Adolfo Urso chiede una riforma europea per rilanciare l’automotive

Il futuro dell’industria automobilistica europea passa da una profonda revisione delle politiche comunitarie. È il messaggio lanciato dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenuto nel corso del tavolo dedicato all’automotive presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit). Secondo il Ministro, la crisi che sta attraversando il comparto non riguarda più singole aziende, ma coinvolge ormai l’intero sistema produttivo europeo, rendendo necessario un cambio di rotta a livello dell’Unione Europea.

Le criticità del Green Deal secondo il Ministro

Nel suo intervento, Adolfo Urso ha ribadito che le difficoltà del settore trovano origine nelle politiche europee legate al Green Deal, ritenute responsabili di aver accelerato una transizione che avrebbe penalizzato la competitività dell’industria automobilistica continentale.

Secondo il Ministro, le strategie adottate da Bruxelles avrebbero favorito lo sviluppo della tecnologia e della produzione cinese, contribuendo invece ad aumentare le difficoltà dei costruttori europei e della loro filiera industriale.

Una crisi che coinvolge tutto il comparto

Nel corso del tavolo automotive, Urso ha evidenziato come le difficoltà non riguardino esclusivamente Volkswagen, ma interessino ormai diversi grandi produttori europei.

A suo giudizio, il rischio è quello di un progressivo indebolimento dell’intera filiera dell’automotive, settore strategico per l’economia europea sia in termini di occupazione sia per il valore industriale e tecnologico generato lungo tutta la catena produttiva.

Il 2026 indicato come anno decisivo

Secondo il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, il prossimo anno rappresenterà un passaggio determinante per il futuro del settore.

Adolfo Urso ha infatti sottolineato la necessità di avviare nel 2026 un percorso di riforme europee che consenta di riequilibrare gli obiettivi della transizione ecologica con la salvaguardia della competitività industriale.

Il Ministro ha inoltre avvertito che, senza interventi tempestivi, il processo di trasformazione del comparto rischia di tradursi in una progressiva deindustrializzazione, con ripercussioni sull’occupazione, sugli investimenti e sulla capacità produttiva dell’industria automobilistica europea.