I bitcoiners Michael Saylor e Adam Back si schierano contro bip-110
- 12 Luglio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Michael Saylor, presidente esecutivo di Strategy, e Adam Back, amministratore delegato di Blockstream, hanno rinnovato la loro opposizione a BIP-110, la proposta di fork temporaneo pensata per limitare le transazioni non monetarie sulla rete Bitcoin.
Contesto della proposta
BIP-110 è stata presentata con l’obiettivo di bloccare le iscrizioni tipo Ordinals e altri dati arbitrari che alcuni ritengono “intasino” la blockchain, preservando l’uso principale di Bitcoin come sistema di scambio peer-to-peer. La misura prevede un fork temporaneo che limiterebbe inserimenti non monetari per un periodo definito.
La proposta arriva in un momento in cui la comunità di sviluppo di Bitcoin è già divisa su cambiamenti di protocollo sensibili: l’ultima grande disputa comparabile sono state le cosiddette Blocksize Wars, quando si dibatteva se rischiare una scissione della catena per aumentare la capacità dei blocchi.
Critiche e preoccupazioni
Michael Saylor ha dichiarato:
“Ci sono 110 cose più pericolose per Bitcoin dello spam.”
Saylor ha inoltre messo in guardia sul fatto che BIP-110 potrebbe avere effetti imprevisti sulla rete, incluso il rischio di invalidare transazioni ordinarie, compromettendone la credibilità e la prevedibilità.
Adam Back ha spiegato:
“Questa proposta sembra una missione per sorvegliare gli altri; la decentralizzazione dovrebbe significare che non si possono imporre le proprie idee agli altri.”
Back ha sottolineato che l’ethos cypherpunk alla base di Bitcoin privilegia denaro senza permessi e resistente alla censura, e che interventi di questo tipo rischiano di contraddire tale principio.
Meccanica di attivazione e stato attuale
Per entrare in vigore, BIP-110 richiederebbe il supporto del 55% dei nodi che validano blocchi nell’arco di un singolo “periodo” di blocchi. Nelle ultime rilevazioni appena l’1% dei blocchi mostrava supporto alla proposta, dunque l’attivazione appare al momento improbabile.
Contemporaneamente, l’attività legata a Ordinals è calata notevolmente rispetto ai picchi: nell’ultimo mese le iscrizioni giornaliere si sono attestate al di sotto delle 10.000 unità, contro oltre 400.000 registrate nella fase di massimo interesse nell’estate del 2023.
Argomentazioni dei sostenitori
La proposta è stata avanzata da uno sviluppatore che utilizza lo pseudonimo Dathon Ohm e ha raccolto il sostegno di figure note nella comunità, tra cui Luke Dashjr. I sostenitori definiscono il crescente volume di dati non monetari sulla chain come un “serio pericolo” per l’efficienza e i costi dell’intera rete, giustificando un intervento rapido.
I promotori di BIP-110 sostengono inoltre che la misura non provocherebbe una scissione permanente della catena, poiché il fork sarebbe temporaneo (limitato a un anno) e non mirerebbe a eliminare le transazioni che pagano commissioni sul lungo termine.
Implicazioni tecniche e di governance
Il dibattito mette in luce i meccanismi di governance della rete Bitcoin: cambiamenti di protocollo che implicano hard fork richiedono ampio consenso tra sviluppatori, operatori di nodi e miner. La discrepanza tra visioni tecniche può tradursi in incertezza operativa, con potenziali ricadute su exchange, wallet e servizi di custodia che potrebbero sospendere alcune funzioni per tutelare gli utenti.
Un fork, anche se temporaneo, potrebbe generare momenti di volatilità del prezzo e aumentare la frammentazione delle implementazioni client, con rischi reputazionali per Bitcoin come infrastruttura affidabile di trasferimento di valore.
Considerazioni per il mercato e gli investitori
Per investitori istituzionali e retail, la principale variabile da monitorare è il consenso della rete: segnali di supporto elevati potrebbero accelerare cambiamenti tecnici che impattano la liquidità e la certezza delle transazioni, mentre l’assenza di consenso mantiene lo status quo ma lascia aperta la questione della pressione sui costi di on‑chain.
Per il mercato italiano, è utile considerare che tensioni prolungate sul protocollo possono tradursi in una maggiore volatilità dei prezzi e in un aumento della cautela da parte di operatori finanziari e piattaforme di scambio, con effetti indiretti su portafogli e prodotti legati a Bitcoin.
Prospettive e possibili sviluppi
Dato l’attuale basso livello di supporto e il calo dell’attività Ordinals, BIP-110 sembra lontano dall’attivazione immediata. Tuttavia, il confronto ha già riacceso discussioni su limiti, priorità e sul ruolo di chi valida la rete: la soluzione che emergerà dovrà bilanciare decentralizzazione, usabilità e sostenibilità dei costi di sicurezza.
Nei prossimi mesi sarà importante osservare l’evoluzione dei segnali tra nodi e la reazione di operatori infrastrutturali e mercati, poiché anche un dibattito prolungato può avere effetti concreti sulla fiducia e sull’adozione della tecnologia.
In sintesi
- La controversia su BIP-110 evidenzia come decisioni tecniche possano avere ricadute finanziarie: un fork, anche provvisorio, aumenterebbe il rischio operativo e potrebbe indurre volatilità sui mercati crypto.
- Per gli investitori italiani, la chiave è il monitoraggio del consenso della rete e delle politiche degli exchange; una risposta prudente degli operatori può tradursi in limitazioni temporanee alla liquidità.
- Il dibattito sottolinea l’importanza della governance decentralizzata: soluzioni che tutelino la storia delle transazioni senza compromettere i principi di permissionless e resistenza alla censura sono cruciali per la fiducia di lungo periodo.