Energia, il decreto FerX sugli incentivi alle rinnovabili mature entra in vigore: cosa cambia
- 7 Agosto 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Da oggi entra formalmente in vigore il decreto FerX, firmato dal ministro Gilberto Pichetto Fratin e pubblicato sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica dopo il via libera della Corte dei conti. La Commissione europea aveva già comunicato l’8 giugno scorso che non sollevava obiezioni, ritenendo la misura compatibile con il mercato interno.
Ambito di applicazione
Il decreto si propone di supportare la produzione elettrica da fonti rinnovabili con costi di generazione prossimi alla competitività di mercato, attraverso un meccanismo di sostegno pensato per migliorarne efficacia, efficienza e sostenibilità, in coerenza con gli obiettivi di decarbonizzazione al 2030.
Possono partecipare al meccanismo gli impianti fotovoltaici, eolici, idroelettrici e quelli che valorizzano i gas residuati dai processi di depurazione. Il decreto consente inoltre l’accesso ad impianti ubicati in altri Stati dell’Unione europea o in paesi terzi confinanti con accordi di libero scambio con l’Italia, a condizione che la produzione venga esportata fisicamente nel nostro Paese.
Il provvedimento stabilisce un contingente massimo di 37,15 GW di nuova capacità rinnovabile ammissibile. La validità del decreto si estende fino al 31 dicembre 2030; per gli impianti con potenza pari o inferiore a 1 MW è prevista una scadenza anticipata corrispondente a sessanta giorni dalla data in cui il sistema raggiunga la soglia di 10 GW, qualora ciò avvenga prima della fine del 2030.
Accesso diretto al supporto
Il decreto prevede la possibilità di accesso diretto al meccanismo di sostegno per gli impianti di potenza pari o inferiore a 1 MW che abbiano avviato i lavori dopo l’entrata in vigore del provvedimento. Tale accesso è condizionato al possesso di requisiti prestazionali e di tutela ambientale, e al rispetto del principio Do no significant harm (Dnsh), volto a garantire che gli investimenti non provochino danni significativi all’ambiente.
In aggiunta, gli impianti devono conformarsi alla normativa tecnica vigente in materia di qualità e sicurezza e adeguarsi alle prescrizioni che saranno dettagliate nelle successive disposizioni attuative relative alla verifica dei requisiti e all’erogazione degli aiuti.
Novità normative e operative
Rispetto alle normative precedenti, il FerX introduce alcune novità di rilievo: fissa un tetto complessivo di capacità incentivabile, disciplina l’apertura a impianti esteri purché la produzione arrivi in Italia e semplifica l’accesso diretto per i piccoli impianti. Il testo definisce inoltre criteri generali per l’assegnazione degli aiuti, con l’obiettivo di favorire progetti che migliorino l’integrazione nel sistema elettrico e riducano le emissioni.
Le modalità operative — come le gare, i livelli di sostegno, la durata degli incentivi e le procedure di selezione — saranno precisate con atti amministrativi successivi. Tra gli aspetti che richiederanno approfondimenti ci sono l’integrazione con le autorizzazioni locali, la disponibilità di capacità di rete e le modalità di monitoraggio dell’efficacia ambientale.
Implicazioni per mercato e investimenti
Per gli operatori e gli investitori il decreto rappresenta un segnale di maggiore certezza normativa e una potenziale fonte di domanda per progetti rinnovabili, soprattutto nel segmento degli impianti di piccola taglia. L’apertura a impianti esteri può favorire cooperative transfrontaliere e accordi commerciali, ma solleva anche questioni logistiche legate alla capacità di trasporto e alle procedure di contabilizzazione della produzione.
Dal punto di vista del sistema elettrico, la misura potrebbe accelerare lo sviluppo di generazione distribuita e soluzioni ibride con accumulo, contribuendo a ridurre la dipendenza da fonti fossili. Tuttavia, la concreta efficacia dipenderà dalla rapidità delle procedure autorizzative e dagli investimenti in rete necessari per accogliere la nuova capacità.
Per gli enti locali e le autorità di regolazione il decreto impone la necessità di coordinamento sulle tempistiche di connessione e sui controlli ambientali. Gli operatori dovranno monitorare con attenzione i decreti attuativi e le gare per valutare opportunità di finanziamento e tempistiche di ritorno dell’investimento.
Prossime tappe e aspetti da monitorare
Nei prossimi mesi è atteso il rilascio delle specifiche tecniche e delle procedure per l’accesso agli aiuti, oltre alla pubblicazione dei bandi e dei criteri di priorità. Sarà importante seguire l’evoluzione delle misure di integrazione di accumuli, le condizioni per progetti collettivi e le eventuali regole che incentivano il repowering di impianti esistenti.
Gli stakeholder dovranno inoltre vigilare su eventuali sviluppi normativi a livello europeo che possano influenzare la compatibilità delle modalità di sostegno con le regole del mercato unico e sugli strumenti finanziari disponibili per coprire il gap tra costi e ricavi nei primi anni di esercizio.
In sintesi
- Il decreto introduce un quadro di sostegno con un tetto di 37,15 GW che può incentivare progetti di piccola scala e favorire l’ingresso di capitali nel settore delle rinnovabili, ma la sua efficacia dipenderà dalla rapidità dei bandi e dalle procedure autorizzative.
- L’apertura a impianti esteri che esportano in Italia amplia il bacino d’offerta, creando opportunità commerciali ma richiedendo adeguamenti nelle reti di trasporto e nei meccanismi di contabilizzazione dell’energia.
- Per gli investitori è strategico monitorare i decreti attuativi relativi a durata degli incentivi, criteri di selezione e integrazione con sistemi di accumulo, poiché queste regole influiranno sul profilo di rischio e rendimento dei progetti.
- Dal punto di vista macroeconomico, un’implementazione efficace del provvedimento può accelerare la decarbonizzazione, sostenere la filiera industriale locale e contribuire a stabilizzare i costi energetici nel medio termine, a condizione di un adeguato potenziamento delle infrastrutture di rete.