I gruppi crypto del Regno Unito criticano i limiti proposti dalla Bank of England per gli stablecoin
- 15 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il Financial Times ha riportato lunedì che diversi gruppi attivi nel settore delle criptovalute stanno sollecitando la Banca d’Inghilterra (BoE) a rivedere e cancellare le proposte che limitano la quantità di stablecoin che possono essere detenute da individui e imprese.
Secondo queste associazioni, le nuove regole rischierebbero di imporre un controllo più rigoroso nel Regno Unito rispetto a quanto avviene negli Stati Uniti o nell’Unione Europea (UE).
Il piano della Banca d’Inghilterra, come riportato dal Financial Times, prevede di fissare limiti variabili da 10.000 a 20.000 sterline (equivalenti a circa 13.600-27.200 dollari) per gli utenti individuali e intorno ai 10 milioni di sterline (circa 13,6 milioni di dollari) per le aziende, applicati a tutte le stablecoin sistemiche. Questi token sono definiti come quelli già ampiamente utilizzati per i pagamenti nel mercato britannico o che si prevede lo saranno in futuro.
La Banca centrale sostiene che queste restrizioni sono necessarie per evitare deflussi di depositi dalle banche che potrebbero compromettere la capacità di erogazione del credito e la stabilità finanziaria.
Il Financial Times ha citato Sasha Mills, direttrice esecutiva per l’infrastruttura dei mercati finanziari della BoE, la quale ha affermato che i limiti sono pensati per ridurre i rischi derivanti da prelievi improvvisi di depositi e dalla rapida espansione di nuovi sistemi di pagamento di natura sistemica.
Tuttavia, dirigenti del settore hanno definito il piano poco praticabile. Tom Duff Gordon, vicepresidente per le politiche internazionali di Coinbase, ha dichiarato:
“Imporre limiti alle stablecoin è svantaggioso per i risparmiatori britannici, per la City di Londra e per la sterlina,”
aggiungendo che nessun altro mercato di rilievo ha adottato simili restrizioni.
Simon Jennings, rappresentante del consiglio delle imprese di cryptoasset nel Regno Unito, ha spiegato che l’applicazione di questi limiti sarebbe quasi impossibile senza l’introduzione di nuovi sistemi di identificazione digitale.
Riccardo Tordera-Ricchi de The Payments Association ha sottolineato come tali limiti siano privi di senso, considerando che non esistono restrizioni analoghe per il contante o per i conti bancari.
Confronto con le normative internazionali
Contrariamente al Regno Unito, gli Stati Uniti hanno adottato a luglio il GENIUS Act, una legge federale che definisce un quadro regolatorio per le stablecoin di pagamento. La normativa stabilisce requisiti per la concessione delle licenze, le riserve e il riscatto da parte degli emittenti, ma non prevede limiti massimi per il possesso individuale.
Similmente, l’Unione Europea ha attuato il regolamento Markets in Crypto-Assets (MiCA), completamente operativo in tutti i Paesi membri. Le disposizioni specifiche per le stablecoin, riferite ai token ancorati ad asset e alle monete elettroniche, sono entrate in vigore il 30 giugno 2024, mentre le norme più ampie per i crypto-asset e i fornitori di servizi seguiranno il 30 dicembre 2024.
A differenza del progetto britannico, MiCA non impone limiti sulle quantità detenute; invece, si focalizza su requisiti riguardanti riserve finanziarie, governance e supervisione da parte delle autorità nazionali.