Salone Auto Torino, cresce la presenza cinese e sfiora il 40% dei brand
- 3 Settembre 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Aziende, Economia, Editoriale
Il Salone Auto Torino 2026 fotografa con particolare chiarezza la trasformazione in corso nell’automotive europeo. Dall’11 al 13 settembre, le strade del capoluogo piemontese ospiteranno 47 marchi automobilistici, di cui ben 19 cinesi, una presenza che sfiora il 40% del totale.
Un dato significativo soprattutto per una manifestazione organizzata nella città in cui è nata Fiat e che conferma quanto i costruttori asiatici stiano assumendo un ruolo sempre più rilevante anche sul mercato italiano.
Complessivamente saranno esposti circa 100 modelli, tra cui 30 anteprime nazionali, con una rappresentanza che mette fianco a fianco i grandi nomi dell’industria europea e una nuova generazione di brand provenienti dalla Cina.
Stellantis e i grandi marchi europei presenti a Torino
Tra i protagonisti del Salone ci sarà Stellantis, presente con Fiat, Alfa Romeo, Jeep, Maserati e Lancia, che nel 2026 celebra i suoi 120 anni.
A questi si aggiungeranno alcuni dei principali marchi italiani ed europei, tra cui Ferrari, BMW, Lamborghini, Mercedes-Benz e Porsche.
La presenza dei costruttori tradizionali rimane quindi importante, ma il peso crescente dei produttori cinesi modifica in maniera evidente la composizione della manifestazione.
Diciannove brand cinesi in esposizione
Il fronte cinese sarà particolarmente ampio.
A Torino saranno presenti BYD, Geely, Changan, GWM, Hongqi e Zeekr, insieme a marchi più recenti come Lepas, brand fondato nel 2025 dal gruppo Chery, e Icaur, appartenente allo stesso costruttore e specializzato nei SUV elettrificati.
L’elenco comprende inoltre Bontu, Dongfeng, FAWCAR, GAC, Leapmotor, Linktour, M-Hero, Omoda Jaecoo e X-Peng.
Nel caso di Leapmotor, la presenza europea passa anche attraverso la joint venture sviluppata con Stellantis.
Andrea Levy: i costruttori cinesi vogliono farsi conoscere in Europa
Secondo Andrea Levy, Ideatore e Presidente del Salone Auto Torino, la forte partecipazione dei produttori cinesi riflette la necessità di aumentare la conoscenza dei loro prodotti in Italia e nel resto d’Europa.
La presenza al Salone diventa quindi uno strumento per presentarsi direttamente ai consumatori e consolidare marchi che, in molti casi, sono arrivati sul mercato europeo soltanto negli ultimi anni.
Per l’industria automobilistica tradizionale si tratta allo stesso tempo di una nuova forma di concorrenza, particolarmente evidente nei segmenti legati a elettrificazione, SUV e tecnologie digitali.
La presenza cinese continua a crescere
Rispetto all’edizione precedente, il peso dei brand provenienti dalla Cina aumenta ulteriormente.
Se nel 2025 rappresentavano già oltre il 30% dei marchi presenti, nell’edizione 2026 la quota arriva a sfiorare il 40%.
Il Salone torinese diventa così un osservatorio privilegiato sull’evoluzione della competizione nel settore, con i nuovi costruttori che utilizzano gli eventi europei per rafforzare visibilità, distribuzione e conoscenza del prodotto.
BYD accelera nelle immatricolazioni italiane
Anche i dati più recenti sulle immatricolazioni confermano il cambiamento degli equilibri.
Secondo Dataforce, ad agosto BYD ha triplicato le immatricolazioni in Italia, mentre diversi altri costruttori cinesi hanno continuato ad aumentare la propria presenza.
Parallelamente, alcuni marchi tradizionali hanno mostrato maggiori difficoltà. Tra quelli indicati figurano Jeep, Ford, Skoda e Hyundai, mentre Alfa Romeo è scesa sotto le mille unità nel mese e Lancia non compare più nella Top 30.
Si tratta di un quadro che rende ancora più significativa la composizione del Salone di Torino.
Torino diventa lo specchio del nuovo mercato automotive
La manifestazione dell’11-13 settembre offrirà quindi qualcosa di più di una semplice esposizione di nuovi modelli.
La contemporanea presenza dei grandi marchi storici europei e di quasi venti costruttori cinesi mostra quanto rapidamente stia cambiando il panorama automobilistico.
Per i gruppi asiatici la sfida è costruire notorietà e fiducia presso il pubblico europeo. Per i produttori tradizionali, invece, il confronto si sposta sempre più sulla capacità di innovare, elettrificare la gamma e rispondere a una concorrenza che sta aumentando sia in termini di offerta sia di presenza commerciale.
In una città simbolo dell’industria automobilistica italiana come Torino, il Salone diventa così una fotografia particolarmente efficace del nuovo equilibrio dell’auto europea.