Richemont in rialzo del 20%: trascina il comparto
- 16 Luglio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Un segnale positivo, anzi notevole, dal secondo gruppo mondiale del lusso ha alimentato l’entusiasmo sui titoli del settore: i dati comunicati da Richemont per il primo trimestre fiscale (aprile-giugno) sono risultati superiori alle attese. I ricavi sono aumentati del 20% a cambi costanti (17% a cambi correnti) raggiungendo 6,33 miliardi di euro, contro i 5,87 miliardi stimati dagli analisti, mentre la posizione di cassa netta è salita da 7,4 a 9,1 miliardi di euro, anche considerando i 400 milioni derivanti dalla cessione della partecipazione in Avolta (ex Dufry).
La strategia di Richemont sembra sempre più concentrata sul core business dell’alta gioielleria e dell’orologeria di pregio: nel suo portafoglio figurano maison storiche come Cartier, Van Cleef & Arpels, Panerai, IWC e Jaeger-LeCoultre. Negli ultimi anni il gruppo ha dismesso attività non strategiche, come la partecipazione in Avolta e la vendita di Net-a-Porter, per concentrare risorse su acquisizioni selettive nei gioielli, ad esempio Buccellati e Vhernier, che hanno sostenuto la crescita delle vendite nel trimestre, in particolare negli Stati Uniti.
Investimento di medio termine
La categoria dell’alta orologeria e della gioielleria è spesso definita con il termine hard luxury, una dicitura che richiama la natura tangibile e durevole di questi beni di lusso. Rispetto a segmenti come abbigliamento e accessori, gli orologi e i gioielli preziosi tendono a conservare valore nel tempo e, per molti acquirenti, assumono una valenza anche di investimento. Lo confermano i risultati delle aste e il mercato del secondo polso, che mostrano come determinati modelli e pezzi rari possano apprezzarsi nel tempo.
Per gli investitori istituzionali e privati, il lusso “duro” rappresenta una classe di asset alternativa: offre diversificazione rispetto a portafogli concentrati in titoli azionari o obbligazionari, e può fungere da protezione in scenari di inflazione moderata, grazie al valore intrinseco di gemme e metalli preziosi e alla scarsità di esemplari iconici.
Resistenza al tempo
I gioielli e gli orologi più pregiati resistono meglio all’usura fisica rispetto a molti prodotti di moda: materie prime come oro, platino e pietre preziose mantengono valore, mentre la meccanica e l’artigianato che caratterizzano gli esemplari di alta orologeria contribuiscono alla loro longevità. Sebbene richiedano manutenzione e cura—aspetto noto ai collezionisti—la loro capacità di durare e, in alcuni casi, di aumentare di valore li rende una scelta preferita per chi considera acquisti di lusso anche dal punto di vista patrimoniale.
Questo elemento di durabilità si traduce anche in dinamiche commerciali diverse: il ricambio dei clienti è più lento, la fidelizzazione più robusta e la domanda per pezzi storici o in edizione limitata rimane solida, alimentando mercati paralleli come il pre-owned e le aste specializzate.
Una “lezione” per la moda
Per alcuni marchi del fashion mainstream la lezione è duplice. Primo, il prezzo nei settori dell’alta gioielleria e dell’orologeria appare spesso più coerente con il valore percepito rispetto ad alcune categorie di abbigliamento e accessori, dove la velocità del ciclo moda e la sovraofferta possono comprimere rendimenti e percezione di esclusività. Secondo, la ripresa delle vendite negli Stati Uniti evidenzia quanto sia cruciale il mercato americano per il lusso globale: la concentrazione di ricchezza e la propensione alla spesa di una fascia significativa di consumatori continuano a trainare i ricavi.
Per i marchi italiani e per la filiera produttiva nel settore del lusso, il focus sul valore intrinseco e sulla qualità artigianale può rappresentare un vantaggio competitivo: puntare su eccellenza tecnica, rarità e heritage può sostenere margini più stabili e una domanda meno ciclica rispetto a collezioni moda più volatili.
Infine, la decisione di ricavare liquidità da asset non core e reinvestirla nelle categorie ad alta marginalità riflette anche un atteggiamento prudente nei confronti dell’ambiente macroeconomico: avendo rafforzato la posizione di cassa, gruppi come Richemont possono gestire meglio rischi geopolitici, oscillazioni valutarie e opportunità di M&A.
In sintesi
- La solidità dei risultati di Richemont suggerisce che i segmenti di gioielleria e alta orologeria continuano a offrire resilienza rispetto a cicli economici incerti, un fattore da considerare per la diversificazione dei portafogli degli investitori italiani.
- La scelta strategica di disinvestire da attività non core e rafforzare la cassa aumenta la capacità del gruppo di cogliere opportunità di mercato e tutela contro volatilità, elemento rilevante per chi valuta esposizioni azionarie nel settore lusso.
- Per le aziende italiane della filiera del lusso, la conferma della domanda americana e la valorizzazione dell’artigianato rappresentano una spinta a investire in qualità e posizionamento di prezzo, più che in volumi a basso margine.
- Per gli investitori privati, l’hard luxury può funzionare come strumento di protezione patrimoniale e diversificazione, ma richiede competenze specifiche sul valore dei pezzi, sui mercati secondari e sui costi di manutenzione.