Castelbuono scommette sui nomadi digitali per rilanciare il borgo
- 28 Luglio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
La proposta si inserisce nel più ampio contesto della crisi demografica della Sicilia, dove il calo dei giovani rappresenta una sfida strutturale per l’economia locale. Secondo i dati del Istat, tra il 2019 e il 2026 l’Isola ha registrato una perdita di 96.328 residenti nella fascia 18-35 anni, corrispondente a una riduzione del 9,6% della popolazione giovanile; a questo fenomeno si somma l’emorragia di competenze verso il Centro-Nord.
L’iniziativa nasce su impulso di Empeeria, è promossa da Sosvima e gode del sostegno di una rete istituzionale che coinvolge il ministero delle Imprese e del Made in Italy, Enit, i Comuni di Castelbuono e Collesano e la rete dei Borghi più belli d’Italia in Sicilia. L’obiettivo dichiarato è superare l’approccio turistico occasionale per puntare a un’integrazione più stabile tra nuovi residenti e comunità locali.
Co-living e rischio gentrificazione
Tra le criticità affrontate dal progetto vi è il rischio di gentrificazione: l’arrivo di professionisti con redditi più alti può alimentare aumenti di affitti e dei costi di vita, rendendo i piccoli centri meno accessibili per chi già vi risiede. Per mitigare questa dinamica viene proposta la formula del co-living consapevole, che prevede la gestione coordinata degli spazi abitativi e lavorativi per mantenere tariffe contenute e distribuire i benefici in modo equilibrato.
La conduzione di questa offerta abitativa e di servizi sarà affidata a un Local Host, figura che dovrà armonizzare camere, spazi di coworking e servizi complementari, con procedure volte a evitare speculazioni immobiliari e a tutelare l’accessibilità per i residenti storici.
Tony Cirnigliaro ha dichiarato:
“L’accoglienza dei nomadi digitali non deve tradursi in gentrificazione, ma in un’opportunità Win-Win-Win in cui l’innovazione genera valore permanente per i residenti, le imprese locali e chi sceglie di vivere il territorio.”
Al cuore del modello c’è un patto di reciprocità: chi viene ospitato non sarà solo un fruitore di servizi, ma sarà chiamato a mettere a disposizione competenze e attività formative rivolte ai giovani, agli artigiani e alle imprese del territorio nei settori del marketing, della digitalizzazione e dell’innovazione. L’intento è trasformare i soggiorni in opportunità di collaborazione e sviluppo durevole, evitando che il valore si esaurisca nei consumi temporanei.
Per rafforzare l’impatto positivo è prevista la creazione di strumenti di governance locale che coinvolgano amministrazioni comunali, associazioni di categoria e organizzazioni civiche: controlli sulle locazioni, accordi con attività commerciali e programmi formativi congiunti possono contribuire a radicare competenze e flussi economici nel territorio.
Dal punto di vista infrastrutturale, la riuscita dell’iniziativa dipenderà anche dall’investimento in servizi di connettività, trasporti e spazi di lavoro adeguati. A livello politico e amministrativo, l’integrazione con i piani di sviluppo regionale e l’accesso a fondi europei o nazionali potrebbero amplificare scala e sostenibilità del progetto.
In sintesi
- L’iniziativa può contribuire a contrastare lo spopolamento creando micro‑cluster economici: investitori e operatori locali dovranno valutare la sostenibilità a medio termine e la capacità di trattenere competenze nel territorio.
- Per chi considera investimenti immobiliari nei borghi siciliani, il modello di co-living consapevole segnala opportunità, ma richiede regole chiare per evitare rialzi incontrollati dei canoni e garantire ritorni sociali oltre che finanziari.
- Il successo dipenderà dalla sinergia tra attori pubblici e privati: programmi di formazione, infrastrutture digitali e accesso a finanziamenti pubblici saranno elementi decisivi per trasformare l’afflusso di nuovi residenti in crescita economica locale sostenibile.