INPS, come ottenere il supplemento di pensione: chi ne ha diritto e quando fare domanda

Chi continua a lavorare dopo il pensionamento non perde i contributi previdenziali versati. Questi possono infatti tradursi in un aumento dell’assegno attraverso il supplemento di pensione, uno strumento previsto dalla normativa che consente di valorizzare la contribuzione maturata dopo la decorrenza della pensione. Il beneficio, però, non viene riconosciuto automaticamente dall’INPS: è necessario presentare un’apposita domanda e rispettare i tempi previsti in base alla gestione previdenziale di appartenenza.

Cos’è il supplemento di pensione

Il supplemento di pensione è una maggiorazione dell’importo della pensione già in pagamento, calcolata sui contributi versati dopo il pensionamento. In pratica, chi prosegue l’attività lavorativa continua ad accumulare contribuzione che, una volta maturati i requisiti temporali, può essere utilizzata per incrementare l’assegno mensile.

Possono richiederlo i titolari di pensione diretta, pensione supplementare, assegno ordinario di invalidità e coloro che hanno ottenuto la pensione di vecchiaia attraverso il cumulo o la totalizzazione dei periodi assicurativi. La misura riguarda sia gli ex lavoratori dipendenti sia i lavoratori autonomi.

Quando si può presentare la domanda

La regola generale prevede che il supplemento possa essere richiesto dopo cinque anni dalla decorrenza della pensione o dall’eventuale riconoscimento dell’ultimo supplemento.

Questa disciplina si applica agli iscritti al Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (FPLD), alle Gestioni Speciali dei Lavoratori Autonomi e all’Assicurazione Generale Obbligatoria.

La normativa prevede però alcune eccezioni che consentono di ridurre l’attesa a due anni.

I casi in cui bastano due anni

La prima deroga riguarda chi ha già raggiunto l’età prevista per la pensione: in questo caso il supplemento può essere richiesto dopo soli due anni.

Anche artigiani, commercianti e coltivatori diretti iscritti alle gestioni autonome possono ottenere, una sola volta nell’intera vita assicurativa e se in possesso del requisito anagrafico, un supplemento anticipato dopo due anni.

Tempistiche ridotte anche per gli iscritti alla Gestione Separata INPS, che comprende collaboratori e professionisti senza una cassa previdenziale dedicata. Per la prima richiesta è sufficiente attendere due anni dalla decorrenza della pensione; per gli eventuali supplementi successivi torna invece ad applicarsi il termine ordinario di cinque anni.

La stessa possibilità è prevista anche per gli ex iscritti all’ENPALS, ovvero i lavoratori dello spettacolo e dello sport professionistico che abbiano raggiunto l’età pensionabile.

Come presentare la richiesta

La domanda può essere presentata direttamente attraverso il portale dell’INPS, accedendo con SPID, Carta d’Identità Elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS).

In alternativa è possibile rivolgersi al Contact Center INPS oppure a un patronato o a un altro intermediario abilitato.

Non è necessario allegare la documentazione relativa ai contributi versati dopo il pensionamento, poiché le verifiche vengono effettuate direttamente dall’Istituto attraverso i propri archivi.

Da quando decorre l’aumento

Se al momento della domanda risultano soddisfatti tutti i requisiti previsti dalla legge, il supplemento di pensione decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione dell’istanza.

L’INPS conclude normalmente il procedimento entro 30 giorni, secondo quanto previsto dalla legge n. 241 del 1990, salvo termini differenti stabiliti da specifiche disposizioni. Il pagamento aggiornato può quindi arrivare alcune settimane dopo, mantenendo comunque la decorrenza economica dal mese successivo alla richiesta.

Come viene calcolato il supplemento

Il metodo di calcolo dipende dal periodo in cui sono stati maturati i contributi.

Per quelli accreditati dal 1° gennaio 2012 si applica il sistema contributivo, mentre per le anzianità maturate fino al 31 dicembre 2011 viene utilizzato lo stesso criterio adottato per la liquidazione della pensione originaria, ossia il metodo retributivo oppure il metodo misto.

Chi beneficia dell’integrazione al minimo deve inoltre considerare che l’eventuale aumento potrebbe essere assorbito, in tutto o in parte, dall’integrazione stessa, con la conseguenza che l’importo effettivamente percepito potrebbe non aumentare o crescere solo per la quota eccedente.

Anche in caso di decesso del pensionato, i contributi versati dopo il pensionamento non vengono persi, poiché concorrono al calcolo della pensione ai superstiti, indipendentemente dal fatto che siano già stati utilizzati per ottenere un precedente supplemento.

Un’opportunità da non dimenticare

Per chi sceglie di continuare a lavorare dopo il pensionamento, il supplemento di pensione rappresenta un’opportunità per incrementare il proprio assegno mensile. Tuttavia, il beneficio non viene riconosciuto automaticamente: è quindi fondamentale verificare di aver maturato i requisiti previsti e presentare la domanda all’INPS nei tempi stabiliti dalla normativa.