Onu: riscaldamento globale oltre 1,5°C nei prossimi anni, ma la rotta si può ancora invertire, ecco cosa bisogna fare

Ormai è quasi certo che il riscaldamento globale supererà la soglia di 1,5 gradi rispetto ai livelli preindustriali, il limite fissato dagli Accordi di Parigi del 2015, e molto probabilmente ciò avverrà nei prossimi anni.

Nel rapporto intitolato Limit Overshoot, il programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, Unep, lancia un allarme: anche nello scenario più favorevole — con l’attuazione completa dei piani nazionali — l’aumento medio raggiungerebbe circa 1,8 gradi, mentre scenari meno ambiziosi conducono a picchi prossimi o superiori ai 2 gradi.

Il superamento della soglia

Secondo il rapporto, il superamento della soglia di 1,5 gradi è ormai difficilmente evitabile, ma questo non deve trasformarsi in una norma accettata senza riserve. L’Unep sottolinea che il cosiddetto “overshoot” comporta rischi amplificati e permanenti per ecosistemi, società ed economie, con effetti che potrebbero protrarsi per decenni se non secoli.

Conseguenze attese

Gli impatti potenziali includono un’accelerazione dell’innalzamento del livello del mare, il rischio di collasso per ecosistemi fragili come le barriere coralline, ondate di calore più frequenti e violente, incendi estesi e modifiche profonde alla criosfera, ossia le aree terrestri ricoperte da ghiaccio e neve.

Il rapporto evidenzia che i ghiacciai potrebbero perdere fino a un quarto della loro massa entro il 2100, provocando un aumento dei mari stimato in circa 9–12,5 centimetri. Le popolazioni costiere e i piccoli Stati insulari risultano particolarmente vulnerabili, con il rischio di parziale o totale sommersione di terre abitate.

Oceani più caldi e meno ossigenati, insieme a una maggiore acidificazione, metteranno sotto pressione settori economici chiave come la pesca e le comunità che dipendono dalle risorse marine, con conseguenze sulle catene alimentari e sulle economie locali.

António Guterres ha dichiarato:

“Il caldo torrido, gli incendi devastanti e le inondazioni letali di quest’estate sono un avvertimento di ciò che ci attende. Dobbiamo rendere il superamento della soglia di 1,5 gradi il più contenuto e breve possibile. Ciò richiede un superamento in termini di ambizione.”

La soluzione in tre fasi proposta

Il rapporto propone un percorso in tre fasi per limitare i danni: accettare temporaneamente il superamento della soglia, raggiungere il picco delle emissioni il prima possibile e avviare una riduzione rapida e sostenuta. Questa strategia richiede interventi massicci su scala globale per ridurre le emissioni e aumentare le rimozioni di carbonio.

Tra le misure indicate figurano l’accelerazione della decarbonizzazione del settore energetico, la riduzione delle emissioni di metano, investimenti significativi nelle tecnologie di cattura e stoccaggio del carbonio e politiche di adattamento che proteggano infrastrutture critiche e comunità vulnerabili.

Implicazioni politiche ed economiche

Per i decisori politici europei e italiani, il rapporto rafforza l’urgenza di integrare ambizioni climatiche più forti nei piani nazionali e nei piani di investimento pubblici e privati. Le scelte regolamentari e fiscali influenzeranno la velocità della transizione energetica e la capacità del settore privato di mobilitare capitali per tecnologie pulite e infrastrutture resilienti.

Dal punto di vista del mercato, l’aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi estremi può incrementare i costi assicurativi, alterare i rendimenti agricoli e creare volatilità nei prezzi delle materie prime energetiche. Gli investitori istituzionali dovranno rivedere l’esposizione ai rischi climatici e considerare strategie di diversificazione e di investimento in soluzioni di riduzione del carbonio.

Per le imprese italiane, in particolare quelle nei settori agricolo, turistico e delle infrastrutture costiere, è fondamentale pianificare misure di adattamento e sfruttare gli strumenti europei di finanziamento per la resilienza climatica al fine di limitare perdite economiche e sociali.

Ruolo delle istituzioni e prossimi passi

Oltre alla riduzione delle emissioni, il rapporto incoraggia una maggiore cooperazione internazionale per sviluppare capacità tecnologiche e trasferire risorse verso i paesi più esposti. Le istituzioni multilaterali e gli attori finanziari devono facilitare investimenti a lungo termine in progetti di mitigazione e adattamento, sostenendo al contempo la giustizia climatica per le comunità più vulnerabili.

Per ottenere risultati concreti è indispensabile che le politiche nazionali siano accompagnate da meccanismi di monitoraggio stringenti, obiettivi intermedi vincolanti e incentivi che rendano le soluzioni pulite competitivamente vantaggiose rispetto agli schemi ad alta intensità di carbonio.

In sintesi

  • Un overshoot della soglia di 1,5 gradi aumenta i rischi sistemici: gli investitori dovrebbero valutare esposizioni a eventi climatici estremi e considerare coperture assicurative e strategie di diversificazione.
  • La transizione verso energie rinnovabili e tecnologie di cattura del carbonio creerà opportunità d’investimento; tuttavia richiede segnali politici chiari e flussi di capitale stabili per ridurre il rischio di mercato.
  • I settori italiani più esposti (turismo costiero, agricoltura e infrastrutture) devono integrare piani di adattamento; la mancanza di azione può tradursi in costi crescenti per imprese e finanza pubblica.
  • Il rafforzamento delle politiche climatiche europee e degli strumenti finanziari per la resilienza sarà cruciale per attrarre investimenti privati e proteggere l’economia reale dagli impatti futuri.


Author: Tony
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