Fipe-Confcommercio, consumi fuori casa a 38,2 mld nell’estate 2026
- 13 Agosto 2026
- Posted by: Katherine Puce
- Categoria: Aziende, Economia, Editoriale
La ristorazione italiana si prepara al momento più intenso della stagione turistica con consumi fuori casa che nell’estate 2026 raggiungeranno complessivamente 38,2 miliardi di euro, superando i 38 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno. A delineare il quadro è il Centro Studi di Fipe-Confcommercio, che individua in agosto il mese centrale per bar, ristoranti e pubblici esercizi.
Solo nel mese di agosto, la spesa per colazioni, pranzi, aperitivi, cene e altre occasioni di consumo dovrebbe raggiungere 10,8 miliardi di euro. Importante anche il contributo del turismo internazionale, con i visitatori stranieri attesi generare consumi per circa 1,6 miliardi.
Ferragosto spinge i consumi oltre il miliardo
Il momento culminante della stagione sarà il Ferragosto. Nella sola giornata del 15 agosto, la spesa complessiva nei pubblici esercizi dovrebbe superare 1 miliardo di euro.
Circa 500 milioni di euro saranno destinati direttamente ai ristoranti, tra pranzi tradizionali e cene legate alle vacanze estive.
Il dato conferma la centralità della ristorazione nelle abitudini turistiche e di consumo durante uno dei periodi caratterizzati dalla maggiore presenza di italiani e stranieri nelle località di villeggiatura.
Ristoranti a 6,2 miliardi, bar a 2,2 miliardi
All’interno dei consumi previsti per agosto, saranno i ristoranti a intercettare la quota maggiore, con una spesa stimata in 6,2 miliardi di euro.
Seguono i bar, per i quali sono previsti consumi pari a 2,2 miliardi.
I numeri evidenziano il peso economico del settore durante la stagione estiva, quando l’aumento dei flussi turistici amplia le occasioni di consumo e sostiene l’attività degli esercizi nelle località balneari, montane, nelle città e nei borghi.
La cena vale 5,5 miliardi
Cambiano anche le abitudini di consumo durante le vacanze. La cena si conferma il principale momento della giornata, con una spesa complessiva prevista di 5,5 miliardi di euro, circa il doppio rispetto ai 2,7 miliardi attribuiti al pranzo.
La differenza riflette soprattutto i ritmi dei turisti, che durante il giorno tendono a dedicarsi a spiagge, escursioni, visite culturali e altre attività, spostando verso la sera il principale momento conviviale.
Rimangono rilevanti anche le altre occasioni: colazioni e aperitivi valgono circa 700 milioni di euro ciascuno, mentre merende e consumi del dopocena generano circa 400 milioni ciascuno.
Oltre 1,37 milioni di lavoratori nel settore
Dietro la crescita dei consumi opera una forza lavoro particolarmente ampia. Secondo i dati riportati da Fipe-Confcommercio, il settore conta oltre 1,37 milioni di dipendenti, impegnati anche nelle giornate caratterizzate dai maggiori flussi turistici.
La componente femminile rappresenta il 51% degli occupati, mentre gli under 30 raggiungono il 40%.
Si tratta di numeri che evidenziano la forte presenza di giovani e donne nella ristorazione e, più in generale, il ruolo dell’occupazione nel sostenere l’accoglienza durante la stagione estiva.
Il ruolo della ristorazione nell’economia turistica
Per Lino Enrico Stoppani, Presidente di Fipe-Confcommercio, i dati di agosto risultano confortanti nonostante il complesso scenario geopolitico.
La federazione sottolinea il ruolo della ristorazione non soltanto come generatore di valore economico, ma anche come componente sociale e culturale delle città e dei territori, compresi i borghi.
Il quadro per l’estate 2026 conferma quindi il peso del comparto nell’economia turistica italiana. Con 38,2 miliardi di consumi stagionali e un agosto da 10,8 miliardi, la capacità di gestire i picchi di domanda e mantenere un adeguato livello di servizio rappresenta una dell