Autovelox, 306 milioni in cinque anni: nelle grandi città Firenze in testa con 86 milioni di euro
- 12 Luglio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Solo nelle principali 21 città italiane, i autovelox hanno fruttato alle casse locali complessivamente circa 306,5 milioni di euro nel periodo 2021-2025, configurandosi come una fonte significativa di entrate per le amministrazioni comunali. Il dato è stato elaborato dal Codacons in concomitanza con l’entrata in vigore delle nuove disposizioni del Mit sull’omologazione e l’uso degli apparecchi.
Incassi nelle principali città
Al vertice della classifica figura Firenze, con introiti pari a 86,1 milioni di euro nel quinquennio considerato, seguita da Milano con 52,1 milioni e da Genova con circa 30 milioni. A poca distanza si colloca Bologna (29,9 milioni), mentre la capitale, Roma, registra entrate per 25,4 milioni di euro.
All’estremo opposto della graduatoria si trova Aosta, che nel periodo ha contabilizzato appena 4.514 euro di proventi e solo nel 2021; analogamente contenuti gli incassi di Napoli, con 59.713 euro complessivi in cinque anni.
Multe medie pro capite
Analizzando l’ammontare delle sanzioni da autovelox rapportato alla popolazione residente, Firenze risulta prima con una media di 235,5 euro per abitante. Sorprende il dato di Potenza, con circa 224 euro per residente. All’estremo opposto figurano Napoli (0,06 euro pro capite), Aosta (0,13 euro) e città come Bolzano e Pescara attorno ai 4 euro pro capite.
Andamento temporale e variazioni
Rispetto al 2021, anno segnato ancora da restrizioni legate alla pandemia, i proventi da autovelox nelle grandi città mostrano nel 2025 un aumento complessivo del 20,6%. Il picco è stato raggiunto nel 2022 con quasi 76 milioni di euro, seguito da un calo negli anni successivi.
La crescita più marcata si registra a Firenze (+407% rispetto al 2021), seguita da Trento (+269%) e Potenza (+142%). Tra le flessioni più rilevanti emergono invece Trieste (-98%), Bolzano (-90%) e Torino (-72%).
Nuove regole del Mit: omologazione e conseguenze per i Comuni
Le misure varate dal Mit sull’omologazione degli apparecchi introducono requisiti di certificazione e controllo più stringenti, con l’obiettivo di uniformare procedure e ridurre contenziosi. Questo processo potrebbe avere effetti ambivalenti: da un lato aumentare l’affidabilità delle misurazioni e la legittimità delle sanzioni; dall’altro comportare costi aggiuntivi per i Comuni che dovranno adeguare o sostituire i dispositivi non conformi.
Nel breve termine la necessità di investimenti in apparecchi certificati e in servizi di taratura potrebbe ridurre la marginalità netta degli introiti da multe; nel medio-lungo termine invece una maggiore certezza normativa tende a stabilizzare le entrate e a favorire appalti trasparenti per fornitori specializzati.
Implicazioni per bilanci locali e policy pubblica
La dipendenza da proventi derivanti dai autovelox solleva questioni di natura fiscale e politica: per alcune amministrazioni si tratta di una voce significativa dei bilanci, con potenziali distorsioni nella pianificazione delle entrate. È quindi cruciale che le risorse vengano destinate in maniera trasparente a interventi di sicurezza stradale e manutenzione, evitando che l’applicazione delle sanzioni diventi un mero strumento di bilancio.
Dal punto di vista normativo, maggiore chiarezza e omologazione riducono il rischio di contenziosi e favoriscono una distribuzione più equa delle responsabilità tra enti locali e fornitori di tecnologia, ponendo al contempo l’accento sulla necessità di piani di mobilità che riducano realmente gli eccessi di velocità attraverso misure infrastrutturali e informazione agli utenti della strada.
Osservazioni sul mercato tecnologico e opportunità
Le nuove regole dell’omologazione aprono opportunità per imprese specializzate in dispositivi di controllo, servizi di taratura e software per la gestione delle infrazioni. I fornitori che offrono soluzioni certificate e servizi di assistenza tecnica potranno beneficiare di nuovi contratti con i Comuni, mentre le amministrazioni dovranno valutare investimenti per sostituire tecnologie obsolete.
Gli operatori del settore devono comunque considerare che una maggiore standardizzazione può anche ridurre il margine operativo e aumentare la concorrenza su qualità e servizio, spostando l’attenzione dal prezzo alla conformità e al supporto post-vendita.
In sintesi
- La dipendenza dai proventi dei autovelox influenza i bilanci comunali: la recente normativa del Mit richiederà investimenti iniziali che potrebbero ridurre temporaneamente i ricavi netti ma migliorare la certezza normativa a lungo termine.
- Per gli investitori e i fornitori tecnologici si profila una domanda crescente di apparecchi certificati e servizi di manutenzione, con opportunità per chi offre soluzioni conformi e affidabili.
- Dal punto di vista economico, una regolamentazione più rigorosa tende a spostare il focus dalle entrate immediate alla qualità del servizio e alla sicurezza stradale, condizionando le scelte di spesa pubblica e la pianificazione degli interventi infrastrutturali.