Il calcolo quantistico a un passo dalla svolta commerciale, dice l’amministratore delegato di IBM
- 31 Luglio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il settore tecnologico che ha alimentato la domanda di processori grafici non è lo stesso che guida le aspettative per il calcolo quantistico. Mentre l’AI ha spinto investimenti massicci verso i graphics processors per l’addestramento e l’esecuzione di large language models, il calcolo quantistico mira a risolvere categorie di problemi differenti, con applicazioni potenziali in campi scientifici e industriali ad alta complessità.
Ricercatori e sviluppatori sostengono che il calcolo quantistico potrebbe accelerare le simulazioni molecolari, ottimizzare reti logistiche complesse, spingere avanti la scienza dei materiali e rafforzare la crittografia. Queste capacità non si sovrappongono direttamente a quelle dell’AI ma possono integrarle, aprendo scenari nuovi per industria farmaceutica, energetica e manifatturiera.
Krishna ha dichiarato che IBM ha già dimostrato parte di questo potenziale, usando computer quantistici per identificare proprietà di materiali che i sistemi convenzionali non erano in grado di modellare. Tali scoperte potrebbero, nel tempo, favorire batterie con maggiore durata, nuovi materiali, progressi nella ricerca sulla fusione energetica e accelerare la scoperta di farmaci.
Investimenti e capacità produttiva
La crescente fiducia nella commercializzazione del calcolo quantistico si riflette anche nei flussi di capitale. A maggio IBM ha annunciato piani per una fonderia di chip quantistici indipendente sostenuta da un impegno di 1 miliardo di dollari del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti attraverso il programma CHIPS, cui si affianca un investimento corrispondente di 1 miliardo da parte dell’azienda stessa. Altri attori del settore stanno ampliando la capacità produttiva e le collaborazioni di ricerca per avvicinarsi all’obiettivo dei fault-tolerant quantum computers.
Questi investimenti evidenziano come la transizione verso una fase commerciale richiederà non solo progressi scientifici, ma anche solide catene di approvvigionamento, impianti specializzati e modifiche normative per sostenere produzione e proprietà intellettuale su scala internazionale.
Interesse dai settori digitali ed energetici
Il progresso dell’industria quantistica ha attratto attenzione anche dal mondo degli asset digitali. Diversi miner pubblici di bitcoin, tra cui MARA Holdings, Riot Platforms e CleanSpark, si sono diversificati verso l’AI e il calcolo ad alte prestazioni, sfruttando i loro centri dati e l’infrastruttura energetica per carichi di lavoro innovativi.
Tuttavia, i computer quantistici non possono essere inseriti semplicemente nelle strutture attuali per l’AI. Essi richiedono hardware, condizioni operative e sistemi di raffreddamento radicalmente diversi: criogenia, isolamento dalle interferenze, sistemi di correzione degli errori e componenti specialistici. Questo implica la necessità di nuovi impianti, fornitori dedicati e una catena di valore alternativa rispetto ai data center tradizionali.
Implicazioni per la filiera e per l’Italia
Per i paesi con industrie manifatturiere avanzate, compresa l’Italia, lo sviluppo del calcolo quantistico rappresenta un’opportunità per inserirsi nelle nuove catene di fornitura: dalla componentistica criogenica ai materiali semiconduttori particolari, fino ai servizi professionali per ricerca e manutenzione. La partecipazione richiede però investimenti in ricerca applicata, formazione di competenze specialistiche e politica industriale coerente.
Dal punto di vista degli investitori, il settore presenta prospettive a lungo termine ma con elevata incertezza sui tempi di maturazione commerciale. Le sovvenzioni pubbliche e i programmi come CHIPS attenuano il rischio tecnologico ma non ne eliminano la complessità: la strada verso computer quantistici pienamente affidabili resta ancora ricca di sfide tecniche e normative.
In sintesi
- Il progresso del calcolo quantistico crea opportunità industriali complementari all’AI, richiedendo però infrastrutture e catene di fornitura diverse rispetto ai data center tradizionali.
- Gli stanziamenti pubblici e gli investimenti privati, come quelli legati al programma CHIPS, riducono il rischio d’ingresso ma fanno emergere la necessità di politiche industriali nazionali per capitalizzare il valore aggiunto.
- Per gli investitori italiani è cruciale adottare una prospettiva a lungo termine: opportunità nella componentistica, nei servizi specialistici e nella ricerca applicata possono generare ritorni significativi a patto di sostenere sviluppo tecnologico e formazione professionale.