Woolrich lascia Bologna, BasicNet concentra le attività a Torino e si chiude la vertenza per 78 lavoratori

Si chiude definitivamente il capitolo bolognese di Woolrich. La storica sede di via della Cooperazione a Bologna ha cessato le proprie attività e per 78 lavoratrici e lavoratori si è interrotto il rapporto professionale con il marchio di abbigliamento, al termine di una vertenza iniziata nel dicembre precedente e legata al piano di riorganizzazione definito dopo il passaggio del brand sotto il controllo di BasicNet.

La decisione di concentrare le attività nel quartier generale torinese ha determinato una lunga mobilitazione dei dipendenti, riassunta dallo slogan “non s-bolognateci”, con cui i lavoratori avevano chiesto di mantenere competenze e occupazione nel capoluogo emiliano.

La conclusione è arrivata il 31 agosto 2026, quando alle ore 18 sono formalmente terminati i contratti dei lavoratori coinvolti nell’esodo.

BasicNet concentra le attività nel quartier generale di Torino

La riorganizzazione di Woolrich ha preso forma dopo l’ingresso del marchio nell’orbita della torinese BasicNet, che ha scelto di concentrare le attività del gruppo presso il proprio hub di Torino.

Il piano prevedeva inizialmente il trasferimento di 109 dipendenti dalla sede di Bologna e di altri 30 lavoratori dagli uffici di Milano verso il Piemonte.

Ai dipendenti era stata prospettata la possibilità di accettare il trasferimento, beneficiando di incentivi economici e facilitazioni logistiche, oppure di continuare temporaneamente a operare nelle sedi originarie fino alla scadenza fissata al 31 marzo 2027.

La chiusura della sede bolognese è tuttavia arrivata con largo anticipo rispetto a quella data, accelerando la conclusione del percorso previsto inizialmente.

La mobilitazione contro il trasferimento a Torino

La prospettiva di trasferire le attività da Bologna a Torino aveva incontrato fin dall’inizio la contrarietà di una parte consistente dei lavoratori.

Per molti dipendenti, lo spostamento avrebbe comportato non soltanto un cambiamento della sede professionale, ma anche la necessità di trasferire la propria vita familiare e personale in un’altra città.

Da queste difficoltà era nata la mobilitazione sindacale, focalizzata sulla richiesta di salvaguardare il presidio occupazionale e le competenze sviluppate negli anni nella sede bolognese di Woolrich.

Il simbolo della protesta era diventato lo slogan “non s-bolognateci”, utilizzato dai lavoratori per ribadire la volontà di preservare la presenza aziendale nel territorio.

La chiusura della storica sede bolognese

Negli ultimi giorni di attività, la sede di via della Cooperazione ha progressivamente perso la propria funzione operativa.

Scatoloni, campionari di tessuti e materiali d’archivio accumulati nel corso degli anni hanno accompagnato le ultime fasi dello smantellamento degli uffici, segnando concretamente la conclusione della presenza fisica di Woolrich a Bologna.

La chiusura rappresenta un passaggio rilevante soprattutto per i professionisti che avevano costruito all’interno dell’azienda un percorso di lunga durata, maturando competenze specifiche nel settore tessile e dell’abbigliamento.

Sono 78 le uscite registrate a Bologna

L’ultima fase della vertenza si è svolta presso la sede di Confindustria, dove 64 dipendenti bolognesi hanno sottoscritto i verbali di conciliazione sindacale.

La forza lavoro interessata è composta prevalentemente da professionisti con un’età media compresa tra i 40 e i 50 anni, caratterizzati da esperienze consolidate e specializzazioni sviluppate durante gli anni di attività all’interno dell’azienda.

L’accordo raggiunto tra le parti ha previsto incentivi all’esodo parametrati all’anzianità di servizio, con indennità lorde comprese tra 30.000 e 100.000 euro.

Ai 64 dipendenti che hanno completato la procedura nell’ultima giornata si aggiungono 14 lavoratori bolognesi che avevano già scelto di sottoscrivere la conciliazione nel mese di luglio.

Il totale delle uscite nella provincia di Bologna raggiunge quindi quota 78.

A Milano registrate altre 13 uscite

La riorganizzazione non ha riguardato soltanto Bologna. Anche la sede di Milano è stata coinvolta dal progetto di concentrazione delle attività a Torino.

Sul fronte milanese sono state certificate 13 uscite attraverso la Commissione di conciliazione, nell’ambito dello stesso processo di ridefinizione della presenza territoriale del marchio.

Con la chiusura della sede bolognese, BasicNet porta così avanti il piano di concentrazione delle attività di Woolrich nel proprio polo torinese. Per i lavoratori coinvolti termina invece una fase professionale caratterizzata da anni di esperienza e specializzazione, mentre la riorganizzazione segna la scomparsa della presenza operativa del brand dal capoluogo emiliano.