Bitcoin ripete la storia: il mercato ribassista del 2026 sarebbe ormai finito

Bitcoin sembra aver sancito la fine del suo ciclo ribassista del 2026, secondo i dati on‑chain che mostrano per la prima volta da ottobre 2025 un indicatore composito del prezzo del BTC tornato in area positiva.

Segnale di svolta dall’indicatore Bull/Bear

I dati pubblicati dalla piattaforma di analisi on‑chain CryptoQuant hanno evidenziato una lettura positiva del suo indicatore di ciclo Bull/Bear, elemento che il CEO Ki Young Ju ha interpretato come il termine del mercato ribassista del 2026.

Ki Young Ju ha scritto:

“Il ciclo ribassista di Bitcoin è finito.”

Come è costruito l’indicatore

L’indicatore Bull/Bear deriva dal P&L Index — un indice sviluppato dal team di ricerca di CryptoQuant — e misura la distanza del P&L Index dalla sua media mobile a 365 giorni. Il P&L Index combina più grandezze di redditività on‑chain come il rapporto MVRV (market value to realized value), il NUPL (net unrealized profit/loss) e il SOPR (spent output profit ratio), offrendo così una fotografia complessiva dei profitti e delle perdite realizzate e latenti degli investitori in Bitcoin.

Valori superiori a zero per l’indicatore Bull/Bear sono interpretati come fasi rialziste del ciclo di prezzo del BTC, in quanto segnerebbero un miglioramento della redditività aggregata.

Dati recenti e riferimento storico

Il minimo del ciclo corrente è stato registrato il 5 febbraio, quando il BTC/USD è sceso fino a 60.000 dollari e l’indicatore ha toccato -1,244, una lettura compatibile con condizioni di “bear estremo”. Alla data completa più recente disponibile, il 26 agosto, il Bull/Bear ha mostrato un valore di 0,042, collocandosi nella soglia definita come “bull”.

La combinazione tra metriche di profitto e le loro medie mobili a 365 giorni si è dimostrata in passato efficace nel confermare inversioni di tendenza macro: lo stesso indicatore aveva infatti segnalato la fine del precedente mercato ribassista all’inizio del 2023.

Riserve sulla solidità del rialzo

Nonostante i segnali positivi, permane il dibattito tra analisti e operatori di mercato sulla sostenibilità del movimento. Alcuni osservatori rimarcano che la domanda non sia ancora sufficiente e che diverse soglie di liquidità posizionate sopra il prezzo spot potrebbero limitare l’ulteriore apprezzamento del BTC.

Negli ultimi giorni anche indicatori tecnici come il RSI hanno dato segnali di recupero, un fenomeno già osservato al termine del 2022. Tuttavia, critici del recupero sottolineano che senza un assorbimento effettivo dell’offerta e aumenti sostenuti di domanda, i rialzi possono rivelarsi fragili.

In analisi di mercato, il trader e analista Rekt Capital ha indicato che la chiusura mensile di agosto sarebbe stata “determinante” per la tenuta del rimbalzo, facendo riferimento alla possibile rottura di una trendline di resistenza discendente in atto da ottobre dell’anno precedente.

Implicazioni per investitori e mercati

Per gli investitori istituzionali e retail italiani, il passaggio dell’indicatore in territorio positivo costituisce un segnale che potrebbe attirare ulteriore interesse, soprattutto da parte di gestori che monitorano segnali on‑chain per allocare capitale. Tuttavia, la potenziale carenza di liquidità raccomanda prudenza: posizioni concentrate o leve eccessive potrebbero subire oscillazioni ampie in caso di ricoperture o vendite significative.

Dal punto di vista della pianificazione finanziaria, diventa importante valutare strumenti di copertura, la dimensione delle posizioni in portafoglio e l’orizzonte temporale. Anche considerazioni fiscali e regolamentari in Europa possono influenzare la strategia d’ingresso: la maggiore attenzione delle autorità sui prodotti crypto‑linked e la possibile correlazione con i mercati tradizionali richiedono una lettura integrata del rischio.

Contesto macro e prospettive

Il comportamento del Bitcoin è sempre più influenzato dal contesto macroeconomico: decisioni di politica monetaria, flussi di liquidità globale e percezione del rischio sui mercati azionari possono amplificare o attenuare i movimenti di prezzo. Un miglioramento della redditività on‑chain, se accompagnato da un aumento organico della domanda, potrebbe tradursi in un trend rialzista più duraturo; in assenza di tale domanda, invece, la probabilità di prese di beneficio e correzioni resta elevata.

In sintesi

  • Il passaggio in area positiva dell’indicatore composito aumenta la probabilità di afflusso di capitale istituzionale, ma la scarsa profondità di liquidità potrebbe tradurre questo interesse in volatilità accentuata nei prezzi.
  • Per gli investitori italiani è opportuno riequilibrare le esposizioni e considerare strumenti di copertura; strategie a lungo termine richiedono conferme di domanda sostenuta oltre i segnali on‑chain.
  • Il segnale positivo va letto nel quadro macro globale: eventuali mosse restrittive delle banche centrali o crolli nei mercati rischiosi potrebbero annullare rapidamente il recupero del BTC.
  • Una maggiore trasparenza e maturazione degli strumenti crypto in Europa potrebbe favorire l’ingresso di capitali, ma l’impatto dipenderà dalla capacità del mercato di assorbire nuova offerta senza generare shock di prezzo.


Author: Tony
Redazione Finanza Flash. Notizie di finanza, mercati, borsa e macroeconomia in tempo reale. Aggiornamenti su investimenti, banche, BCE ed economia italiana.