Carburanti, prezzi in lieve calo sulle strade ma ancora in aumento in autostrada
- 27 Agosto 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Economia, Editoriale
Il mercato dei carburanti mostra due velocità: mentre sulla rete stradale nazionale i prezzi medi di benzina e gasolio registrano una lieve flessione, sulle autostrade proseguono gli aumenti. Una dinamica che alimenta le preoccupazioni di consumatori e gestori degli impianti, in una fase caratterizzata da costi elevati e da una crescente attenzione all’impatto dei rincari sulla mobilità.
Gli ultimi dati dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) indicano per il self service sulla rete stradale nazionale un prezzo medio della benzina di 2,016 euro al litro, rispetto ai 2,017 euro precedenti, mentre il gasolio scende da 2,137 a 2,134 euro al litro.
In autostrada benzina e gasolio continuano a salire
La situazione cambia sulla rete autostradale. Il prezzo medio self service della benzina raggiunge 2,096 euro al litro, in aumento rispetto ai precedenti 2,092 euro. Per il gasolio la media passa invece da 2,208 a 2,210 euro al litro.
La divergenza arriva nonostante la diminuzione del prezzo del petrolio e mantiene alta l’attenzione sulla formazione dei prezzi alla pompa, soprattutto sulle tratte autostradali.
A sottolineare il fenomeno è Massimiliano Dona, Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, secondo il quale la differenza tra rete ordinaria e autostrade evidenzia come l’andamento dei prezzi non dipenda esclusivamente dal greggio.
Dona quantifica l’ultimo incremento autostradale in circa 10 centesimi per un pieno di gasolio da 50 litri e 20 centesimi per un pieno di benzina. Il Presidente dell’associazione richiama inoltre la minore concorrenza presente sulle autostrade, dove i distributori sono maggiormente distanziati, collegando la dinamica anche agli ultimi rientri dalle vacanze.
I gestori denunciano un calo delle vendite
Le difficoltà non riguardano soltanto gli automobilisti. Giulio Guglielmi, Presidente della Federazione gestori impianti stradali di carburanti Umbria Confcommercio, descrive una situazione molto preoccupante anche per gli operatori del settore.
Secondo Guglielmi, l’aumento del prezzo necessario per riempire le cisterne non comporta automaticamente maggiori guadagni per i distributori. Il gestore, infatti, guadagna sulla quantità di carburante venduta e non attraverso una percentuale sull’incasso.
Il problema diventa quindi particolarmente rilevante quando al maggiore capitale necessario per acquistare il carburante si accompagna un calo delle vendite. A questo si sommano i costi fissi degli impianti, le manutenzioni e gli investimenti necessari per mantenere aggiornate attività e sistemi operativi.
Automobilisti sempre più orientati al risparmio
L’aumento dei costi sta modificando anche i comportamenti dei consumatori. Secondo il quadro tracciato da Guglielmi, gli automobilisti tendono a utilizzare meno frequentemente le proprie vetture e a condividere maggiormente gli spostamenti.
Per i gestori, una riduzione dei litri venduti significa quindi una pressione ulteriore sulla redditività delle attività. Il fenomeno assume particolare rilevanza per una rete distributiva chiamata contemporaneamente a sostenere costi operativi e investimenti.
Codacons contrario agli aiuti troppo selettivi
Nel dibattito sulle possibili risposte al caro-carburanti interviene anche il Codacons, contrario all’ipotesi di concentrare eventuali sostegni esclusivamente sui lavoratori che utilizzano l’automobile, sulle famiglie con redditi più bassi o su altre categorie individuate attraverso misure selettive.
L’associazione sostiene che il rincaro di benzina e gasolio interessi in modo generalizzato gli automobilisti e ritiene che interventi basati esclusivamente sul reddito o sulla professione rischierebbero di lasciare scoperto soprattutto il ceto medio.
Il nodo, secondo questa impostazione, è evitare che la risposta al caro-carburanti si trasformi esclusivamente in uno strumento di assistenza senza incidere direttamente sui prezzi alla pompa.
Il nodo della concorrenza sulla rete autostradale
La differenza registrata tra rete ordinaria e autostradale pone infine l’attenzione sulle condizioni competitive dei diversi canali di distribuzione. Secondo l’Unione Nazionale Consumatori, la minore possibilità di scelta degli automobilisti sulle autostrade può contribuire a determinare dinamiche differenti rispetto alla viabilità ordinaria.
Nelle prossime settimane l’attenzione resterà quindi concentrata sia sull’evoluzione delle quotazioni energetiche sia sulle eventuali misure del Governo, mentre consumatori, associazioni e gestori chiedono interventi capaci di affrontare un costo che incide direttamente sugli spostamenti e, indirettamente, sulle attività economiche.