Movement Labs deposita istanza per il capitolo 11 mesi dopo lo scandalo dei token

Un’indagine di aprile 2025 ha rivelato che Movement stava esaminando se fosse stato indotto a firmare un accordo di market making che avrebbe conferito a un singolo contraente un’inusuale influenza sull’offerta circolante del token MOVE. Documenti interni visionati all’epoca mostrano che l’intesa consentì la vendita di 66 milioni di token MOVE sul mercato il giorno successivo al debutto, contribuendo a un brusco calo del prezzo.

La controversia si è focalizzata su Rentech, un intermediario poco noto comparso in contratti collegati al market maker cinese Web3Port. Secondo i documenti consultati, i dirigenti di Movement si sono poi chiesti se la fondazione fosse stata indotta a credere che Rentech fosse affiliata a Web3Port, cosa che apparentemente non corrispondeva al vero. Rentech ha negato qualsiasi illecito o rappresentazione ingannevole.

Le conseguenze si sono estese oltre i confini dell’ecosistema del token: il principale exchange coinvolto ha deciso di sospendere l’account di market making legato al lancio, mentre Movement ha avviato un programma di riacquisto dei token e ha incaricato una società esterna, Groom Lake, di riesaminare le circostanze dell’accordo.

Nel maggio 2025 c’è stata anche una separazione tra Movement Labs e il cofondatore Rushi Manche, un evento che ha accentuato i dubbi sulla governance interna e sulla capacità del progetto di gestire crisi reputazionali e operative.

Più di recente, il gruppo ha cercato di riposizionarsi. A giugno, Move Industries, entità giuridica distinta da MVMT Labs — la società che ha avviato le procedure fallimentari — ha annunciato l’intenzione di abbandonare la competizione diretta con le reti di scaling di Ethereum per concentrarsi su pagamenti transfrontalieri, rimesse e liquidazione tramite stablecoin.

La nuova strategia prevede l’accesso a infrastrutture di pagamento autorizzate negli Stati Uniti, in Canada e nell’Unione Europea, con l’obiettivo di sviluppare servizi rivolti ai mercati emergenti. Questo cambio di rotta implica l’instaurazione di partnership regolamentate, l’adeguamento ai requisiti di KYC e AML e investimenti significativi in conformità normativa.

Dal punto di vista finanziario, accordi di market making che permettono vendite massicce immediatamente dopo il lancio possono erodere rapidamente la fiducia degli investitori e compromettere la percezione di equità nella distribuzione del token. Le sospensioni operative sui principali exchange riducono la liquidità e aumentano la volatilità, mentre i riacquisti di token, sebbene utili a stabilizzare il prezzo nel breve periodo, consumano risorse della tesoreria e non risolvono eventuali problemi di fondo legati a governance e trasparenza.

Per gli investitori e per gli operatori italiani interessati al settore delle criptovalute e dei servizi di pagamento digitali, la vicenda rappresenta un promemoria della necessità di verificare la solidità contrattuale dei progetti, la chiarezza dei ruoli dei market maker e la presenza di controparti regolamentate quando si mira a offrire servizi finanziari cross-border.

In sintesi

  • L’indagine evidenzia come accordi di market making poco trasparenti possano avere impatti immediati sul prezzo e sulla fiducia, accentuando il rischio per chi detiene token alla fase di lancio.
  • La pivot verso pagamenti transfrontalieri richiederà a Move Industries investimenti in compliance e partnership regolamentate, un fattore cruciale per competere nei mercati EU e nordamericani.
  • Per gli investitori italiani, la situazione sottolinea l’importanza di privilegiare progetti con governance solide e controparti regolamentate per ridurre il rischio operativo e legale nelle soluzioni di pagamento basate su stablecoin.


Author: Tony
Redazione Finanza Flash. Notizie di finanza, mercati, borsa e macroeconomia in tempo reale. Aggiornamenti su investimenti, banche, BCE ed economia italiana.