Psa accelera la transizione green nei terminal italiani
- 11 Luglio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Mentre in Italia e in Europa proseguono le discussioni sull’impatto del ETS (il sistema europeo di scambio delle quote di emissione) sul settore marittimo e sulle richieste delle imprese di ridefinire le tempistiche della decarbonizzazione, i terminal concessi al Port of Singapore Authority in Italia stanno accelerando la transizione energetica, come evidenziato dal Rapporto di sostenibilità 2025 del terminalista.
Nel nostro Paese il gruppo gestisce i terminal Psa Genova Pra’, Psa Sech (entrambi a Genova) e Psa Venice-Vecon (a Venezia): tre banchine che gestiscono circa il 25% del traffico container gateway in uscita e in entrata dall’Italia. Il personale impiegato supera le 1.080 unità, con una crescita occupazionale del 6% nel triennio 2023-2025 e l’85% della forza lavoro proveniente dalle province di Genova e Venezia.
Psa Italia ha spiegato:
“Il 2025 ha rappresentato un’accelerazione concreta verso la decarbonizzazione. Tra gli interventi più rilevanti si segnala l’investimento in nuove gru di piazzale E-RTG completamente elettriche, operative a Genova Pra’ e a Venezia, oltre all’adozione di fonti rinnovabili certificate per coprire i consumi energetici dei terminal.”
I dati del Rapporto sostenibilità 2025
Il report dettaglia i passi concreti compiuti da ciascun terminal. Vecon ha raggiunto la piena copertura del fabbisogno elettrico mediante energia da fonti rinnovabili certificata tramite Garanzie d’origine, azzerando così le emissioni indirette legate ai consumi elettrici rendicontate nello Scope 2.
Lo stesso terminal ha introdotto l’impiego del biocarburante HVO per i mezzi di movimentazione, ottenendo una riduzione delle emissioni di CO2 pari all’88,7% rispetto al diesel tradizionale nei veicoli di cantiere.
Il terminal di Pra’ copre al 100% i propri consumi elettrici con energia rinnovabile certificata tramite Garanzie d’origine, un traguardo raggiunto già dal 2021. Anche Sech è stato pioniere nell’acquisto di energia verde, adottando Garanzie d’origine dal 2020 e completando la copertura totale dei consumi elettrici (Scope 2) nel 2021.
Secondo il rapporto, tutti e tre i terminal condividono la certificazione ISO 14064-1 relativa alle emissioni di gas serra e all’uso di energia da fonti rinnovabili certificate. Inoltre, una specifica certificazione di gestione energetica, la ISO 50001, è stata riconosciuta esplicitamente a Venice-Vecon e a Pra’.
Questi sviluppi non riguardano solo l’ambito ambientale: l’elettrificazione delle gru e l’uso di energia rinnovabile richiedono investimenti infrastrutturali e adeguamenti della rete portuale, oltre a favorire nuove competenze tecniche tra il personale locale. Per i terminal operator ciò comporta una riallocazione di capitale verso tecnologie a basso tenore di carbonio e, potenzialmente, l’accesso a strumenti di finanza verde.
Nel contesto europeo, dove si discute l’estensione e la tariffazione del ETS per la navigazione, l’esperienza di questi terminal può rappresentare un esempio operativo di come ridurre le emissioni indirette ed indirettamente mitigare l’impatto dei costi ambientali sulle filiere logistiche nazionali.
Per le imprese italiane che dipendono dalla catena dei container, la maggiore elettrificazione dei terminal può tradursi in costi operativi più prevedibili se accompagnata da acquisti di energia rinnovabile a lungo termine; d’altro canto, comporta la necessità di pianificare investimenti in infrastrutture e soluzioni digitali per massimizzare l’efficienza energetica.
In sintesi
- L’adozione di gru elettriche e l’acquisto di energia rinnovabile riducono l’esposizione dei terminal italiani al rischio regolatorio legato al ETS, aumentando la resilienza operativa e la prevedibilità dei costi energetici.
- La transizione richiede significativi investimenti in capitale: opportunità di crescita per fornitori di tecnologia, ma anche necessità per operatori portuali di accedere a strumenti di finanziamento verde e a incentivi pubblici.
- Per gli operatori logistici e gli armatori che utilizzano i porti italiani, la decarbonizzazione dei terminal può tradursi in minor volatilità dei costi e potenziali vantaggi competitivi, soprattutto nei corridoi commerciali orientati alla sostenibilità.
- Dal punto di vista occupazionale, la trasformazione tecnologica stimola la domanda di competenze specializzate a livello locale, con ricadute positive sull’occupazione nelle aree metropolitane di Genova e Venezia.