ASSOTIR chiede al Governo un piano strutturale contro il caro-gasolio e un tavolo con la committenza

ASSOTIR torna a chiedere al Governo un intervento strutturale per affrontare il caro-energia e l’aumento del prezzo del gasolio, che continua a mettere sotto pressione il settore dell’Autotrasporto. Secondo l’associazione, le misure adottate finora hanno consentito soltanto di contenere temporaneamente l’emergenza, senza intervenire sulle cause di fondo.

Tra le proposte avanzate figurano aiuti selettivi per le fasce più deboli e per chi utilizza professionalmente il gasolio, l’apertura di un tavolo tra vettori e committenza per condividere l’aumento dei costi e il ricorso alla tassazione degli extra-profitti realizzati dalle aziende energetiche durante la crisi.

Claudio Donati: il prezzo del gasolio è cresciuto rapidamente

A descrivere l’impatto dell’aumento dei costi è Claudio Donati, Segretario Generale di ASSOTIR.

Secondo i dati richiamati dall’associazione, il prezzo di un litro di gasolio è passato da 1,670 euro a marzo a 2,130 euro a fine agosto. Considerando anche lo sconto attualmente applicato, ASSOTIR calcola un incremento potenziale di circa 60 centesimi al litro, vicino al 40% rispetto a sei mesi prima.

Per Donati, questi numeri indicano che la situazione non può più essere affrontata esclusivamente attraverso interventi emergenziali.

L’associazione ritiene infatti che il Governo debba considerare il problema come una vera e propria crisi energetica strutturale, predisponendo misure capaci di sostenere nel tempo le categorie maggiormente esposte all’aumento dei costi.

Le tariffe dell’Autotrasporto non hanno seguito l’aumento dei costi

Uno dei nodi sollevati da ASSOTIR riguarda il rapporto tra il prezzo dell’energia e le tariffe di trasporto.

Secondo Donati, l’incremento dei costi avrebbe teoricamente dovuto determinare un adeguamento delle tariffe applicate dagli autotrasportatori. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, questo adeguamento non sarebbe avvenuto oppure avrebbe compensato soltanto una parte limitata degli aumenti.

Per il settore si crea così uno squilibrio: le imprese devono sostenere costi operativi più elevati senza riuscire sempre a trasferirli sui contratti con i clienti.

ASSOTIR evidenzia inoltre come l’aumento dei prezzi al consumo sia stato molto più consistente rispetto a quello che sarebbe derivato esclusivamente da un adeguamento delle tariffe dell’Autotrasporto.

ASSOTIR chiede un tavolo tra vettori e committenti

Per affrontare questa situazione, l’associazione chiede al Governo di convocare rapidamente un tavolo di confronto tra vettori e committenti.

Secondo Claudio Donati, la committenza deve partecipare alla gestione dell’aumento dei costi, riconoscendo almeno in parte l’impatto prodotto dal caro-gasolio sulle imprese di trasporto.

ASSOTIR ritiene necessario aprire il confronto senza attendere il completamento del percorso istituzionale della nuova Consulta, considerando la situazione troppo urgente per essere subordinata ai tempi delle procedure formali.

La richiesta è quindi quella di individuare un meccanismo che permetta una maggiore condivisione dei costi lungo la filiera.

Anna Vita Manigrasso chiede interventi più selettivi

Sul fronte delle misure pubbliche interviene Anna Vita Manigrasso, Presidente Nazionale di ASSOTIR.

Secondo Manigrasso, il Governo dovrebbe superare la logica degli interventi generalizzati e adottare misure maggiormente selettive, concentrate sulle fasce sociali più fragili e sui soggetti che utilizzano il carburante per ragioni professionali.

Tra questi rientrano in particolare le imprese dell’Autotrasporto, per le quali il gasolio rappresenta una delle principali componenti dei costi operativi.

ASSOTIR chiede inoltre a Palazzo Chigi di mantenere un confronto diretto con le rappresentanze del settore per definire modalità e priorità nell’utilizzo delle risorse disponibili.

Extra-profitti energetici tra le possibili fonti di risorse

Un altro punto della proposta riguarda la tassazione degli extra-profitti delle aziende energetiche.

Per Anna Vita Manigrasso, una parte delle risorse necessarie ad affrontare la crisi dovrebbe arrivare proprio dai soggetti che hanno beneficiato maggiormente dell’aumento dei prezzi dell’energia.

L’associazione considera questo intervento uno strumento per redistribuire parte dell’impatto economico della crisi verso le categorie più esposte.

La priorità, secondo ASSOTIR, resta comunque quella di costruire una risposta coordinata che coinvolga Governo, imprese di Autotrasporto e committenza, evitando che il peso dell’aumento dei costi ricada prevalentemente sui vettori.

Una crisi che mette alla prova l’Autotrasporto

Il caro-gasolio diventa così un tema che supera la singola emergenza e riguarda la sostenibilità dell’intero sistema dell’Autotrasporto italiano.

Per ASSOTIR, la sfida consiste nel trovare strumenti capaci di proteggere le imprese più esposte, garantire un rapporto più equilibrato con la committenza e intervenire sui costi senza ricorrere esclusivamente a misure temporanee.

L’associazione chiede quindi al Governo di passare da una gestione emergenziale a una strategia più strutturata, con interventi selettivi e un confronto diretto tra tutti gli attori della filiera.