Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti propone una stretta sugli stablecoin con la norma del GENIUS Act

La proposta ha scritto:

“Il Dipartimento del Tesoro ritiene che l’Atto evidenzi una chiara intenzione affinché le stablecoin di pagamento servano come mezzo efficace di pagamento e regolamento, anche oltre confine, e che l’applicazione delle regole tradizionali sugli investimenti alle stablecoin di pagamento possa contrastare tale obiettivo.”

L’azione comunicata lunedì è un seguito al preavviso di regolamentazione pubblicato dal Dipartimento del Tesoro lo scorso settembre, che era accompagnato da un cronoprogramma particolarmente serrato. A oggi, il pubblico e gli operatori del settore hanno a disposizione 60 giorni per inviare osservazioni formali, dopodiché il dipartimento impiegherà probabilmente ulteriori mesi per esaminare i contributi prima di emanare una norma definitiva.

La bozza di regolamento solleva decine di quesiti su come interpretare e applicare la norma, questioni che devono trovare risposta prima del via libera finale. Tra gli aspetti più seguiti dall’industria vi è il trattamento dei soggetti emittenti esteri, con particolare attenzione al principale operatore di mercato, Tether. È stato fissato un termine per le risposte entro la metà di ottobre.

Il target temporale di un anno previsto dalla legge per l’entrata in vigore delle regole è scaduto il mese scorso senza che l’amministrazione riuscisse a completare l’attuazione. Il prossimo riferimento formale è la data di efficacia dell’Atto, prevista per il 18 gennaio; tuttavia è poco probabile che tutte le disposizioni siano concluse entro tale scadenza. Normalmente, l’introduzione di nuove normative prevede periodi transitori per consentire al mercato una graduale adattabilità.

Dettagli chiave della proposta

La proposta pone al centro il ruolo delle stablecoin di pagamento come strumenti di regolamento e liquidità, ipotizzando che un’applicazione indiscriminata delle norme sugli investimenti (ad esempio requisiti di custodia, limiti operativi tipici di veicoli d’investimento o obblighi di registrazione nei mercati dei capitali) potrebbe compromettere la loro funzione di mezzo di scambio. Il testo solleva quindi una questione di bilanciamento tra sicurezza finanziaria, tutela degli utenti e preservazione dell’efficacia dei sistemi di pagamento.

Per gli emittenti esteri, il nodo riguarda la portata extraterritoriale delle regole e la loro applicazione pratica: se l’amministrazione adotterà criteri basati sulla sede legale, sulla capacità di operare nel mercato interno o su altri parametri funzionali. Le risposte a questi punti influenzeranno la competitività degli operatori e la percezione dei rischi da parte delle controparti commerciali e delle banche.

Prossime tappe e impatto per l’industria

Dopo la chiusura della consultazione pubblica, il Dipartimento del Tesoro valuterà i commenti ricevuti e potrà modificare la bozza in base a osservazioni tecniche e politiche. È probabile che la formulazione finale preveda esenzioni mirate o fasi di implementazione graduale per evitare interruzioni improvvise nell’offerta di servizi di pagamento basati su stablecoin.

Per gli operatori, le banche e gli investitori prudente monitorare l’evoluzione normativa: limiti troppo stretti potrebbero spingere le attività in giurisdizioni più permissive, mentre regole equilibrate potrebbero favorire l’adozione e l’integrazione delle stablecoin nei sistemi di pagamento transfrontalieri. A livello macroeconomico, le decisioni regolatorie influenzeranno il rischio di frammentazione del mercato dei servizi finanziari digitali e la competitività delle infrastrutture di pagamento europee internazionale.

Considerazioni per il contesto italiano

Per il mercato italiano e per gli operatori fintech locali, la definizione di regole chiare negli Stati Uniti ha effetti indiretti rilevanti: da un lato può ridurre l’incertezza sugli standard internazionali e facilitare l’interoperabilità; dall’altro, decisioni divergenti tra giurisdizioni potrebbero richiedere adattamenti tecnologici e legali costosi. Le istituzioni europee e italiane dovranno valutare come armonizzare le proprie regole con quelle di altri grandi mercati per evitare svantaggi competitivi.

In sintesi

  • L’esito della consultazione influenzerà la disponibilità di stablecoin per pagamenti transfrontalieri: regole più permissive favoriscono l’adozione, mentre vincoli severi potrebbero spostare attività verso altre giurisdizioni.
  • Le scelte regolatorie determineranno rischi e opportunità per gli investitori: limiti agli usi di investimento delle stablecoin potrebbero ridurre prodotti ad alto rendimento ma incrementare la sicurezza di utilizzo come mezzo di pagamento.
  • Per l’economia italiana, l’allineamento normativo internazionale è cruciale per evitare costi di adattamento e preservare la competitività delle piattaforme di pagamento nazionali e delle fintech.


Author: Tony
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