Nasce a Trapani-Birgi la scuola per Top Gun sugli F35 la prima fuori dagli Usa
- 14 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Nella base di Trapani-Birgi, in Sicilia, sorgerà un nuovo centro internazionale di addestramento per i caccia F-35, progettato come una struttura gemella rispetto a quella già operativa presso la Luke Air Force Base in Arizona, negli Stati Uniti. La conferma arriva dal presidente della commissione Difesa della Camera dei deputati, Nino Minardo di Forza Italia, che richiama anche l’annuncio fatto dal ministro della Difesa Guido Crosetto lo scorso luglio: la Sicilia sarà infatti la prima località extra-statunitense dove verranno formati i piloti di questi velivoli di quinta generazione.
Secondo Minardo, i lavori per la realizzazione del centro a Trapani-Birgi prenderanno avvio nella primavera imminente e si concluderanno entro la primavera del 2028. Il progetto porterà significativi benefici economici all’intera regione, grazie a un indotto che coinvolgerà non solo il settore militare e civile, ma anche aziende strategiche come Leonardo e Lockheed Martin. La realizzazione di questo polo formativo creerà nuove opportunità occupazionali e aumenterà la specializzazione tecnologica delle imprese locali.
Minardo sottolinea come l’investimento rafforzerà ulteriormente il ruolo della Sicilia come piattaforma avanzata nel settore della difesa e dell’industria connessa. Questo comparto, in piena espansione, si lega strettamente allo sviluppo delle infrastrutture e della portualità nell’isola, che potrà affermarsi come un hub strategico nel Mediterraneo, producendo vantaggi concreti per l’economia regionale e il mercato del lavoro.
Il centro di assemblaggio di Cameri
Italia è uno dei due Paesi al mondo, insieme al Giappone, che assemblano gli F-35 fuori dagli Stati Uniti. La FACO (Final Assembly and Check Out) di Cameri, situata in Piemonte e gestita da Leonardo, produce tutti i velivoli F-35A (CTOL) e F-35B (STOVL – Short Take Off and Vertical Landing) destinati rispettivamente all’Aeronautica Militare e alla Marina Militare, oltre a quelli ordinati dai Paesi Bassi.
Dal 2014, questo stabilimento è stato scelto dal Dipartimento della Difesa statunitense come centro principale in Europa per le attività di manutenzione, riparazione, revisione e aggiornamento pesante degli F-35, note come Heavy Airframe Maintenance Repair, Overhaul and Upgrade (MRO&U).
I cambiamenti nelle strategie di acquisto
Le tensioni commerciali con gli Stati Uniti, incluso il tema dei dazi doganali, hanno indotto diversi Paesi a riconsiderare le proprie scelte riguardanti l’acquisto di caccia americani. Gli inizi dell’amministrazione Donald Trump alla Casa Bianca hanno spinto molte nazioni a rivedere le loro strategie di difesa e sicurezza.
L’ultimo cambiamento in ordine di tempo riguarda il governo di Madrid, che ha scelto di investire su velivoli europei per ammodernare la propria aviazione militare, preferendo l’Eurofighter e il sistema futuro FCAS. Pertanto, la Spagna ha deciso di escludere dal proprio programma l’acquisto degli F-35, a favore di piattaforme di quinta generazione sviluppate in Europa.
Il programma italiano sugli F-35
Il Documento Programmatico Pluriennale (DPP) relativo al periodo 2024-2026 prevede l’acquisizione di ulteriori 25 velivoli F-35, con relativi motori, equipaggiamenti, aggiornamenti periodici e supporto logistico programmato fino a circa il 2035. Questo allargamento porterà la flotta nazionale a un totale di 115 caccia.
I nuovi 25 velivoli sono suddivisi in 15 F-35A e 10 F-35B. Le versioni convenzionali, definite CTOL (Conventional Take-Off and Landing), sono destinate all’Aeronautica Militare, mentre tra le versioni STOVL (Short Take-Off and Vertical Landing) cinque rimarranno all’Aeronautica e cinque saranno assegnate alla Marina Militare. Il valore economico complessivo dell’operazione è stimato in circa 7 miliardi di euro.