende il via il congresso mondiale della Cibjo, la confederazione internazionale del settore preziosi guidata da Gaetano Cavalieri da oltre venticinque anni.
Gaetano Cavalieri ha spiegato:
“Dopo le tappe degli anni scorsi in Colombia, Bahrein, India, Cina e Francia, il congresso annuale della Cibjo torna in Italia per celebrare il centenario della confederazione. La scelta è frutto della collaborazione con Ieg e testimonia le capacità produttive italiane nell’alta gioielleria.”
Alla manifestazione saranno presenti circa 600 delegati provenienti da oltre 50 Paesi, tra i quali esponenti di primo piano dell’industria globale dei preziosi. Tra i partecipanti figurano Gareth Penny, capo della cordata pre-selezionata da Anglo American e dal Governo del Botswana come acquirente preferenziale di De Beers, e Cyrille Vigneron, ex presidente e Ceo di Cartier e oggi presidente di Fondazione Cartier.
Vicenzaoro September 2026 si presenta come un’edizione dai numeri rilevanti: sono attesi 910 buyer da 73 Paesi (con un incremento di un terzo rispetto all’edizione di settembre 2025), ospitati anche grazie al contributo di ICE Agenzia e del Ministero degli Affari Esteri. In fiera saranno presenti circa 1.300 brand provenienti da 40 Paesi, mentre il nuovo salone b2b T.Gold esporrà 170 brand. Spazio inoltre agli orologi e ai gioielli d’epoca con le aree VO Vintage, accessibili al pubblico previa registrazione.
Matteo Farsura, responsabile delle fiere orafe di Ieg, ha sottolineato:
“Osserviamo una domanda internazionale in espansione sia per provenienza sia per consistenza. Con il nuovo padiglione abbiamo riorganizzato le aree espositive: dall’alto di gamma al packaging, dalle gemme alle tecnologie e alla manifattura orafa, ora l’intera filiera è sotto lo stesso tetto.”
All’inaugurazione del 4 settembre è prevista la partecipazione di rappresentanti istituzionali e di settore, tra cui la sottosegretaria del Ministero delle Imprese e del Made in Italy Mara Bizzotto, il presidente di ICE Agenzia Matteo Zoppas, la presidente di Federorafi Confindustria Maria Cristina Squarcialupi, i vertici di Ieg e le autorità locali e diplomatiche.
L’evento rappresenta un momento cruciale per il sistema italiano della gioielleria: oltre a promuovere la visibilità delle maison e dei produttori nazionali, favorisce l’attrazione di ordini e partnership internazionali, rilancia la domanda di componentistica e tecnologie e stimola l’indotto legato a turismo, logistica e servizi.
Dal punto di vista istituzionale, la concomitanza del congresso Cibjo con la fiera consolida il ruolo dell’Italia nelle dinamiche normative e di certificazione del settore, con possibili ricadute sulle pratiche di tracciabilità, sostenibilità e responsabilità lungo la filiera. Per i piccoli e medi produttori italiani si apre inoltre una finestra per accelerare internazionalizzazione e digitalizzazione produttiva.
In sintesi
- L’investimento infrastrutturale significativo (60 milioni) indica fiducia degli organizzatori sul rilancio del mercato del lusso e potrà attrarre nuovi operatori, valorizzando le imprese italiane nella filiera alta.
- La presenza di acquirenti e leader globali segnala opportunità di export e joint venture per le aziende italiane: per gli investitori si profila un contesto favorevole a operazioni M&A e partnership tecnologiche nel comparto orafa.
- La sovrapposizione con il congresso Cibjo rafforza la centralità normativa dell’Italia su temi come la tracciabilità e la sostenibilità, elementi sempre più determinanti per la competitività sui mercati internazionali.
- L’indotto locale—ospitalità, trasporti, servizi—potrà beneficiare di un aumento della domanda stagionale, con effetti positivi sull’occupazione e sul tessuto economico delle aree ospitanti.