Segafredo nel mirino dei fondi di private equity: offerta record da 1,2 miliardi in arrivo

Il Gruppo Segafredo-Zanetti, controllato da Massimo Zanetti Beverage, è al centro di un possibile riassetto societario che sta richiamando l’interesse di alcuni tra i principali investitori internazionali. L’operazione potrebbe riguardare la cessione di una quota di controllo, fino ad arrivare all’intero capitale della società, confermando l’attrattività del comparto agroalimentare italiano per i grandi operatori finanziari e industriali.

Secondo le indiscrezioni, la possibile operazione valorizzerebbe il Gruppo fino a 1,2 miliardi di euro, inserendosi nel più ampio interesse internazionale verso aziende italiane di eccellenza appartenenti ai settori del Made in Italy.

Fondi di private equity e gruppi industriali seguono il dossier

Tra i soggetti che starebbero valutando l’operazione figurano importanti fondi di private equity come Blackstone, PAI Partners, Cinven e BC Partners, ai quali sarebbe stato richiesto di presentare offerte preliminari entro la fine di luglio, in vista di eventuali proposte vincolanti previste per il mese di settembre.

Oltre agli investitori finanziari, il dossier avrebbe attirato anche l’interesse di gruppi industriali del Nord Europa attivi nel settore del caffè e della trasformazione delle materie prime, insieme ad alcuni operatori asiatici interessati a rafforzare la propria presenza nel mercato internazionale delle bevande.

L’operazione è assistita dagli advisor Lazard e Banca IMI, incaricati di seguire il processo di valutazione delle possibili offerte.

I risultati economici sostengono l’interesse del mercato

Alla base dell’interesse degli investitori vi sono anche le performance economiche registrate da Massimo Zanetti Beverage.

Il Gruppo ha chiuso il 2025 con ricavi pari a circa 1,3 miliardi di euro e un margine operativo vicino ai 90 milioni di euro. Nei primi sei mesi dell’anno il margine operativo avrebbe raggiunto circa 60 milioni di euro, confermando il percorso di rilancio avviato negli ultimi anni.

Questi risultati testimoniano il consolidamento del business e la capacità del Gruppo di rafforzare la propria redditività in un contesto caratterizzato da una crescente domanda internazionale di prodotti premium nel settore del caffè.

Il ruolo di Quattror e le prospettive del riassetto

Un passaggio determinante nell’evoluzione societaria risale al 2023, quando Quattror è entrata nel capitale con l’obiettivo di rafforzare la struttura patrimoniale del Gruppo, allora appesantita dall’elevato livello di indebitamento.

La società di gestione del risparmio, presieduta da Flavio Valeri e guidata da Francesco Conte, detiene oggi circa il 65% del capitale e, secondo le ricostruzioni, riterrebbe concluso il proprio percorso di valorizzazione dell’investimento.

Per quanto riguarda Massimo Zanetti, la decisione sull’eventuale cessione della propria partecipazione dipenderà dall’identità del futuro acquirente e dalle caratteristiche dell’operazione, che potrebbe aprire una nuova fase di sviluppo per uno dei marchi più conosciuti del caffè italiano a livello internazionale.