Svolta in Tisg: perché lascio l’azienda dopo accuse di dati falsificati dai top manager
- 21 Luglio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Giovanni Costantino, fondatore e patron di Tisg – The italian sea group, si è dimesso dal consiglio di amministrazione dopo mesi di difficoltà finanziarie legate a consistenti extra budget sulle commesse in corso. Secondo quanto riferito dallo stesso imprenditore, le verifiche indipendenti svolte da Kpmg hanno evidenziato l’esistenza di una sorta di “azienda parallela” e di dati economici manipolati.
Giovanni Costantino ha dichiarato:
“Dopo 17 anni, ho ritenuto necessario dimettermi, insieme a mio figlio Gianmaria. La scoperta di una frode di ampia portata ci ha imposto decisioni straordinarie: abbiamo attivato la composizione negoziata della crisi e richiesto una due diligence forensic, tuttora in corso. Ho ritenuto che una discontinuità al vertice fosse la soluzione migliore per permettere all’azienda che ho fondato di completare il percorso di risanamento e tutelare la continuità aziendale, i creditori e gli altri stakeholder.”
Contesto e dinamica delle dimissioni
Le dimissioni sono arrivate in un momento critico: Tisg è una società quotata in Borsa con un indebitamento che si aggira intorno ai 400 milioni di euro. A febbraio la direzione ha comunicato l’esistenza di extra budget su alcune commesse, circostanza che ha determinato l’avvio di verifiche interne e l’affidamento a Kpmg di una due diligence approfondita con finalità forensi.
Secondo la ricostruzione fornita dal fondatore, dai dati comunicati a novembre risultavano 60 milioni in cassa e, sulla base dei documenti allora disponibili, a gennaio la disponibilità avrebbe dovuto salire a circa 90 milioni. Tuttavia, le verifiche bancarie effettuate a febbraio hanno mostrato una situazione ben più critica: la cassa effettiva era poco più di 2 milioni, mettendo a rischio la capacità di pagare gli stipendi e le obbligazioni correnti.
La scoperta delle discrepanze finanziarie
Davanti a queste evidenze, il consiglio ha sospeso cautelativamente alcune figure apicali e si sono dimessi il presidente, Filippo Menchelli, e il vicepresidente, Marco Carniani. Le prime indagini hanno suggerito la presenza di conti rettificati e di operazioni effettuate aggirando i controlli interni, con la conseguente emersione di imponenti extra budget non contabilizzati correttamente.
Giovanni Costantino ha spiegato:
“Siamo stati costretti a sospendere alcuni dirigenti e a richiedere verifiche forensi perché sono emerse discrepanze tali da compromettere la fiducia nei documenti contabili. Sarà la magistratura a stabilire eventuali responsabilità penali o civili, ma le prime verifiche indicano precise responsabilità gestionali.”
Indagini e conseguenze legali e gestionali
L’incarico a Kpmg ha natura forense e mira a ricostruire la catena delle responsabilità e la portata della manipolazione dei dati. Le risultanze di questa attività saranno determinanti per le eventuali azioni giudiziarie, per le pratiche di responsabilità amministrativa e per le decisioni dei creditori e degli istituti finanziari coinvolti.
Dal punto di vista della governance, la vicenda mette in luce criticità nei controlli interni e nella supervisione del management. L’adozione di procedure più rigorose, l’implementazione di sistemi di controllo indipendenti e una maggiore trasparenza verso il mercato saranno probabilmente condizioni necessarie per ristabilire fiducia tra investitori e fornitori.
Prossimi passi per la società
Il consiglio rimarrà in prorogatio fino al 10 settembre, data dopo la quale l’assemblea sceglierà la nuova composizione. Nel frattempo la direzione ha avviato la composizione negoziata della crisi con l’obiettivo di tutelare la continuità aziendale e massimizzare la soddisfazione dei creditori.
Le opzioni sul tavolo comprendono la definizione di piani di ristrutturazione del debito, la possibile dismissione di asset non strategici, e l’introduzione di controlli finanziari più stringenti. I risultati della due diligence forensic saranno decisivi per calibrare le trattative con banche e fornitori e per decidere eventuali azioni legali contro i responsabili.
Giovanni Costantino ha aggiunto:
“Scoprire di essere stati raggirati da collaboratori fidati è una ferita profonda. Ora l’obiettivo principale è stabilizzare la società, completare le indagini e garantire il miglior esito possibile per clienti, fornitori e creditori.”
Impatto sul mercato e sul settore
La vicenda interessa non soltanto gli azionisti di Tisg ma anche il comparto della cantieristica e dei servizi marittimi, dove la fiducia contrattuale e la puntualità dei pagamenti sono fondamentali. Una gestione opaca dei contratti può generare ripercussioni sui fornitori, aumentare il costo del credito per imprese simili e indurre investitori istituzionali a rivedere politiche di rischio nel settore.
Per gli investitori privati e professionali italiani, la crisi di Tisg rappresenta un monito sulla necessità di valutare con attenzione i bilanci e i sistemi di controllo delle società quotate, oltre a considerare l’esposizione al settore navale come parte di un portafoglio più ampio e diversificato.
In sintesi
- La scoperta di discrepanze contabili in una società quotata sottolinea l’importanza di controlli interni indipendenti: per gli investitori significa maggiore attenzione alla qualità della governance nella valutazione di rischio.
- Un indebitamento significativo e la perdita di liquidità possono spingere istituti di credito e fornitori a richiedere garanzie più stringenti, aumentando il costo del capitale per l’intero settore navale italiano.
- Il completamento della due diligence forensic determinerà l’entità delle azioni legali e il potenziale recupero per creditori e azionisti; i tempi e gli esiti influenzeranno la volatilità del titolo in Borsa.
- Per il tessuto industriale nazionale, episodi di questo tipo enfatizzano la necessità di rafforzare la compliance e la trasparenza societaria per preservare competitività e fiducia degli operatori internazionali.