Chiesi segna un record nella ricerca: 885 milioni investiti in un anno, un quarto dei ricavi

In un solo anno Chiesi ha destinato alla ricerca 885 milioni di euro, pari a quasi un quarto del fatturato: un dato che, secondo il Rapporto di sostenibilità 2025, definisce la traiettoria del gruppo biofarmaceutico parmense, che combina crescita, innovazione e sostenibilità con Parma sempre più centrata nel modello industriale.

Espressi in percentuale, gli investimenti in ricerca e sviluppo hanno rappresentato l’anno scorso il 24,7% dei ricavi, il livello più alto nella storia dell’azienda. Questo posiziona Chiesi al primo posto tra le imprese farmaceutiche italiane e all’undicesimo in Europa per investimenti assoluti in R&S. Il portafoglio brevettuale è salito a 6.324 brevetti e le 36 domande depositate presso il Ufficio europeo dei brevetti collocano la società al quinto posto tra le imprese italiane per numero di richieste presentate.

Il baricentro della ricerca resta a Parma, dove si trova il Paolo Chiesi R&D campus, il principale dei sette centri di ricerca del gruppo a livello mondiale. Qui operano 644 ricercatori, pari al 26% del totale, mentre oltre il 70% delle nuove assunzioni nel periodo 2021-2025 nel comparto ha riguardato donne, segnalando un’attenzione alla diversità di genere nelle assunzioni scientifiche.

Il Biotech center of excellence, sempre a Parma, ha concluso il primo anno di piena attività: il polo, focalizzato sullo sviluppo di terapie biologiche innovative, prevede investimenti complessivi per circa 400 milioni di euro entro il 2030.

Maria Paola Chiesi ha affermato:

“In uno scenario macroeconomico in continua e rapida evoluzione, noi di Chiesi scegliamo di generare non solo performance economica, ma anche valore sostenibile per la società e per i sistemi di salute.”

Maria Paola Chiesi ha aggiunto:

“Questa scelta nasce dall’identità del gruppo e si traduce nell’integrazione tra innovazione scientifica, visione di lungo periodo e responsabilità sociale.”

La crescita si riflette anche sull’occupazione: Chiesi conta circa 7.900 collaboratori nel mondo, di cui oltre il 30% in Italia. Nel 2025 sono state create 392 nuove posizioni, con un aumento della forza lavoro del 5%. Nelle sedi parmigiane il personale è salito a 2.431 unità, il 9% in più rispetto al 2024 e il 44% in più rispetto al 2020; nel solo 2025 sono entrate 199 persone e, dal 2022, il divario retributivo di genere è stato completamente azzerato.

Investimenti e strategia brevettuale

L’elevata intensità di spesa in R&S posiziona Chiesi come un attore particolarmente aggressivo nella creazione di pipeline terapeutiche: un approccio che mira a consolidare vantaggi competitivi tramite protezione intellettuale e differenziazione dei prodotti. L’aumento del portafoglio brevetti rafforza la capacità dell’azienda di negoziare licenze, collaborazioni e potenziali alleanze strategiche con partner internazionali.

Centri di ricerca e capitale umano

Il rafforzamento del Paolo Chiesi R&D campus e l’avvio a regime del Biotech center of excellence implicano investimenti rilevanti in competenze specialistiche. La crescita degli organici a Parma contribuisce a consolidare un cluster locale ad alta intensità tecnologica che può attrarre fornitori, start-up biotech e collaborazioni con istituzioni accademiche, valorizzando l’ecosistema regionale.

Implicazioni economiche e di mercato

Per il mercato italiano, l’espansione di un gruppo nazionale con una forte impronta internazionale rappresenta un segnale positivo per l’attrattività del settore farmaceutico e per gli investimenti in ricerca. L’alto peso degli investimenti in R&S comporta però anche la necessità di sostenere flussi di cassa stabili nel medio-lungo termine per finanziare pipeline e infrastrutture, aspetto che gli investitori monitorano attentamente insieme ai risultati clinici e all’andamento delle registrazioni regolatorie.

In sintesi

  • L’intensa spesa in R&S indica una strategia orientata al valore futuro: per gli investitori ciò si traduce in potenziali ritorni legati a nuovi farmaci, ma anche in una maggiore esposizione a rischi di sviluppo clinico e regolatorio.
  • Il solido portafoglio brevettuale riduce il rischio competitivo e aumenta il potere negoziale in operazioni di licensing o partnership industriali, elementi rilevanti per la valutazione di lungo periodo del titolo.
  • L’ampliamento degli organici e il consolidamento del polo produttivo a Parma rafforzano l’impatto economico regionale e possono stimolare la nascita di fornitori specialistici, migliorando la resilienza della filiera locale.
  • Il raggiungimento della parità salariale di genere e la forte presenza femminile nelle nuove assunzioni sono fattori sempre più considerati dagli investitori attenti ai criteri ESG e possono influenzare positivamente l’attrattività della società sul mercato dei capitali.


Author: Tony
Redazione Finanza Flash. Notizie di finanza, mercati, borsa e macroeconomia in tempo reale. Aggiornamenti su investimenti, banche, BCE ed economia italiana.