Bitcoin fatica a mantenere i $80.000 dopo una settimana di rialzi
- 25 Agosto 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Nel corso dell’apertura di Wall Street Bitcoin è sceso sotto i 80.000 dollari, proseguendo un ritracciamento iniziato dopo i massimi recenti: il prezzo ha toccato in intraday valori intorno a 78.111 dollari dopo aver raggiunto picchi di circa 81.265 dollari nelle sedute precedenti.
Movimenti di prezzo
La zona dei 80.000 dollari, identificata dai trader come area di forte offerta, non è riuscita a trasformarsi in supporto e questo ha alimentato una pressione ribassista sia su Bitcoin sia sull’oro. Quest’ultimo ha registrato un calo fino a livelli locali intorno a 4.605 dollari l’oncia, dopo i recenti massimi multimensili vicini a 4.697 dollari.
Divergenza tra azioni e asset rifugio
Le azioni statunitensi hanno mostrato segni di forza relativa nello stesso periodo, con il S&P 500 e il Nasdaq Composite che hanno registrato variazioni giornaliere positive, seppure contenute, pari rispettivamente a circa 0,2% e 0,5%. Questa divergenza evidenzia una rotazione temporanea tra asset rischiosi e beni considerati rifugio.
Il quadro tecnico suggerisce che la correzione su Bitcoin e oro sia stata favorita dall’attività durante le ore di negoziazione statunitensi, periodo in cui la liquidità e le decisioni istituzionali possono amplificare i movimenti sui mercati.
Tensioni commerciali e reazioni politiche
Sul fronte geopolitico, una disputa commerciale in via di escalation tra Stati Uniti e Canada ha aggiunto un elemento di incertezza. In interventi pubblici il presidente Donald Trump ha dichiarato:
“Negli ultimi dieci anni, gli Stati Uniti hanno perso in media 60 miliardi di dollari l’anno con il Canada. Basta così!”
Mercato obbligazionario: rendimenti e interventi
I rendimenti a 30 anni USA hanno continuato a scendere, portandosi sotto il 5,2% e avvicinandosi ai livelli più bassi delle ultime settimane. Il calo dei rendimenti ha contribuito a comprimere il prezzo dell’oro e a influenzare il comportamento dei capitali verso asset più rischiosi come le criptovalute.
La spinta rialzista che aveva supportato la recente impennata dei prezzi delle crypto era stata in parte alimentata dall’aumento dei rendimenti, che a sua volta aveva indotto il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ad annunciare operazioni straordinarie di riacquisto di titoli di Stato per moderare l’ascesa dei tassi.
Su questo tema una pubblicazione specializzata, The Kobeissi Letter, ha scritto:
“La realtà è che la Fed non può tagliare i tassi in questo contesto e l’Amministrazione Trump ne è consapevole. Pertanto, l’intervento diretto sul mercato obbligazionario è l’unica soluzione per spingere verso il basso i tassi d’interesse e i rendimenti nel breve periodo.”
“La nostra opinione? Non opporsi al Tesoro.”
Prospettive e appuntamenti macro
I mercati guardano ora a due eventi che potrebbero ridefinire la direzione dei prossimi giorni: la pubblicazione dell’indice PCE (Personal Consumption Expenditures), la misura dell’inflazione preferita dal Federal Reserve, e la diffusione degli utili di Nvidia. Entrambi sono programmati per mercoledì e possono generare volatilità significativa.
Il dato PCE è particolarmente seguito perché influenza direttamente le attese sulla politica monetaria: una lettura più alta del previsto potrebbe ridurre le speranze di un allentamento dei tassi, mentre un calo rafforzerebbe la tesi di una pausa o di un possibile accomodamento futuro. A giugno l’indicatore aveva mostrato la prima diminuzione mese su mese dal 2020.
Dal canto suo, Nvidia rappresenta un catalizzatore per il settore tecnologico e per gli indici azionari: risultati superiori o inferiori alle attese possono determinare movimenti a catena su titoli sensibili alla domanda di semiconduttori e intelligenza artificiale.
Inoltre, il simposio economico di Jackson Hole, in programma a fine agosto, rimane un appuntamento chiave per gli investitori che cercano indicazioni sul futuro orientamento della Fed e sulle prospettive inflazionistiche globali.
Implicazioni per gli investitori europei
Per gli operatori e i risparmiatori in Italia e in Europa, oscillazioni dei rendimenti statunitensi e la volatilità di Bitcoin e dell’oro possono tradursi in movimenti sui portafogli: esposizioni in ETF legati al tech, fondi azionari Usa o posizioni in criptovalute risultano particolarmente sensibili a variazioni improvvise di tendenza.
Inoltre, politiche monetarie divergenti tra Fed e Banca Centrale Europea possono influire sui tassi di cambio euro/dollaro e sui differenziali di rendimento rispetto ai titoli di Stato europei, con possibili effetti su costi di finanziamento e prezzi degli asset a livello domestico.
In sintesi
- La difficoltà di mantenere Bitcoin sopra quota 80.000 dollari sottolinea come la liquidità e i livelli di offerta determinino rapidi ribaltamenti di sentiment, con impatto sui portafogli esposti a criptovalute.
- Il calo dei rendimenti a 30 anni USA e le misure straordinarie del Tesoro suggeriscono che il mercato obbligazionario resterà un fattore chiave per la direzione di oro e asset rischiosi; ciò implica attenzione su duration e correlazioni nei portafogli obbligazionari.
- Il dato PCE e gli utili di Nvidia rappresentano rischi di breve termine per volatilità: investitori italiani con esposizione a Usa o tecnologia dovrebbero valutare coperture o riduzione del rischio tattico in vista degli annunci.
- Una possibile persistenza della divergenza tra politica monetaria americana e europea può influenzare tassi, FX e condizioni del credito in Europa, rendendo importante il monitoraggio sia delle decisioni della Fed sia delle comunicazioni della Banca Centrale Europea.