Strive rafforza le riserve con un acquisto di 1.800 bitcoin da 143 milioni di dollari
- 31 Agosto 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Strive, società quotata specializzata in gestione patrimoniale e detenzione di Bitcoin in bilancio, ha incrementato la propria esposizione acquistando 1.800 Bitcoin (BTC) nell’arco di una sola settimana, accelerando una strategia di accumulo che l’ha catapultata tra i cinque maggiori detentori aziendali pubblici di Bitcoin.
Gli acquisti, effettuati tra il 24 e il 28 agosto, hanno comportato una spesa complessiva di circa 143 milioni di dollari, con un prezzo medio pagato di circa 79.431 dollari per BTC, incluse commissioni e oneri accessori.
Matt Cole, amministratore delegato della società, ha confermato l’operazione precisando che l’acquisto è coerente con la strategia aziendale di consolidare una riserva in Bitcoin come parte della gestione del tesoro.
L’operazione ha portato il portafoglio di Strive a 23.156 BTC, rispetto ai 21.356 registrati sette giorni prima. La settimana precedente la società aveva già comprato 1.110 BTC per circa 81,5 milioni di dollari, a un prezzo medio di 73.409 dollari per moneta.
Adam Livingston, consulente di Saturn Credit, ha osservato che l’ultima tranche ha incrementato la posizione di Strive di circa l’8,4% in soli cinque giorni lavorativi, un’accelerazione significativa rispetto ai ritmi precedenti.
Questo movimento ha inoltre permesso a Strive di superare Bullish, la piattaforma di scambio e infrastrutture per asset digitali, posizionandosi come quinto maggiore detentore aziendale pubblico di Bitcoin, secondo i dati di mercato disponibili.
Contesto di mercato
L’incremento degli acquisti aziendali è avvenuto in concomitanza con un più ampio recupero del mercato delle criptovalute iniziato il 19 agosto, quando il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato l’intenzione di raddoppiare alcune operazioni di riacquisto di titoli di Stato a lungo termine. La notizia ha contribuito ad abbassare i rendimenti dei titoli pubblici e a favorire il ritorno dell’appetito per il rischio, con Bitcoin che ha registrato un rialzo superiore al 23% fino a oltre 81.000 dollari.
Contestualmente, anche la principale società corporate che detiene Bitcoin ha ripreso gli acquisti: MicroStrategy, guidata da Michael Saylor, ha annunciato la ripresa degli acquisti dopo una pausa, acquisendo 4.603 BTC a un prezzo medio di 80.318 dollari, riportando il proprio saldo sopra le 845.000 monete.
La ripresa degli acquisti da parte di società con bilanci pubblici porta con sé implicazioni sulla liquidità di mercato e sulla dinamica di offerta-accumulo: ordini rilevanti da emittenti quotate possono comprimere la disponibilità sul mercato spot e sostenere i prezzi nel breve termine.
Implicazioni e considerazioni regolamentari
L’aumento delle riserve aziendali in Bitcoin solleva questioni di governance e di disclosure per le società quotate, comprese le modalità di contabilizzazione, la gestione del rischio di prezzo e i potenziali impatti sui flussi di cassa. Per gli operatori europei e italiani è rilevante monitorare l’evoluzione delle normative fiscali e dei requisiti contabili che possono influenzare la convenienza di detenere asset digitali nel bilancio.
Infine, l’interesse continuo di grandi società per Bitcoin può attrarre ulteriore capitale istituzionale, ma aumenta anche la sensibilità del mercato alle decisioni di tesoreria aziendale: vendite o acquisti di dimensioni significative saranno sempre più interpretati come segnali sulla percezione del rischio macroeconomico e sulla fiducia nella stablezza dell’asset digitale.
In sintesi
- La strategia di accumulo di Strive evidenzia come le società quotate stiano integrando Bitcoin nelle politiche di tesoreria, contribuendo a sostenere la domanda nonostante la volatilità del mercato.
- Acquisti significativi da parte di aziende quotate possono comprimere la liquidità spot e amplificare movimenti di prezzo, un fattore da considerare per chi investe o opera sul mercato delle criptovalute.
- Per investitori italiani, la progressiva adozione istituzionale rende rilevante seguire i cambiamenti regolamentari e fiscali europei, che potrebbero alterare il profilo rischio/rendimento degli asset digitali nei bilanci societari.