Istat, il fatturato dell’industria cala dell’1% a giugno mentre i servizi restano stabili

Il fatturato dell’industria italiana registra una battuta d’arresto a giugno 2026. Secondo le stime dell’Istat, al netto dei fattori stagionali, l’indicatore diminuisce su base mensile dell’1% in valore e dello 0,7% in volume, con una dinamica negativa che interessa sia il mercato interno sia quello estero.

Diverso il quadro per il settore dei servizi, dove il fatturato rimane invariato in valore rispetto al mese precedente, pur registrando una diminuzione dello 0,4% in volume.

Industria in calo sul mercato interno ed estero

La contrazione congiunturale del fatturato industriale risulta distribuita sui due principali mercati di riferimento.

Sul mercato interno, il fatturato diminuisce dell’1% in valore e dello 0,4% in volume. Sul mercato estero, la flessione è sempre dell’1% in valore, mentre risulta più marcata considerando i volumi, che arretrano dell’1,3%.

I dati mostrano quindi una riduzione dell’attività industriale rispetto al mese precedente che coinvolge entrambe le componenti, con una contrazione in volume più significativa sul fronte internazionale.

Su base annua il fatturato industriale cresce in valore

Il confronto con giugno 2025 restituisce un quadro differente. Secondo l’Istat, il fatturato dell’industria, corretto per gli effetti di calendario, aumenta del 3,1% in valore.

La dinamica cambia tuttavia considerando le quantità: in termini di volume, infatti, viene registrata una diminuzione dello 0,9% su base annua.

La differenza tra andamento in valore e in volume rappresenta quindi uno degli elementi principali che emergono dalla rilevazione relativa al mese di giugno.

Ai fini del confronto, i giorni lavorativi sono stati 21 a giugno 2026, rispetto ai 20 registrati nello stesso mese del 2025.

Fatturato dei servizi stabile su base mensile

Sul fronte dei servizi, l’Istat stima per giugno una variazione congiunturale nulla del fatturato in valore e una diminuzione dello 0,4% in volume.

Il risultato complessivo deriva però da andamenti differenti tra commercio all’ingrosso e altri servizi.

Il commercio all’ingrosso registra infatti una crescita dello 0,5% in valore e dello 0,9% in volume rispetto al mese precedente.

Gli altri servizi mostrano invece una contrazione dello 0,4% in valore e dello 0,7% in volume.

Servizi in crescita del 3,2% su base annua

Il confronto tendenziale evidenzia una crescita del fatturato dei servizi del 3,2% in valore, al netto degli effetti di calendario. Anche in questo caso, tuttavia, l’andamento dei volumi risulta differente, con una diminuzione dello 0,5%.

Nel commercio all’ingrosso la crescita interessa entrambe le componenti: il fatturato aumenta del 4,2% in valore e dello 0,8% in volume.

Per gli altri servizi, invece, l’indice registra un incremento dell’1,9% in valore, accompagnato da una diminuzione dello 0,5% in volume.

Valore e volume mostrano dinamiche differenti

Le stime dell’Istat delineano dunque un quadro articolato per industria e servizi. Nel comparto industriale prevale la contrazione nel confronto con il mese precedente, mentre su base annua il fatturato cresce in valore ma diminuisce in volume.

Anche nei servizi emerge una differenza tra le due misure: il dato tendenziale mostra una crescita in valore del 3,2% a fronte di una flessione dello 0,5% in volume.

Il commercio all’ingrosso rappresenta l’area con la dinamica più favorevole tra quelle indicate nella rilevazione, registrando incrementi sia nel confronto mensile sia in quello annuale.