Un titolo magnifico: un’azione sotto i 500 dollari da comprare e tenere per sempre

Per gli investitori interessati a una società pronta a cavalcare il megatrend dell’intelligenza artificiale (IA) su più anni, mantenendo al contempo un’efficiente politica di ritorno del capitale agli azionisti, Oracle (ORCL) potrebbe rappresentare una scelta strategica ideale. L’azienda si è affermata come un fornitore completo di soluzioni cloud per dati aziendali e IA, con un notevole portafoglio di ricavi contrattati futuri, una crescita accelerata nel consumo cloud e un programma attivo di ritorno capitale.

I risultati del primo trimestre dell’esercizio fiscale 2026 di Oracle hanno superato le aspettative di investitori e analisti, facendo salire il prezzo delle azioni di circa l’80% dall’inizio dell’anno.

Fondata nel 1977, Oracle è una multinazionale tecnologica riconosciuta principalmente per il suo software per imprese, servizi cloud e tecnologie di database. L’azienda integra l’intelligenza artificiale, il machine learning e l’analisi avanzata nei suoi prodotti per supportare le imprese nell’automazione dei processi e nel miglioramento delle decisioni strategiche.

La direzione di Oracle ha recentemente affermato che l’azienda è diventata “la destinazione privilegiata per i carichi di lavoro basati sull’IA”. Un dato particolarmente rilevante del trimestre è stato l’incredibile aumento del 359% su base annua delle obbligazioni di prestazione residua (RPO), pari a 455 miliardi di dollari. Questo risultato è stato trainato dalla firma di quattro contratti plurimiliardari con tre clienti distinti, indicando una solida pipeline di ricavi futuri.

L’azienda ha inoltre registrato un forte slancio nel settore cloud, dove la domanda continua a superare ampiamente l’offerta. I ricavi complessivi cloud (applicazioni + infrastrutture) sono cresciuti del 27% su base annua, raggiungendo i 7,2 miliardi di dollari. In particolare, i ricavi dell’infrastruttura cloud (IaaS) sono aumentati del 55% arrivando a 3,3 miliardi di dollari, mentre i servizi di database cloud sono cresciuti del 32%. Nel frattempo, il fatturato delle applicazioni cloud (SaaS) ha raggiunto i 3,8 miliardi con un incremento dell’11%.

In modo significativo, i ricavi provenienti dai database multicloud di Amazon (AMZN), Alphabet (GOOG, GOOGL) e Microsoft (MSFT) hanno segnato una crescita straordinaria del 1.529%. Inoltre, nel trimestre i ricavi totali sono saliti dell’11% su base annua a 14,9 miliardi di dollari, mentre l’utile per azione rettificato è aumentato del 6% attestandosi a 1,47 dollari.

Oracle sta inoltre investendo massicciamente nella costruzione di grandi data center, con un esborso per investimenti pari a 8,5 miliardi di dollari. Questo spiega il flusso di cassa libero negativo di 362 milioni di dollari nel trimestre. Tuttavia, il management sottolinea che le spese in conto capitale rappresentano investimenti in infrastrutture destinate a generare ricavi, con l’obiettivo di trasformare il portafoglio ordini RPO in fatturati futuri. Per l’esercizio 2026, si prevede un investimento complessivo di circa 35 miliardi di dollari.

Nonostante questi consistenti investimenti, Oracle ha distribuito 5 miliardi di dollari in dividendi negli ultimi 12 mesi e ha riacquistato azioni per un valore di 95 milioni di dollari solo nel primo trimestre.

Prospettive pluriennali per Oracle Cloud Infrastructure

Oracle ha delineato una roadmap chiara e ambiziosa per la sua piattaforma Oracle Cloud Infrastructure (OCI). Il management si aspetta che i ricavi OCI crescano del 77%, arrivando a 18 miliardi di dollari nel 2026 e successivamente raggiungano 32, 73, 114 e fino a 144 miliardi di dollari nei quattro anni a seguire.

La direzione ha inoltre indicato che gran parte della crescita prevista per OCI è già incorporata nell’attuale portafoglio ordini RPO. Inoltre, l’azienda ha espresso l’intenzione di siglare ulteriori contratti plurimiliardari, con il potenziale di superare un valore complessivo di RPO pari a mezzo trilione di dollari.

Il robusto backlog da 455 miliardi di dollari è certamente impressionante, ma per tradurre questo nel successo operativo è necessario un’esecuzione impeccabile su larga scala. Se Oracle riuscirà a convertire gli ordini come previsto, la sua divisione cloud potrebbe trasformarsi in una fonte stabile e sostanziale di ricavi.

Gli analisti che seguono il titolo prevedono una crescita dei ricavi e degli utili rispettivamente del 16,9% e del 12,6% per l’esercizio 2026. L’anno successivo, i tassi di crescita stimati sono ancora più alti: 21,6% per i ricavi e 18,8% per gli utili.

Attualmente, il titolo Oracle viene scambiato con un multiplo di circa 45 volte gli utili attesi a termine. Dopo la pubblicazione dei risultati del primo trimestre, importanti istituti come Mizuho Securities, DZ BANK AG e Barclays hanno confermato le loro raccomandazioni di acquisto, consolidando il sentiment positivo verso il titolo.

Su 37 analisti che seguono il titolo, 26 lo considerano un “acquisto forte”, uno lo definisce un “acquisto moderato” e 10 consigliano di mantenerlo. Il prezzo medio obiettivo è fissato a 309,57 dollari, suggerendo un potenziale rialzo del 5% rispetto ai livelli attuali. Il target più ottimistico arriva a 410 dollari, con un possibile aumento del 39% nel corso dell’anno.

Un solido portafoglio ordini, una rapida espansione nella gestione di database e ambienti multicloud, una strategia definita per far crescere i ricavi OCI su base pluriennale e un programma equilibrato di ritorno del capitale agli azionisti sono elementi chiave che sostengono la visione positiva sul titolo ORCL.

Per gli investitori a lungo termine disposti a tollerare il rischio associato a flussi di cassa liberi temporaneamente negativi, Oracle rappresenta un’opportunità affascinante come piattaforma potenzialmente dominante nell’ambito dell’IA. Tuttavia, dato il prezzo attuale superiore alla media storica, gli investitori più prudenti potrebbero valutare di accumulare azioni nel range tra 246 e 256 dollari.