Cat bonds, El Niño sposta la mappa dei rischi climatici verso il Pacifico
- 20 Agosto 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
El Niño, l’anomalo riscaldamento delle acque del Pacifico, sta rimodellando la distribuzione del calore globale e, di conseguenza, la mappa del rischio climatico. Questo spostamento attenua l’intensità degli uragani nell’Atlantico ma favorisce la formazione di eventi estremi su altri bacini, con impatti diretti sulla performance e sulla composizione degli insurance-linked securities (ILS), lo strumento che permette alle compagnie assicurative di trasferire rischi catastrofali (terremoti, alluvioni, uragani, tornado) ai mercati finanziari.
I titoli più liquidi e negoziabili di questa asset class sono i cat bond (catastrophe bond): gli investitori acquistano i titoli e incassano cedole se non si verificano eventi catastrofali entro parametri prefissati; qualora invece i danni superino soglie concordate, il capitale viene convertito in indennizzo per coprire i sinistri, riducendo o azzerando il ritorno degli investitori.
Marco Della Giacoma e Toby Pughe di Tenax Capital hanno spiegato:
“Di norma, il valore prevalente negli insurance-linked securities è concentrato sul rischio uragani nel bacino Atlantico. Tuttavia, la presenza di El Niño attenua le minacce nell’Atlantico riducendo intensità e frequenza e al contempo accentua la genesi di sistemi sul Pacifico. Di conseguenza il rischio da tempeste tropicali si sposta in misura maggiore dal Golfo del Messico, dagli Stati Uniti e dal Centro-America verso il Sudest asiatico, il Giappone, le Filippine, l’Indonesia e le coste occidentali delle Americhe; inoltre aumenta la volatilità collegata ad altri eventi come alluvioni e siccità.”
Una fonte specializzata segnala che le emissioni di obbligazioni catastrofali hanno raggiunto livelli record, superando gli 11,3 miliardi di dollari nel secondo trimestre del 2026. Nel primo trimestre del 2026 i danni assicurati da catastrofi naturali a livello globale sono rimasti al di sotto dei 30 miliardi di dollari, il livello più basso dal 2019 e in netto calo rispetto ai circa 50 miliardi dello stesso periodo del 2025.
Marco Della Giacoma e Toby Pughe hanno proseguito:
“Le probabilità di un El Niño forte o super-forte sono ora del 70% per i mesi di picco di agosto, settembre e ottobre, e prossime al 90% per il periodo settembre-novembre. Poiché questi mesi coincidono storicamente con l’apice della stagione delle tempeste, abbiamo ridotto leggermente la posizione difensiva aumentando l’esposizione verso alcuni rischi di uragani statunitensi in funzione delle previsioni. Giugno è stato eccezionalmente attivo sul mercato primario, con quindici operazioni e un’emissione aggregata superiore a 2,5 miliardi di dollari. Anche emittenti europee hanno avuto rilievo: il primo bond tedesco di Gothaer da 100 milioni di euro per rischio inondazioni e la transazione Windmill III Re di Achmea, portata a 100 milioni di euro e successivamente aumentata di un terzo, hanno incontrato forte appetito degli investitori. I rendimenti erano intorno al 17% tre anni fa, si sono attestati attorno all’8% lo scorso anno e per il futuro ci aspettiamo livelli tra l’8% e il 10%; a livello globale prevediamo una crescita annua del 10% nei prossimi cinque anni.”
Nel report degli analisti di Quaestio Sgr si legge:
“Alla luce di questo outlook climatico abbiamo impostato un deciso sottopeso dei rischi secondari rispetto ai rischi primari. Sul fronte liquido abbiamo inserito un nuovo fondo di cat bond con una perdita attesa maggiore, muovendoci intenzionalmente per catturare rendimenti più elevati vista la minore probabilità complessiva di uragani nell’Atlantico; in parallelo abbiamo ridotto l’esposizione verso un gestore specializzato sui rischi asiatici. Contestualmente abbiamo incrementato la componente riassicurativa privata tramite un nuovo fondo per beneficiare del premio di liquidità, contrastando la compressione degli spread che sta interessando l’asset class dopo stagioni di uragani meno intense e mirando a una maggiore diversificazione del portafoglio.”
Contesto e impatti sul mercato
Lo spostamento geografico del rischio legato a El Niño ridisegna l’offerta e la domanda nel mercato dei cat bond. Gli investitori istituzionali cercano di riallocare il rischio in modo dinamico: aumentano l’interesse verso emissioni che coprono pericoli diversi dall’Atlantico e sfruttano la maggiore frammentazione geografica per migliorare la diversificazione del portafoglio. Sul piano delle valutazioni, la compressione degli spread dopo stagioni relativamente tranquille pone pressioni sui rendimenti, spingendo alcuni gestori verso strategie con perdita attesa più elevata per ottenere premi più alti.
Per le compagnie assicurative e riassicurative la maggiore attività primaria e la domanda degli investitori possono tradursi in capacità aggiuntiva a costi competitivi. Tuttavia i mutamenti climatici aumentano la frequenza e l’intensità degli eventi estremi, introducendo incertezza sia sulla modellistica dei pericoli sia sulla stabilità degli spread nel medio termine.
Considerazioni operative per gli investitori italiani
Per gli investitori italiani, inclusi fondi pensione e gestori patrimoniali, i cat bond rappresentano una possibile fonte di rendimento non correlato ai tradizionali mercati azionari e obbligazionari. È però fondamentale valutare la liquidità secondaria, la concentrazione per peril geografico e la qualità dei trigger contrattuali. La diversificazione tramite fondi specialistici e la selezione di gestori con solide competenze di modellazione dei pericoli possono attenuare i rischi idiosincratici.
Dal punto di vista valutario, molte emissioni sono in dollari; gli investitori in euro devono considerare l’esposizione al cambio. Inoltre, la regolamentazione europea sul capitale e le norme fiscali applicabili agli strumenti assicurativi-finanziari possono influenzare l’attrattività netta dell’investimento per investitori istituzionali e privati.
Infine, la transizione climatica e la crescente frequenza di eventi estremi suggeriscono la necessità di un approccio di lungo periodo: monitorare gli stress test sui modelli cat, mantenere una governance dedicata ai rischi climatici e privilegiare esposizioni gestite in modo attivo e flessibile.
In sintesi
- L’evoluzione di El Niño sta spostando parte del rischio da Atlantico a Pacifico, aumentando la domanda di coperture e favorendo emissioni mirate verso pericoli asiatici e pacifici.
- La compressione degli spread ha spinto gestori e investitori a cercare rendimento attraverso fondi con perdita attesa più elevata o esposizioni riassicurative private, aumentando il trade-off tra rendimento e rischio.
- Per gli investitori italiani, i cat bond offrono diversificazione e potenziali rendimenti non correlati, ma richiedono attenzione su liquidità, rischio valutario e governance dei rischi climatici.