Imprese in crescita, saldo positivo: 33mila unità in più nel secondo trimestre
- 24 Luglio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Tra aprile e giugno in Italia sono nate 83.169 nuove imprese mentre 50.460 attività hanno cessato l’attività, con un saldo positivo di 32.709 unità che porta il totale delle imprese registrate presso le Camere di commercio a oltre 5,8 milioni.
I dati provengono da Movimprese, elaborato da Unioncamere e InfoCamere, e indicano per il secondo trimestre del 2026 una crescita complessiva dello 0,56%, lo stesso tasso registrato nello stesso periodo dell’anno precedente. Rispetto al 2025 sono aumentate sia le nuove iscrizioni — da 80.205 a 83.169 — sia le cessazioni, salite da 47.405 a 50.460, determinando un saldo sostanzialmente stabile.
Servizi e costruzioni spingono la crescita
Dietro il dato aggregato emerge un sistema produttivo a due velocità: la dinamica positiva è concentrata soprattutto nel comparto dei servizi e in quello delle costruzioni, mentre settori come l’agricoltura e la manifattura procedono a ritmi decisamente più contenuti.
In termini percentuali, il segmento più vivace è risultato essere quello delle attività finanziarie e assicurative, che ha registrato una crescita dell’1,91% con 2.868 imprese in più. A seguire si collocano le attività professionali, scientifiche e tecniche, in aumento di 4.059 unità (+1,59%), e i servizi amministrativi e di supporto, cresciuti di 2.577 imprese.
La rilevazione di Movimprese si basa sulla banca dati delle imprese iscritte alle Camere di commercio, uno strumento fondamentale per monitorare la vitalità imprenditoriale del paese. Il lieve incremento netto conferma una resilienza diffusa, ma mette anche in evidenza una maggiore volatilità: l’aumento simultaneo delle iscrizioni e delle cessazioni segnala un mercato caratterizzato da elevata competizione e forte ricambio di operatori.
Dal punto di vista economico e finanziario, la prevalenza di crescita nei servizi e nelle costruzioni offre segnali di opportunità per investimenti nel settore dei servizi digitali, nelle soluzioni per l’efficienza energetica e nelle filiere delle costruzioni. La risalita delle attività finanziarie e assicurative suggerisce inoltre uno spazio crescente per fintech e insurtech, mentre l’aumento delle cessazioni invita prudenza: gli operatori dovranno prestare attenzione alla sostenibilità dei piani di crescita e all’accesso al credito.
Infine, la distribuzione territoriale delle nascite e delle chiusure resta un elemento decisivo: la dinamica può variare significativamente tra regioni e province, influenzando occupazione locale, domanda di servizi e priorità delle politiche di sostegno alle imprese. Monitorare questi andamenti aiuta le istituzioni a calibrare misure di incentivo e supporto che favoriscano la crescita sostenibile delle piccole e medie imprese.
In sintesi
- La tenuta del saldo positivo riflette la resilienza imprenditoriale italiana, ma l’aumento simultaneo di aperture e chiusure indica maggiore selezione competitiva nei mercati, con possibili opportunità per investitori orientati alla consolidazione.
- La crescita concentrata in servizi, costruzioni e attività finanziarie e assicurative segnala settori con potenziale di rendimento, rendendo interessanti investimenti in tecnologie per i servizi e nella filiera edile orientata all’efficienza energetica.
- L’incremento delle cessazioni pone l’accento sul rischio operativo per le PMI: per gli investitori istituzionali diventa cruciale valutare la qualità del management e la capacità di accesso al credito prima di allocare capitali.
- La variabilità territoriale richiede politiche mirate delle Camere di commercio e delle autorità locali per sostenere la crescita nei territori più vulnerabili e sfruttare al meglio le opportunità delle aree più dinamiche.