Autovelox, svolta nelle regole: arriva la patente di affidabilità
- 11 Luglio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale dell’8 giugno che ridefinisce in modo organico le procedure di omologazione, verifica e taratura dei autovelox. Le nuove norme mirano a chiarire aspetti tecnici e applicativi che negli ultimi anni hanno generato numerosi contenziosi tra automobilisti e amministrazioni locali, e si applicano alle violazioni rilevate a partire dall’entrata in vigore del provvedimento.
Cosa introduce il nuovo decreto
Il decreto stabilisce requisiti tecnici e procedurali per l’approvazione dei dispositivi utilizzati per l’accertamento delle infrazioni di velocità, puntando non soltanto sulla misura della velocità ma sull’intera catena di rilevazione: rilevamento del veicolo, associazione tra velocità e veicolo, acquisizione delle immagini, riconoscimento delle targhe e classificazione del mezzo.
Tra gli obiettivi dichiarati dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti vi è la riduzione delle incertezze tecniche che hanno alimentato ricorsi e sanzioni annullate, oltre a incentivare l’omologazione di apparecchi già impiegati sul territorio dal 2017.
Parametri numerici di affidabilità
Una delle novità più rilevanti è l’introduzione di soglie numeriche minime di performance che i autovelox dovranno dimostrare in sede di prova per ottenere l’autorizzazione. Questa «patente di affidabilità» valuta funzioni multiple e non solo la precisione della velocità misurata.
I requisiti includono, tra gli altri, un tasso minimo del 90% per il rilevamento dei veicoli, almeno il 95% per la corretta associazione velocità/veicolo, il 95% per l’acquisizione delle immagini e il riconoscimento delle targhe, e il 90% per la classificazione del veicolo. Questi indicatori saranno parte integrante delle prove tecniche sia in laboratorio sia sul campo.
Margini di accuratezza nella misurazione della velocità
Per quanto riguarda l’accuratezza, il decreto fissa limiti precisi durante le verifiche di omologazione: il valore registrato dal dispositivo non potrà scostarsi di oltre 3 km/h rispetto allo strumento campione per velocità fino a 100 km/h; per velocità superiori, la tolleranza è stabilita in percentuale, al 3%. Si tratta di requisiti tecnici destinati alla certificazione e distinti dalla tolleranza amministrativa applicata alle sanzioni.
Implicazioni pratiche per Comuni e automobilisti
Le amministrazioni locali dovranno adeguare le procedure di omologazione e le campagne di controllo, con possibili oneri di certificazione e aggiornamento tecnologico per gli apparati già in uso. In base a un censimento recente, i autovelox attivi in Italia sono circa 3.000, pertanto l’impatto operativo sui bilanci comunali potrebbe essere significativo, soprattutto per gli enti che utilizzano strumentazione più datata.
Per gli automobilisti, la maggiore trasparenza tecnica è destinata a ridurre i margini di contenzioso legati a dubbi strumentali; tuttavia persistono differenze tra requisito di omologazione e tolleranza amministrativa, elemento che continuerà a influenzare le contestazioni e le pratiche di impugnazione.
Effetti sul contenzioso e sul mercato dei dispositivi
Sul fronte giuridico, la definizione di parametri oggettivi dovrebbe attenuare le controversie basate su criticità tecniche dei dispositivi. Questo potrebbe tradursi in una diminuzione dei ricorsi accettati dai tribunali amministrativi, con benefici in termini di certezza normativa.
Dal punto di vista industriale, la richiesta di certificazioni più rigorose aprirà opportunità per fornitori di strumenti e laboratori accreditati, creando domanda per servizi di calibrazione, manutenzione e aggiornamento software. Fornitori e aziende di telemetria potrebbero quindi rivedere i propri piani d’investimento per adeguare prodotti e processi alle nuove specifiche.
Consigli pratici e prospettive
Per i Comuni è consigliabile avviare un inventario dettagliato dei dispositivi installati, valutare i costi di ricertificazione e pianificare interventi prioritari dove la tecnologia risulta obsoleta. Per gli automobilisti, la raccomandazione è mantenere documentazione e comunicazioni relative alle contestazioni, poiché l’introduzione di standard tecnici più rigidi non elimina automaticamente tutte le possibili discrepanze operative.
Nel medio termine, un quadro regolatorio più definito dovrebbe favorire una maggiore uniformità nelle verifiche e una riduzione degli spazi interpretativi che hanno caratterizzato l’ultimo decennio, con effetti positivi sulla sicurezza stradale e sulla prevedibilità delle sanzioni.
In sintesi
- La certificazione più rigorosa dei autovelox potrà ridurre il contenzioso legale, aumentando la certezza delle procedure e alleggerendo il carico sui tribunali amministrativi.
- I Comuni dovranno valutare investimenti per aggiornare o sostituire apparecchiature, con impatto sui bilanci locali e opportunità per fornitori specializzati in servizi di taratura e manutenzione.
- Per il mercato dei dispositivi e dei servizi correlati si prospetta una crescita della domanda di strumentazione certificata e di laboratori accreditati, favorendo chi si adegua rapidamente alle nuove specifiche tecniche.