USA, Scope Ratings: debito verso il 138% del PIL nel 2030, cresce il rischio rifinanziamento
- 17 Agosto 2026
- Posted by: Katherine Puce
- Categoria: Aziende, Economia, Editoriale
Le finanze pubbliche degli Stati Uniti presentano oggi una vulnerabilità agli shock sensibilmente maggiore rispetto al periodo precedente alla crisi finanziaria globale. A evidenziarlo è Scope Ratings, che richiama l’attenzione sulla crescita del debito, sulla maggiore dipendenza del Tesoro statunitense dagli strumenti a breve termine e sul ruolo sempre più delicato della Federal Reserve.
L’analisi, curata da Eiko Sievert, Executive Director, Sovereign & Public Sector di Scope Ratings, individua nel rischio di rifinanziamento uno dei principali elementi da monitorare. La maggiore dipendenza dai T-bill consente infatti di contenere i costi di finanziamento nel breve periodo, ma aumenta l’esposizione a eventuali variazioni dei tassi di interesse e alle tensioni sui mercati.
Il rischio legato al rifinanziamento del debito
Secondo Scope Ratings, tensioni sui mercati finanziari, incertezza politica o eventuali shock di liquidità potrebbero determinare un aumento dei rendimenti dei titoli di Stato americani, con conseguenze sui costi di finanziamento anche nel brevissimo periodo.
Eiko Sievert sottolinea che non esiste uno specifico rapporto tra debito e PIL che determini automaticamente un rischio elevato di rifinanziamento. La vulnerabilità dipende infatti anche dalla struttura del debito e dalle condizioni alle quali il Tesoro deve rinnovarlo.
La crescente presenza dei T-bill rende in questo senso le finanze federali maggiormente sensibili alle future decisioni sui tassi.
Debito pubblico previsto al 138% del PIL nel 2030
Le proiezioni di Scope Ratings indicano una crescita del debito pubblico statunitense dal 124% del PIL registrato nel 2025 al 138% nel 2030.
Secondo il confronto riportato nell’analisi, tale livello sarebbe superiore a quello previsto per tutti i Paesi dell’area euro, con l’Italia indicata al 136%, ma rimarrebbe inferiore al dato del Giappone, pari al 200%.
Particolarmente significativo è il confronto storico. Nel 2007, alla vigilia della crisi finanziaria globale, il rapporto debito/PIL degli Stati Uniti era pari al 65%, quasi la metà rispetto ai livelli attuali. Per Scope Ratings, questo rende le finanze pubbliche americane significativamente più vulnerabili a eventuali nuovi shock.
Gli interessi diventano una delle maggiori voci di spesa
Un altro elemento centrale riguarda il crescente costo del servizio del debito. Nell’anno fiscale 2026, la spesa netta per interessi del governo statunitense ha già raggiunto 827 miliardi di dollari.
Si tratta, secondo i dati riportati, della seconda maggiore voce di spesa federale, davanti a Medicare, pari a 780 miliardi di dollari, e alla difesa, pari a 713 miliardi.
Il dato evidenzia quanto l’andamento dei tassi possa incidere sulle prospettive dei conti pubblici americani. Un costo del debito più elevato restringe infatti gli spazi disponibili per le altre priorità di bilancio e aumenta la sensibilità delle finanze federali alle condizioni monetarie.
La Federal Reserve resta centrale
Alla luce di questo scenario, Scope Ratings ritiene che la pressione sulla Federal Reserve resterà elevata. Le decisioni di politica monetaria assumono infatti un’importanza crescente non soltanto per l’economia e l’inflazione, ma anche per il costo di rifinanziamento del debito pubblico.
L’analisi sottolinea inoltre che l’indipendenza della Fed continua a rappresentare un pilastro fondamentale della stabilità, nonostante le pressioni politiche provenienti dall’Amministrazione Trump.
Secondo Eiko Sievert, sotto la guida del nuovo Presidente della Federal Reserve Kevin Warsh, la politica monetaria dovrebbe comunque rimanere sostanzialmente invariata nel breve termine.
Le sfide per i conti pubblici statunitensi
Il quadro delineato da Scope Ratings concentra quindi l’attenzione su tre fattori strettamente collegati: aumento del debito, maggiore esposizione al rifinanziamento a breve termine e crescita della spesa per interessi.
La capacità degli Stati Uniti di affrontare eventuali futuri shock dipenderà anche dall’evoluzione dei tassi e dalla stabilità dei mercati finanziari. In questo scenario, il mantenimento dell’indipendenza della Federal Reserve e la gestione della struttura del debito rappresentano elementi centrali per contenere i rischi e preservare la sostenibilità delle finanze pubbliche.