Ex Whirlpool: a novembre chiude il centro ricerche dove si assemblavano lavatrici
- 19 Agosto 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
I lavori di riqualificazione dell’ex stabilimento Whirlpool procedono e, secondo il Piano industriale del gruppo Tea Tek, la nuova società Italian Green Factory (IGF) trasformerà l’area in un polo per la produzione di componenti destinati agli impianti fotovoltaici. A novembre è previsto l’avvio del primo Centro di ricerche, destinato a costituire il nucleo operativo del programma di reindustrializzazione che ha già permesso l’assunzione di circa 290 dipendenti precedentemente impiegati nello stabilimento della multinazionale americana. L’intervento complessivo supera i 90 milioni di euro e beneficia di un contratto di sviluppo.
Centro di ricerca e computer quantistico
Nel corso dei prossimi mesi, nell’area che un tempo ospitava la produzione di elettrodomestici verrà inaugurato un laboratorio specializzato nell’applicazione dell’intelligenza artificiale alle reti energetiche. Il progetto prevede l’installazione di un computer quantistico e di un laboratorio criogenico: si tratta di un investimento stimato in 25 milioni di euro, presentato al Bando Step promosso dalla Regione Campania, che ha ottenuto un contributo pubblico di 12 milioni.
All’apertura, fissata per novembre, il centro impiegherà personale già presente nel gruppo; entro fine anno sono previste ulteriori tre assunzioni e, a regime, la struttura dovrebbe contare su 12 ricercatori entro febbraio 2027. L’iniziativa è pensata per instaurare un rapporto stabile con il sistema universitario e vede una collaborazione intensa con il team del professore Francesco Tafuri del Dipartimento di Fisica della Università Federico II, che ha esperienza nella realizzazione di prototipi quantistici. Per il dispositivo in fase di sviluppo è stata avviata la procedura di deposito di un brevetto.
Struttura del polo produttivo
La componente di ricerca rappresenta circa il 30% del progetto complessivo; la restante parte, ossia la produzione vera e propria, si articolerà su due siti. Il primo stabilimento sarà ubicato a Napoli, in via Argine, sull’area dell’ex impianto Whirlpool; il secondo sarà a Pomigliano d’Arco, in un sito acquisito dall’azienda a Stellantis.
Nella sede di via Argine si concentreranno attività come la realizzazione di cablaggi, quadri elettrici, cabine di trasformazione per impianti fotovoltaici e power skid. A Pomigliano d’Arco sarà invece organizzata la produzione delle carpenterie e dei componenti per gli inseguitori solari. La produzione in quest’ultima sede potrebbe iniziare già nel gennaio 2027. Per la riconversione dell’area di via Argine è in corso la bonifica di 32.000 metri quadrati di amianto e la ristrutturazione degli edifici, con termine previsto entro settembre 2027.
Finanziamenti e partecipazione pubblica
Sulla parte produttiva l’investimento complessivo è stimato in 92 milioni di euro, mentre la quota destinata alla ricerca è pari a 25 milioni. A partire da gennaio 2026 la società IGF sarà partecipata da Invitalia con una quota del 49% per cinque anni. Al progetto sono stati assegnati strumenti di supporto pubblico che comprendono un contributo a fondo perduto di 23 milioni e ulteriori 35 milioni concessi a tasso agevolato, a fronte del piano industriale presentato.
La combinazione tra fondi pubblici e risorse private evidenzia un modello di intervento pubblico-privato volto a sostenere la transizione industriale verso le energie rinnovabili, con ricadute occupazionali e tecnologiche sul territorio campano.
Impatto tecnologico e collaborazioni
L’implementazione di un centro di ricerca con competenze in intelligenza artificiale e calcolo quantistico può rappresentare un volano per la specializzazione tecnologica locale, facilitando sinergie tra industria e università. La presenza di apparecchiature avanzate e la ricerca su algoritmi per la gestione delle reti energetiche potrebbero favorire l’attrazione di ulteriori investimenti, startup e progetti di ricerca congiunti a livello nazionale ed europeo.
Allo stesso tempo, il successo operativo del polo dipenderà dalla capacità di rispettare i tempi di realizzazione, dall’integrazione con la filiera italiana dei fornitori e dalla sostenibilità economica degli impianti prodotti sul mercato fotovoltaico, sempre più competitivo e sensibile ai costi di produzione e alla qualità dei componenti.
In sintesi
- La combinazione di finanziamenti pubblici e capitale privato crea una leva per modernizzare il tessuto industriale locale, ma richiederà una governance efficiente per mantenere i ritorni economici attesi.
- Il focus su ricerca avanzata e calcolo quantistico può aumentare l’attrattività tecnologica della regione, offrendo opportunità per spin-off accademici e contratti di ricerca con partner europei.
- Dal punto di vista degli investimenti, la filiera produttiva per il fotovoltaico presenta margini di crescita, ma è cruciale la riduzione dei rischi legati alle tempistiche di avvio e alla dipendenza da incentivi pubblici.
- Per gli operatori economici italiani, il progetto rappresenta una possibile piattaforma per consolidare forniture nel mercato delle infrastrutture energetiche e per sviluppare competenze manifatturiere ad alto valore aggiunto.