Crollano le vendite di auto a gas, ma la tecnologia resta cruciale per l’Italia
- 17 Luglio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Sostenere la conversione delle auto a GPL e metano favorisce non soltanto la transizione energetica nel settore dei trasporti, ma anche la filiera industriale italiana che produce tecnologie per queste alimentazioni.
Assogasliquidi ha aggiunto:
“Sostenere le conversioni a GPL e metano aiuta non solo a mantenere una leva di transizione verso un modello di autotrazione meno impattante ma anche a supportare il Made in Italy, perché la tecnologia retrostante è in gran parte italiana, da filiera italiana spesso esportata all’estero.”
Il mercato del GPL non è limitato all’autotrazione: nel 2025 la domanda complessiva è stata stimata a circa 3,2 milioni di tonnellate, in crescita di circa lo 0,6% rispetto all’anno precedente. La domanda si distribuisce quasi equamente tra i due segmenti principali: l’autotrazione e la combustione fissa.
Nel dettaglio, il comparto dell’autotrazione ha assorbito circa 1,5 milioni di tonnellate (-1,3%), mentre la componente per combustione ha raggiunto 1,6 milioni di tonnellate (+2,6%). Quest’ultima rappresenta una delle poche alternative disponibili per utenze non allacciate alla rete del metano e per usi non continuativi nell’arco dell’anno, come attività stagionali o impieghi decentralizzati.
Potenzialità dei biocarburanti e dei biocombustibili
Le prospettive future includono lo sviluppo dei biocarburanti e dei biocombustibili come strumenti per decarbonizzare ulteriormente il trasporto su strada e marittimo. Secondo l’associazione, molte delle attuali infrastrutture e dei veicoli possono già utilizzare versioni bio del gas senza interventi strutturali significativi.
Assogasliquidi ha spiegato:
“Non occorrono interventi sulle infrastrutture: le stesse auto, gli apparecchi e le infrastrutture che utilizzano GPL possono accogliere bioGPL senza necessità di modifiche. E lo stesso vale per il passaggio dal GNL a bioGNL su camion e navi. C’è invece bisogno di sgravi fiscali e credito di imposta sul GNL e bioGNL perché, ad oggi, il costo di gestione di un mezzo pesante alimentato a carburanti tradizionali è ancora avvantaggiato. Occorre riequilibrare questo rapporto.”
Sul versante delle politiche pubbliche, il MIT ha stanziato un fondo di 590 milioni di euro destinato al rinnovo del parco circolante dei mezzi pesanti, ma restano da definire le norme attuative per rendere operativi gli incentivi e veicolare efficacemente gli investimenti verso soluzioni a minore impatto ambientale.
Prospettive per il trasporto marittimo
Se oggi il mercato principale del GNL è rappresentato dal trasporto pesante e dalle utenze industriali, il settore marittimo mostra segnali di forte espansione. Uno studio commissionato da Bip all’associazione indica un aumento significativo degli ordinativi di navi alimentate a GNL e segnala che nell’ultimo anno sono già avvenute le prime operazioni di bunkeraggio nel Mediterraneo.
La diffusione del GNL per uso navale comporta ricadute su più fronti: richiede investimenti in infrastrutture di bunkering, stimola la domanda per nuove unità navali e favorisce l’adozione di soluzioni logistiche e portuali più moderne. Per gli armatori e per il settore dei servizi portuali si profila quindi una finestra di opportunità industriale e commerciale.
Nel medio periodo, la combinazione di tecnologie convertibili a biocarburanti e di incentivi mirati può agevolare la transizione energetica senza imporre costi di riconversione elevati per gli utilizzatori finali, valorizzando al contempo le competenze tecniche nazionali.
In sintesi
- Il sostegno alle conversioni a GPL e metano può rafforzare le esportazioni tecnologiche italiane, creando domanda per imprese manifatturiere specializzate e migliorando il saldo commerciale del comparto.
- Gli incentivi fiscali e il credito d’imposta per GNL/bioGNL sono decisivi per rendere competitivo il trasporto pesante: senza misure di riequilibrio, la transizione rischia di essere lenta e frammentata.
- Il potenziale boom del GNL marittimo apre opportunità di investimento in infrastrutture di bunkering e nel rinnovo delle flotte: operatori logistici, portuali e cantieristici potrebbero beneficiare di nuovi ordini e servizi correlati.
- L’integrazione di bioGPL e bioGNL nella filiera esistente riduce la necessità di interventi infrastrutturali, favorendo una transizione più rapida e meno onerosa per imprese e pubbliche amministrazioni.