Premio Olivetti: aperte le candidature per progetti che abbattano le barriere alla cultura
- 3 Settembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Pensato per riportare la cultura dove è più carente, il Premio Olivetti nasce come opportunità per trasformare il diritto alla cultura in progetti concreti sul territorio: il bando, promosso dal Ministero della Cultura nell’ambito del Piano Olivetti, rimane aperto alle candidature fino al 15 settembre.
L’iniziativa intende affermare che la partecipazione culturale non sia un privilegio, ma un elemento di cittadinanza attiva, favorendo al contempo la rigenerazione di periferie, aree interne e contesti segnati da marginalità sociale ed economica.
Il bando è stato adottato con decreto dirigenziale dall’Istituto centrale per la valorizzazione economica e la promozione del patrimonio culturale il 17 giugno, in attuazione di un decreto ministeriale di aprile e delle disposizioni previste dalla legge di Bilancio 2026.
Obiettivi e cornice valoriale
Il provvedimento mira a contrastare quella che definisce «siccità culturale»: una carenza strutturale di occasioni per l’accesso, la partecipazione e la fruizione culturale. Il bando sottolinea l’importanza della cultura come fattore di dignità individuale e coesione sociale, richiamando esplicitamente il pensiero di Adriano Olivetti e i principi della Convenzione di Faro.
Tra gli obiettivi operativi risultano centrali il rafforzamento della partecipazione comunitaria, l’uso delle tecnologie digitali per l’accesso inclusivo, l’innovazione nei settori creativi e la sostenibilità delle iniziative nel tempo, con l’intento di promuovere pratiche replicabili in altri contesti.
Assi d’azione richiesti ai progetti
I progetti candidabili devono articolarsi attorno a più assi: contrastare la carenza di occasioni culturali; favorire la partecipazione diffusa; applicare nuove tecnologie per garantire accessibilità fisica, sensoriale e cognitiva; introdurre modelli innovativi nei settori creativi; e assicurare la persistenza degli esiti nel tempo attraverso modelli sostenibili.
Le quattro sezioni del premio
Il Premio Olivetti è strutturato in quattro sezioni, ciascuna con un ambito di intervento definito: musei e beni culturali; attività culturali pubbliche e diffuse; iniziative promosse da imprese; e sperimentazioni interne al Ministero della Cultura.
La prima sezione, dedicata a musei, parchi archeologici, luoghi della cultura, istituti di conservazione, archivi e biblioteche, privilegia progetti che rilancino queste strutture come presìdi civici ed educativi radicati nel territorio, capaci di generare rigenerazione urbana, senso di appartenenza e pratiche di cittadinanza attiva.
La seconda sezione riguarda le attività culturali: festival, rassegne cinematografiche e teatrali, manifestazioni dal vivo, rassegne letterarie e programmi di promozione della lettura. Il criterio guida è la rimozione sistematica delle barriere — fisiche, sensoriali, cognitive, economiche e sociali — che ostacolano la partecipazione.
La terza sezione è riservata esclusivamente a imprese e società, pubbliche o private, e seleziona progetti di welfare aziendale con forte contenuto culturale: iniziative pensate per aumentare il benessere culturale e relazionale delle persone che lavorano in azienda, con ricadute positive anche sul territorio in cui l’impresa opera.
Infine, la quarta sezione coinvolge uffici, istituti centrali e periferici e luoghi della cultura afferenti al MiC, con l’obiettivo di sperimentare modelli gestionali avanzati in materia di accessibilità. Data la natura interna dei soggetti partecipanti, questa sezione non prevede l’assegnazione di risorse finanziarie.
Per le sezioni rivolte a soggetti esterni il bando prevede forme di supporto economico e tecnico per la realizzazione dei progetti selezionati, oltre a strumenti di accompagnamento per favorire la replicabilità delle buone pratiche su scala locale e regionale.
L’iniziativa si inserisce in un quadro più ampio di politiche pubbliche volte a coniugare coesione sociale e sviluppo locale: rafforzare l’accesso alla cultura può infatti incidere non solo sul benessere civico, ma anche sulla dinamica economica di territori depauperati, stimolando nuovi flussi di domanda per servizi culturali e creativi.
La partecipazione al bando richiede proposte progettuali coerenti con gli assi indicati e capaci di dimostrare sostenibilità gestionale, impatto misurabile e coinvolgimento della comunità locale, aspetti che saranno valutati nelle procedure di selezione.
In sintesi
- Il premio può fungere da volano per la domanda di servizi culturali locali, creando opportunità occupazionali nel settore creativo e nei servizi connessi.
- La focalizzazione su accessibilità e tecnologie apre spazi per investimenti privati in soluzioni digitali e infrastrutture culturali, potenzialmente appetibili per partenariati pubblico-privati.
- Progetti replicabili e sostenibili possono valorizzare immobili e beni culturali periferici, aumentando il valore economico dei territori e offrendo ritorni indiretti per le economie locali.
- Per gli operatori italiani, integrare strategie culturali con piani di sviluppo territoriale rappresenta un elemento chiave per attrarre risorse europee e nazionali destinate a rigenerazione e inclusione.