AI e giornali, l’Apig chiede nuove regole per l’utilizzo dei contenuti da parte di Google

L’introduzione in Francia delle sintesi generate dall’intelligenza artificiale nei risultati di ricerca apre un nuovo fronte tra Google e l’industria dell’editoria. L’Apig, alleanza che rappresenta circa 300 quotidiani francesi, ha presentato un esposto all’Authority della concorrenza contestando le modalità con cui il gruppo tecnologico ha introdotto il nuovo servizio.

Al centro della controversia ci sono l’utilizzo dei contenuti giornalistici, la loro remunerazione e il rispetto degli impegni assunti da Google nel 2022.

L’esposto degli editori francesi

Secondo l’Apig, l’Authority dovrebbe intervenire per verificare il rispetto degli accordi precedentemente assunti da Google nei confronti degli editori.

L’associazione contesta in particolare il «dispiegamento unilaterale» di nuove forme di contenuto basate sulle produzioni della stampa, sostenendo che queste siano state introdotte senza una specifica autorizzazione e senza una remunerazione ad hoc.

La questione riguarda le sintesi dei risultati di ricerca realizzate attraverso l’AI, lanciate da Google in Francia il 22 luglio. Alla generazione automatica delle risposte si accompagna anche una funzionalità attraverso la quale l’utente può interagire in forma conversazionale con il motore di ricerca.

Il nodo dei contenuti giornalistici

Per gli editori, il punto centrale non riguarda soltanto l’innovazione tecnologica, ma il valore economico dei contenuti utilizzati per costruire le nuove esperienze di ricerca.

L’Apig sostiene che le aziende editoriali siano state poste di fronte a una soluzione già definita, prima dell’apertura di un negoziato considerato realmente trasparente e in buona fede.

Secondo l’associazione, agli editori sarebbe stata presentata una proposta di aggiornamento del contratto di licenza esistente, mentre l’alternativa tecnica potrebbe determinare una perdita di visibilità dei siti dei media.

Marc Feuillée: innovazione e remunerazione devono convivere

Una posizione sintetizzata da Marc Feuillée, Presidente dell’Apig e Direttore Generale del gruppo Le Figaro.

Gli editori, ha spiegato Feuillée, non intendono bloccare l’innovazione, ma chiedono che il valore prodotto attraverso l’impiego dei loro contenuti venga condiviso e che l’utilizzo delle produzioni giornalistiche sia adeguatamente remunerato, in linea con quanto previsto dalla normativa.

Il confronto assume così una dimensione più ampia rispetto alla singola funzionalità introdotta da Google, coinvolgendo il rapporto economico tra piattaforme digitali e industria editoriale nell’era dell’intelligenza artificiale generativa.

La sfida tra AI, traffico e sostenibilità dell’editoria

Uno degli aspetti più delicati è rappresentato dal possibile impatto delle sintesi AI sulla capacità degli editori di portare gli utenti direttamente sulle proprie pagine.

Se le informazioni vengono sintetizzate all’interno del motore di ricerca, le aziende editoriali temono infatti conseguenze sulla visibilità dei propri prodotti digitali. È proprio questo equilibrio tra innovazione dei servizi di ricerca e tutela del valore dei contenuti a rappresentare uno dei punti centrali della controversia.

Per Google, la sfida sarà quindi conciliare lo sviluppo delle nuove funzionalità basate sull’intelligenza artificiale con gli impegni esistenti nei confronti degli editori. Per l’Apig, invece, l’obiettivo è ottenere un modello nel quale l’evoluzione tecnologica non avvenga senza una negoziazione sull’utilizzo e sulla remunerazione dei contenuti giornalistici.