Dogecoin non ha più bisogno di Elon Musk i 3 fattori che spingono il rally del prezzo di DOGE
- 14 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Il tanto atteso rally di Dogecoin si sta verificando, in modo interessante senza alcun impulso diretto da parte del “padre di DOGE” stesso, Elon Musk. Questa volta, il rialzo non è il classico evento “vendi le notizie”, ma è alimentato da una combinazione di fattori, tra cui il tanto discusso ETF (exchange-traded fund) DOJE, la cui lancio era previsto per la scorsa settimana ma ora si stima avverrà la prossima. A ciò si aggiungono un accumulo nelle riserve e un aumento della leva speculativa, benché gli analisti segnalino l’avvicinarsi di un’importante resistenza di prezzo.
Dogecoin ha oscillato tra $0,27 e $0,30 nelle ultime 24 ore, raggiungendo un picco intraday di $0,3070, guadagnando terreno sia sul breve sia sul medio termine, ma mostrando volatilità sui timeframe più ristretti. I prezzi sono saliti fino alla fascia bassa dei $0,30 per poi ridiscendere verso valori tra $0,26 e $0,27, con l’ultimo livello registrato intorno a $0,2749.
Molti trader stanno utilizzando la leva finanziaria, ovvero prendono a prestito capitale per effettuare scommesse maggiori su DOGE. Su piattaforme come Binance e OKX, per ogni operatore che punta al ribasso, circa due o tre scommettono su un rialzo. Tra i trader più influenti, questa proporzione è ancora più sbilanciata, con quattro o cinque posizioni rialziste per ogni posizione ribassista, secondo i dati forniti da CoinGlass, una piattaforma di analisi on-chain.
Tuttavia, la leva può giocare a doppio taglio. Se il prezzo non si muove nella direzione auspicata, le piattaforme chiudono automaticamente le posizioni mediante una procedura chiamata liquidazione. Nelle ultime 24 ore, sono stati cancellati circa 29,6 milioni di dollari di posizioni su Dogecoin, di cui quasi 25 milioni da trader che avevano puntato troppo pesantemente su un ulteriore rialzo. In sintesi, l’orientamento dei trader è positivo su DOGE, ma chi opera con fondi presi in prestito rischia perdite rapide in caso di cedimenti del prezzo.
Eric Balchunas di Bloomberg ha riferito che la quotazione del fondo Rex-Osprey DOGE ETF (DOJE) è stata nuovamente posticipata, probabilmente al centro della prossima settimana, dopo che si prevedeva un lancio congiunto ad altri fondi crypto il 12 settembre.
Balchunas prevede che tra ottobre e novembre verranno lanciati quattro o cinque ETF dedicati a DOGE, ma precisa che il prodotto iniziale non sarà “veramente spot”. In realtà sarà un fondo regolato dal “40 Act” statunitense, che utilizza una sussidiaria nelle Isole Cayman e strumenti derivati, senza possedere direttamente DOGE.
L’accumulo istituzionale e l’espansione delle riserve crypto
Le aziende stanno iniziando a incrementare le proprie riserve di criptovalute, ispirandosi al modello di Michael Saylor e della sua società MicroStrategy, che detiene ad oggi 638.460 Bitcoin del valore di circa 73,6 miliardi di dollari. Attualmente, oltre 150 aziende vantano posizioni in Bitcoin.
Il trend si sta espandendo anche verso altre criptovalute come Ethereum, Solana e persino Worldcoin. Bitmine Immersion Tech di Tom Lee possiede 2,07 milioni di ETH, equivalenti a 9,51 miliardi di dollari. Diverse aziende quotate stanno integrando anche Solana nelle proprie tesorerie: società statunitensi come DeFi Development Corp., Upexi e Sharps Technology detengono ciascuna circa 2 milioni di SOL, per un valore complessivo vicino a 1,5 miliardi di dollari, secondo dati forniti da CoinGecko.
Worldcoin, guidata da Sam Altman, ha ottenuto attenzione recentemente con Eightco Holdings, che ha annunciato un collocamento privato da 270 milioni di dollari per finanziare la sua prima strategia di tesoreria in WLD.
Dogecoin sta finalmente entrando in questo scenario. CleanCore Solutions (ZONE) ha comunicato di avere acquisito 500 milioni di DOGE, in vista di un obiettivo di 1 miliardo, pari a circa lo 0,33% dell’offerta circolante, tramite canali come Bitstamp e Robinhood, con l’intento di diventare uno dei principali custodi di riserve in DOGE. Un’altra società quotata, Bit Origin (BTOG), ha dichiarato di detenere 70,5 milioni di DOGE.
Le analisi tecniche e le opinioni dei trader
L’analista crypto CrediBULLCrypto ha osservato sulla piattaforma X che DOGE si trova “sulla fornitura mensile”, testando una precedente area di rottura invece di manifestare un vero e proprio breakout. Ha messo in guardia che questa zona rappresenta una probabilità elevata di rifiuto se il mercato più ampio non ha ancora raggiunto un minimo definito, suggerendo così maggiore pazienza rispetto alla corsa all’acquisto.
Un altro trader, Arman_Trading, ha riportato su X la recente crescita di DOGE fino a $0,3070, segnando un rialzo del 50% rispetto ai minimi precedenti, con obiettivi indicativi posti a $0,32, $0,41 e persino $0,70 in caso di mantenimento dello slancio.
Si delineano così due scenari possibili:
Scenario rialzista: la diffusione tra investitori istituzionali si amplia, la domanda da parte delle tesorerie riduce la disponibilità sul mercato, e sentimento positivo e presenza di leva spingono verso l’alto se il livello di $0,30–$0,32 si trasforma in supporto.
Scenario ribassista: ritardi nell’implementazione dell’ETF, la natura non “spot” del fondo e la resistenza sul livello di fornitura mensile suggeriscono rischi di discesa; posizioni long affollate e aumento delle liquidazioni potrebbero velocizzare il crollo dei prezzi.
Questa settimana, la vicenda di Dogecoin non si basa su tweet di Elon Musk o fanfaronate da celebrità, ma dipende da un interesse istituzionale che potrebbe ridefinire il ruolo della prima memecoin nel panorama più ampio delle criptovalute.
Avvertenza: questo articolo ha scopo puramente informativo e non rappresenta consulenza finanziaria. Il trading di criptovalute comporta rischi elevati e volatilità marcata. Si raccomanda di condurre analisi personali e, se necessario, di consultare esperti finanziari autorizzati prima di investire.