Lusso europeo, cresce la cautela sulla ripresa mentre la domanda rallenta in alcuni mercati chiave

Il settore europeo del lusso entra in una fase di maggiore incertezza, con gli analisti sempre più prudenti sulla capacità dei grandi gruppi di mantenere nella seconda parte del 2026 i segnali di miglioramento osservati nei mesi precedenti.

Tra i principali operatori interessati figurano LVMH, Hermès, Kering, Salvatore Ferragamo, Brunello Cucinelli, Richemont e Burberry, in un contesto nel quale il tema centrale non è tanto la solidità dei singoli marchi quanto la visibilità sulla futura evoluzione della domanda globale di beni di lusso.

Le indicazioni più recenti suggeriscono infatti che il terzo trimestre potrebbe risultare più complesso rispetto al secondo, soprattutto in alcuni mercati che avevano sostenuto maggiormente il settore nella prima parte dell’anno.

Equita vede ancora poca visibilità sul secondo semestre

Secondo un’analisi di Equita, il secondo trimestre aveva mostrato una moderata accelerazione sequenziale della crescita organica rispetto ai primi tre mesi dell’anno.

Il miglioramento, tuttavia, sarebbe stato favorito anche da una base di confronto meno impegnativa. Per questo gli analisti mantengono una posizione prudente sulla possibilità che ritmi simili possano essere confermati durante il secondo semestre del 2026.

Tra gli elementi che rendono il quadro meno leggibile figurano una base di confronto più difficile e un contesto macroeconomico e geopolitico che continua a influenzare le decisioni di acquisto dei consumatori.

Terzo trimestre più difficile per il lusso

Anche Bank of America ha segnalato a fine agosto un possibile peggioramento del confronto annuale nel terzo trimestre rispetto al secondo.

Le prime indicazioni sulla domanda mostrano infatti un leggero rallentamento in alcune delle aree che avevano registrato le performance migliori nei mesi precedenti.

Il fenomeno appare più evidente negli Stati Uniti, in Giappone, in Corea e a Macao, mercati che avevano contribuito in modo importante alla tenuta del settore nel secondo trimestre.

Per i grandi gruppi europei, la capacità di mantenere la crescita dipenderà quindi anche dall’evoluzione dei consumi in queste regioni.

Le grandi maison affrontano un quadro più selettivo

La fase attuale coinvolge realtà con posizionamenti e strategie differenti.

Gruppi come LVMH, controllato dalla famiglia Arnault, Hermès e Kering operano su scala internazionale e devono confrontarsi con una domanda sempre più differenziata tra aree geografiche e categorie di prodotto.

Lo stesso vale per i marchi italiani Salvatore Ferragamo e Brunello Cucinelli, oltre che per Richemont e Burberry.

Il settore arriva a questa fase dopo un secondo trimestre che aveva fornito alcuni segnali rassicuranti, ma che non sembra aver ancora dato indicazioni sufficienti per parlare di una ripresa pienamente consolidata.

Stati Uniti e Asia sotto osservazione

L’attenzione degli operatori si concentra ora soprattutto sui mercati internazionali che hanno sostenuto maggiormente la domanda nella prima metà del 2026.

Il rallentamento segnalato negli Stati Uniti e in alcune economie asiatiche potrebbe rendere più complesso il confronto con l’anno precedente, soprattutto per i gruppi maggiormente esposti alla clientela internazionale.

La sfida per il lusso europeo sarà quindi capire se la moderazione osservata nel terzo trimestre rappresenti una fase temporanea oppure l’inizio di un periodo caratterizzato da consumi più selettivi.

Ripresa ancora da confermare

Il quadro che emerge dalle analisi di Equita e Bank of America resta quindi improntato alla prudenza.

La crescita registrata nel secondo trimestre non appare sufficiente per eliminare i dubbi sulla seconda parte dell’anno, mentre il contesto macroeconomico e geopolitico continua a rappresentare una variabile importante.

Per le principali maison europee, i prossimi mesi serviranno soprattutto a verificare la solidità della domanda nelle aree più rilevanti e la capacità dei consumatori di mantenere elevata la spesa per i beni di lusso in un contesto internazionale ancora incerto.