Impresa legata a XRP entra nel piano del Regno Unito per la tokenizzazione di repo, obbligazioni e fondi
- 13 Luglio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il rapporto sottolinea un problema intrinseco alle permissionless chains: una transazione confermata può, in teoria, essere annullata da una riorganizzazione della catena. Ciò genera un rischio di settlement-finality risk che le infrastrutture tradizionali non incontrano, con conseguenze per banche, istituzioni di pagamento e operatori di mercato che richiedono certezze sulla definitiva regolazione degli scambi.
Convergenza tra finanza tradizionale e criptosettore
Nonostante il rischio di finalità, il rapporto evidenzia una chiara convergenza tra operatori della finanza tradizionale e aziende nate nel mondo crypto. Un esempio concreto è l’acquisizione da parte di Ripple di Hidden Road per 1,25 miliardi di dollari: l’entità ora operativa come Ripple Prime figura tra le società che detengono sia una licenza di impresa d’investimento sia una registrazione per cryptoasset che copre spot e derivati sul mercato valutario e degli asset digitali, rilasciata dalla Financial Conduct Authority.
L’operazione riflette una tendenza più ampia: istituzioni consolidate cercano capacità tecnologiche avanzate e infrastrutture di mercato, mentre realtà crypto puntano a conformarsi alle regole e ad accedere a clientela istituzionale. Questa dinamica può accelerare lo sviluppo di servizi come il brokerage istituzionale, la custodia regolamentata e la tokenizzazione di asset tradizionali.
Esempi operativi e white‑labeling
Il rapporto cita inoltre casi pratici di integrazione: la scelta di Santander U.K. di adottare la blockchain di Ripple per pagamenti cross‑border è indicata come esempio di white‑labeling, in cui la banca mantiene il rapporto con il cliente mentre la tecnologia esternalizzata gestisce il trasferimento dei fondi. Questi modelli mostrano come la tecnologia blockchain possa essere incastonata nelle catene di servizio esistenti senza sostituire completamente l’intermediario bancario.
Regole sulle stablecoin e tempistiche regolamentari
Woolard pone i mercati di U.S. e U.K. su timeline simili per la regolamentazione completa delle stablecoin, indicando come obiettivo il 2027 per l’entrata a regime. Tuttavia, sul fronte delle policy all’ingrosso il U.K. risulta in vantaggio rispetto agli U.S., dove il percorso normativo del Clarity Act è ancora bloccato nel dibattito politico.
Nel Regno Unito la FCA sta già autorizzando imprese crypto nell’ambito delle norme antiriciclaggio, mentre il nuovo regime previsto dal Financial Services and Markets Act (FSMA) entrerà in funzione il prossimo anno. Le candidature ai sensi del FSMA si apriranno il 30 settembre, in vista del lancio ufficiale previsto per ottobre 2027.
Il rapporto osserva però che l’industria percepisce l’autorizzazione nel U.K. come più lenta rispetto agli U.S., in parte a causa della lettera di non intervento rilasciata dalla SEC a dicembre 2025 che ha concesso al Depository Trust Company un pilota di tokenizzazione triennale, permettendo ad alcune imprese di lanciare servizi ‘live’ piuttosto che limitarsi a ambienti di test.
Implicazioni operative e di mercato
La combinazione tra rischi tecnici delle catene pubbliche e avanzamento regolamentare crea un ambiente in cui infrastrutture ibride — che integrano elementi di controllo tradizionale con l’agilità delle tecnologie distribuite — potrebbero diventare lo standard. Questo ha ricadute su liquidità, gestione del rischio e costi operativi per istituti di credito e piattaforme di pagamento.
Per gli operatori che intendono offrire servizi di tokenizzazione o custody a clientela istituzionale, diventa cruciale ottenere autorizzazioni regolamentari e implementare garanzie contro la riorganizzazione delle catene, ad esempio attraverso meccanismi di finalità cooperativa o l’impiego di soluzioni permissioned per le fasi critiche del regolamento.
Rilevanza per il contesto italiano
Per il sistema finanziario italiano queste evoluzioni comportano opportunità e sfide: le banche e gli asset manager potrebbero sfruttare la tokenizzazione per migliorare l’efficienza dei mercati obbligazionari e dei pagamenti cross‑border, ma devono al contempo rafforzare controlli compliance e capacità tecnologiche. Anche le autorità di vigilanza italiane dovranno coordinarsi con i pari europei per garantire coerenza regolamentare e protezione dei risparmiatori.
Dal punto di vista degli investitori, l’emergere di infrastrutture regolamentate e di partnership tra operatori tradizionali e crypto può aprire nuovi strumenti d’investimento ma richiede prudenza sulla liquidità e sulla finalità delle transazioni. Il monitoraggio delle tempistiche normative in U.S. e U.K. sarà utile per valutare quando e come tali strumenti diventeranno accessibili su scala più ampia.
In sintesi
- La persistenza del rischio di finalità nelle permissionless chains spinge verso soluzioni ibride, influenzando la struttura dei costi e i requisiti di compliance per istituti finanziari italiani.
- L’acquisizione di Hidden Road da parte di Ripple e il rilascio di licenze FCA segnalano una maturazione delle infrastrutture crypto che può facilitare l’accesso istituzionale, creando opportunità per prodotti regolamentati in Italia.
- Le differenti velocità regolamentari tra U.K. e U.S. sul fronte delle stablecoin e della tokenizzazione determineranno tempistiche d’adozione di nuove piattaforme finanziarie, influenzando decisioni d’investimento e strategie operative delle banche italiane.
- Per investitori e gestori patrimoniali italiani, la priorità sarà bilanciare l’innovazione tecnologica con solide pratiche di governance e gestione del rischio per sfruttare nuove opportunità senza compromettere la stabilità dei portafogli.