Credit Agricole avverte: mai coinvolti in Mps-Bpm, nulla si può fare senza di noi
- 31 Luglio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Credit Agricole ha smorzato le speculazioni su una possibile fusione tra Banco Bpm e Banca Monte Paschi Siena, ma ha chiarito che, data la dimensione della propria partecipazione, ogni iniziativa non potrà essere portata avanti senza il suo coinvolgimento.
Olivier Gavalda ha dichiarato:
“Non abbiamo ricevuto alcun progetto, né alcuna informazione su una potenziale fusione tra Mps e Bpm.”
“Di conseguenza, non siamo in grado di dire se questo progetto potrebbe creare valore per gli azionisti.”
Jerome Grivet ha aggiunto:
“Non siamo a conoscenza di alcun progresso concreto in merito a questa proposta di discussione.”
La Banque Verte ha inoltre chiarito il proprio ruolo di azionista di riferimento:
“Con il 29,3% del capitale di Banco Bpm, siamo indispensabili. Questo significa che nulla può essere fatto contro di noi o senza di noi. Ma ovviamente non siamo gli unici a prendere le decisioni.”
«Non abbiamo ancora chiesto ok a Bce per controllo Bpm»
Clotilde L’Angevin, deputy general manager di Credit Agricole, ha spiegato:
“Ad oggi, non abbiamo ancora chiesto alla Bce l’autorizzazione ad assumere il controllo” di Banco Bpm.
Nel corso dell’intervista la manager ha definito l’assetto azionario della banca italiana come «solido e stabile», sottolineando che la presenza francese la pone come «un attore chiave» nel contesto italiano. L’Italia è stata indicata come «un mercato strategico» dove Credit Agricole intende proseguire la crescita, sia per vie organiche che tramite il rafforzamento delle partnership esistenti.
L’azienda ha inoltre ricordato la sua relazione di lungo periodo con Banco Bpm, spiegando che l’aumento della partecipazione al 29,3% riflette l’intenzione di consolidare un ruolo di rilievo nel sistema bancario nazionale, pur senza aver ricevuto proposte concrete relative a scenari di aggregazione con altri istituti.
Utile del gruppo a 2,78 miliardi nel secondo trimestre
Credit Agricole ha approvato i conti del secondo trimestre: l’utile netto di pertinenza del gruppo è risultato pari a 2,778 miliardi di euro, in aumento del 7,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
I ricavi complessivi hanno raggiunto 10,880 miliardi, con una crescita del 12,9% guidata dal miglioramento del margine di interesse delle banche regionali, che è cresciuto di circa il 38%. Le spese operative si sono attestate a 6,143 miliardi (+4,6%), mentre il margine operativo lordo è salito a 4,737 miliardi (+25,8%), con un rapporto cost/income migliorato al 56,5% (-4,5 punti). Il costo del rischio è stato pari a 862 milioni (+2,7%).
Nel semestre il risultato netto di pertinenza del gruppo è salito a 4,875 miliardi (+6,8%), e registra un incremento del 14,5% se si esclude l’effetto della plusvalenza legata ad Amundi. Questi numeri mostrano una resilienza operativa che offre margini di manovra nelle scelte strategiche e nelle posizioni azionarie significative.
Per il mercato italiano, la posizione di forza patrimoniale e reddituale di Credit Agricole rende più probabile un ruolo attivo dell’istituto nelle dinamiche di consolidamento del settore, in particolare laddove siano coinvolte partecipazioni di rilievo. Tuttavia, ogni mossa sostanziale richiederà l’attenzione delle autorità di vigilanza e un’analisi dettagliata della creazione di valore per gli azionisti delle banche interessate.
Considerazioni regolamentari e di mercato
La possibile acquisizione del controllo o un’aggregazione tra istituti italiani comporterebbe passaggi formali con la Bce e richiederebbe valutazioni su capitalizzazione, integrazione dei sistemi e potenziali economie di scala. Le autorità europee e nazionali guardano con attenzione a processi che possano alterare la concentrazione del mercato e la stabilità finanziaria.
Dal punto di vista degli investitori, la presenza di un azionista di riferimento con quasi il 30% del capitale rappresenta sia un elemento di stabilità sia una fonte di incertezza sulle mosse future: la capacità di influenzare decisioni strategiche è evidente, ma qualsiasi operazione dovrà passare filtri regolamentari e giustificare il valore per gli azionisti di entrambe le parti coinvolte.
In sintesi
- La posizione azionaria di Credit Agricole in Banco Bpm conferisce influenza strategica significativa, ma incrementa anche l’attenzione regolamentare su eventuali operazioni di consolidamento.
- I risultati trimestrali solidi del gruppo migliorano la capacità finanziaria per investimenti futuri, riducendo il rischio di necessità di ricapitalizzazioni nell’immediato.
- Per gli investitori italiani, la presenza di un azionista di peso può tradursi in maggiore stabilità dei corsi azionari, ma richiede vigilanza sulle condizioni che potrebbero portare a operazioni straordinarie.