Il decreto su giustizia e migranti è legge: nuovo esame di stato per avvocati e regole più severe per l’asilo
- 7 Agosto 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Il decreto giustizia-migranti è diventato legge dopo l’approvazione definitiva da parte della Camera, con 165 voti favorevoli e 80 contrari, a seguito del via libera già espresso dall’Aula di Palazzo Madama alla fine di luglio. Il testo, la cui conversione in legge era prevista entro l’11 agosto, interviene su due settori strategici: la giustizia e l’immigrazione, con misure che vanno dalla riforma dell’accesso alla professione forense al recepimento di orientamenti collegati al Patto europeo su migrazione e asilo, oltre a disposizioni sui controlli nei confronti di stranieri fermati alle frontiere o soccorsi in mare.
Riforma dell’esame di Stato per la professione forense
La parte del decreto dedicata alla professione di avvocato modifica significativamente l’accesso alla professione: l’esame di stato si svolgerà in un’unica sessione annuale e sarà articolato in tre prove complessive, ovvero due scritte e una orale, con l’obiettivo esplicito di ridurre i tempi complessivi della procedura concorsuale.
Le prove scritte verranno predisposte dal Ministero della Giustizia e si svolgeranno con l’utilizzo esclusivo dei codici annotati con la giurisprudenza (tra cui il Codice civile e il Codice penale). È espressamente vietato l’uso di testi o appunti, anche in formato digitale, così come di dispositivi elettronici o di telecomunicazione: la violazione comporterà l’immediata esclusione dall’esame, disposta dal presidente della sottocommissione previo ascolto di almeno due commissari.
Le due prove scritte consisteranno nella redazione di un parere motivato e nella redazione di un atto giudiziario, entrambi su questioni riferite a una materia scelta dal candidato tra diritto privato, diritto penale e diritto amministrativo. La riforma punta a verificare in modo più mirato capacità pratiche e competenze tecniche.
L’esame orale sarà suddiviso in tre momenti distinti: nella prima parte al candidato verrà sottoposto un caso pratico riferito a diritto privato, diritto penale o diritto amministrativo, a scelta dello stesso candidato; nella seconda parte il candidato dovrà rispondere a tre quesiti che riguarderanno, rispettivamente, il diritto processuale (civile o penale), il diritto sostanziale (civile, penale o amministrativo) e una disciplina tra diritto costituzionale, diritto commerciale, diritto del lavoro, diritto internazionale, Unione Europea o diritto tributario, con la possibilità per il candidato di scegliere l’ambito di ciascun quesito. L’ultima parte comprende una domanda su ordinamento, deontologia e previdenza forense.
Misure su immigrazione e controlli alle frontiere
Il decreto contiene anche norme volte a rafforzare i controlli sui flussi migratori e a disciplinare le procedure nei casi di persone fermate alle frontiere o soccorse in mare. Le disposizioni si inseriscono nel quadro del Patto europeo su migrazione e asilo e mirano a velocizzare le attività di identificazione, registrazione e valutazione delle richieste di protezione internazionale, nonché le decisioni relative a possibili rimpatri.
Sul piano operativo, le misure richiedono un coordinamento tra il Ministero dell’Interno, le autorità di frontiera, la Guardia Costiera e le prefetture per rendere più rapide le procedure di sbarco, accertamento e trasferimento. Il provvedimento solleva inoltre questioni di cooperazione a livello europeo, in particolare circa il ruolo della Commissione Europea e degli Stati membri nella gestione dei ricollocamenti e nelle garanzie procedurali per i richiedenti asilo.
Conseguenze per istituzioni e mercato del lavoro legale
La semplificazione dell’accesso alla professione avrà riflessi sul sistema degli Ordini forensi e sulla formazione post-universitaria: un esame più rapido può accelerare l’immissione di nuovi professionisti nel mercato legale, con possibili effetti sulla concorrenza tra studi legali e sulla struttura delle tariffe.
Dal punto di vista istituzionale, la riforma comporta un aumento della responsabilità organizzativa per il Ministero della Giustizia e per le commissioni d’esame, che dovranno garantire standard di valutazione coerenti e procedure di vigilanza efficaci, soprattutto rispetto al divieto di utilizzo di strumenti elettronici durante le prove.
Per quanto riguarda le disposizioni sull’immigrazione, l’applicazione concreta dipenderà dalla capacità delle amministrazioni coinvolte di coordinare risorse e protocolli operativi, nonché dall’interazione con le normative europee e dalle eventuali pronunce giurisdizionali che ne definiranno i confini applicativi.
In sintesi
- La riforma dell’esame di stato abbrevia i tempi di ingresso nella professione, aumentando l’offerta di avvocati: ciò potrebbe ampliare la concorrenza tra studi e incidere sulle dinamiche delle tariffe legali a medio termine.
- Le prescrizioni sul divieto di dispositivi elettronici e sull’uso limitato dei codici annotati mirano a standardizzare le prove, ma richiederanno investimenti organizzativi da parte del Ministero della Giustizia per garantire controlli efficaci e uniformità valutativa.
- Le misure sull’immigrazione puntano a veloci procedure amministrative e di frontiera; la loro efficacia dipenderà però dalla capacità di coordinamento tra enti nazionali e istituzioni europee e dalla disponibilità di risorse operative.