Attacco a Coldcard si allarga: perdite in Bitcoin raggiungono 88,6 milioni di dollari
- 2 Agosto 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Negli ultimi giorni i trasferimenti di Bitcoin di importo ridotto sono tornati ai livelli osservati all’indomani del crac di FTX, innescando preoccupazioni e nuove discussioni sulla sicurezza delle chiavi private e sull’affidabilità dei portafogli hardware.
Andamento dei trasferimenti e dati principali
Secondo i dati condivisi dal responsabile ricerca di CryptoQuant, Julio Moreno, le transazioni di Bitcoin inferiori a 1 BTC hanno raggiunto il livello giornaliero più alto dall’autunno 2022, con circa 39.600 BTC spostati in un solo giorno.
Julio Moreno ha dichiarato:
“I piccoli detentori di Bitcoin non muovevano questa quantità di BTC in un giorno dai tempi del collasso di FTX.”
L’attacco sospetto a Coldcard e l’evoluzione dell’incidente
L’evento è collegato a un sospetto attacco che prende di mira dispositivi generati da Coldcard, un produttore noto di portafogli hardware. Le analisi on‑chain indicano che l’incidente è emerso alla fine di luglio e continuava a svilupparsi mentre gli analisti monitoravano nuovi spostamenti di fondi.
La divisione di ricerca di Galaxy Digital, Galaxy Research, ha segnalato un’ulteriore ondata che ha drenato circa 207,7 BTC (pari a un valore stimato di oltre 13 milioni di dollari), portando le perdite complessive identificate a circa 1.367 BTC distribuiti su 4.585 indirizzi.
Analisti come Alex Thorn, responsabile della ricerca presso Galaxy Digital, hanno messo in guardia sul fatto che l’operazione risultava ancora in corso e hanno invitato i detentori a trasferire immediatamente fondi da indirizzi generati da Coldcard se non l’avevano già fatto, affinché fosse ridotto il rischio di ulteriori furti.
Il dibattito sulla self-custody
L’incidente ha riacceso il confronto tra sostenitori della self-custody — la pratica di conservare personalmente le chiavi private — e chi preferisce soluzioni di custodia terze. Da un lato, alcuni esperti sottolineano che la natura distribuita della self‑custody offre tempo di reazione e controllo diretto sui propri fondi; dall’altro, critici e sostenitori delle alternative centralizzate argomentano che prodotti consolidati e infrastrutture mature possono ridurre il rischio per utenti meno esperti.
Tra i commenti pubblici, il CEO di una società di sicurezza per Bitcoin, Nick Neuman, ha affermato che non si può liquidare la self‑custody come superata, osservando che complessivamente una porzione molto più ampia di BTC rimane protetta grazie alla custodia personale rispetto a quanto è stato compromesso in questo episodio.
Parallelamente, chi guarda al mondo dei prodotti finanziari tradizionali ha rilanciato il ruolo dei ETF su Bitcoin come opzione più semplice e potenzialmente più sicura per diversi profili di investitore, richiamando l’esperienza di lungo periodo del settore degli ETF nel gestire rischi operativi e regolamentari.
Implicazioni pratiche e consigli per gli investitori
Dal punto di vista operativo, l’episodio sottolinea l’importanza di procedure di sicurezza aggiornate: trasferire prontamente fondi da indirizzi potenzialmente compromessi, verificare le versioni firmware dei dispositivi hardware, usare seed generati in ambienti sicuri e monitorare le attività on‑chain. Per chi detiene valori significativi, vale la pena valutare una strategia diversificata fra self‑custody robusta e opzioni custodiate regolamentate.
Per il mercato più ampio, flussi di piccola entità come quelli osservati possono riflettere reazioni di massa che influenzano la liquidità a breve termine e, in certi scenari, generare pressione sui prezzi. Le istituzioni che gestiscono attività digitali e i servizi regolamentati potrebbero diventare più ricercati, aumentando la domanda per soluzioni che combinino sicurezza e conformità.
Prospettive regolamentari e di sistema
L’episodio potrebbe catalizzare ulteriori attenzioni da parte delle autorità sui requisiti di sicurezza per i produttori di wallet hardware e sugli standard di diligente conservazione degli asset digitali. In ambito europeo e italiano, ciò può tradursi in una maggiore consultazione su certificazioni tecniche obbligatorie e su linee guida per la protezione dei risparmiatori che investono in criptovalute.
Infine, l’evento mette in evidenza il valore delle analisi forensi on‑chain e della collaborazione tra ricercatori, aziende del settore e forze dell’ordine per tracciare i flussi e tentare di recuperare fondi o interrompere catene di riciclaggio.
In sintesi
- La recente ondata di micro‑trasferimenti riflette una risposta rapida degli utenti a un sospetto attacco contro portafogli hardware: questo comportamento può aumentare la volatilità intraday e incidere sulla liquidità di mercato.
- Per gli investitori italiani, una strategia prudente combina self‑custody rafforzata e, per chi cerca semplicità e supervisione regolamentare, strumenti custodiali o ETF che riducano il rischio operativo individuale.
- L’evento può accelerare l’introduzione di standard di sicurezza obbligatori per i produttori di wallet e spingere le autorità europee a definire linee guida più stringenti per la tutela degli investitori in asset digitali.